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La valutazione postulare dei soggetti sportivi e sedentari è un bagaglio professionale ormai necessario per ogni personal trainer. La ginnastica postulare è una metodica che tien conto di tutte quelle variabili anatomiche e funzionale che caratterizzano ogni individuo rispetto all'anatomia  e la biomeccanica standard. Basti pensare alle asimmetrie genetiche o post traumatiche. Alle Asimmetrie scheletriche  funzionali  o propriamente dette posturali. La valutazione postulare tiene conto di tutte quelle variazioni che possono essere indotte dallo sport dal lavoro dal sedentarismo  e più ingenerale dal mix delle abitudini di vita personali. Il personal posturale quindi individua attraverso la valutazione postulare i segni delle asimmetrie degli scompensi sul corpo della persona. Ne valuta  la possibile riduzione o compensazione e fornisce delle soluzioni applicative attraverso la ginnastica posturale. [caption id="attachment_2335" align="alignnone" width="358"]personal posturale corso di formazione della scuola di  professione fitness personal posturale corso di formazione della scuola di professione fitness[/caption] Proprio per questo la Scuola di professione fitness ha aperto un nuovo corso di perfezionamento il corso di Personal Posturale. Descrizione del corso [caption id="attachment_2329" align="alignnone" width="355"]ginnastica posturale ginnastica posturale[/caption] il corso di Personal Trainer Posturale è indirizzato a tutti gli operatori motori che hanno l'obiettivo di approfondire le tematiche della ginnastica posturale. Il corso mette l'operatore motorio nella condizione di effettuare una valutazione posturale, muscolare e una analisi funzionale; al fine di preparare protocolli di lavoro specifici in funzione dei dati raccolti. Vengono inoltre presentati protocolli di lavoro su patologie del rachide, del ginocchio, della caviglia e dell'anca. A chi è rivolto? Il corso di Personal Trainer Posturale, è rivolto a Fisioterapisti, Diplomati ISEF, Laureati in Scienze Motorie, Istruttori Certificati. Requisiti Avere una conoscenza specifica su argomenti fondamentali quali: anatomia, fisiologia, biomeccanica, alimentazione, teoria dell’allenamento. Il corso è articolato in 6 incontri (più la giornata d’esame) di una giornata ciascuno, con lezioni teoriche e pratiche. Le lezioni si svolgono di sabato e domenica con cadenza quindicinale, è necessario frequentarne almeno l’80% per poter accedere all’esame di fine corso per conseguire la certificazione di Personal Trainer Posturale. Docenti I docenti  sono  Francesco Capobianco  docente storico ella Scuola e Michele Pitti  colonna portante da anni  e affermato personal trainer nonché consulente di diversi centri fitness. Saranno affiancati dal Dr, Alessandro Lanzani per le parti   di raccordo tra gli aspetti di medicina dello sport e di ortopedia in modo da individuare anche i limiti ai trattamenti e  la correttezza e razionalità della ginnastica postulare in relazione alle patologie non trattabili da questa disciplina. Le iscrizioni sono già aperte con la solita formula dei low cost per le iscrizioni anticipate scopri tutti i programmi  il calendario e le agevolazioni sulla pagina dedicata del corso." 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L'operatore di fitness metabolico si preoccuperà di aiutarlo ad attuare questa trasformazione. Il sedentarismo è un vero e proprio stile di vita, profondamente radicato nella quotidianità e si compone di abitudini, scale di valori, emozioni, compensazioni emotive. Per questo, la quantità di movimento che si riuscirà a ottenere da un sedentario è, di fatto, un fenomeno quantitativo che testimonia la capacità dell'operatore di innescare un cambiamento nelle motivazioni comportamentali dell'ex sedentario. La quantità di movimento che il soggetto metabolico inserirà nel suo sistema di vita rappresenta uno strumento di misura quantitativo di un cambiamento più vasto e complesso: lo stile di vita. Ed è proprio lo stile di vita che ha un valore preventivo e salutistico: il movimento preso da solo potrebbe essere solo un elemento di rischio in più in un soggetto disabituato all'attività fisica. Se si sposta l'attenzione sull'operatore di fitness metabolico, si tende a realizzare con facilità un errore strategico: pensare che il successo dell'operazione consista nell'aumentare quantitativamente il movimento del sedentario. Con un approccio di questo genere il personal trainer è tentato di fornire al suo cliente un “allenamento con intensità adattate”. Quello che deve essere compreso subito dall'operatore di fitness metabolico è che il suo cliente non è uno sportivo dai risultati mediocri, e che, proprio per questo, non è sufficiente abbassare l'intensità di lavoro dei normali protocolli di allenamento sportivo e agonistico per agganciare il livello di allenamento alle reali possibilità dello “sportivo di bassissimo livello”. Il soggetto metabolico non è uno sportivo e basta: è un'altra categoria di persona, che nulla ha a che fare con la mentalità dello sportivo. Per giunta, il soggetto sedentario non deve essere trasformato in sportivo: il vero obiettivo è quello di trasformare un soggetto sedentario in un soggetto motorio. Sarà eventualmente il soggetto motorio a decidere se praticare uno sport vero e proprio, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di preparazione atletica specifica, di spirito competitivo e agonistico. Il ruolo dell'operatore di fitness metabolico si configura quindi come quello di un mediatore culturale, con un approccio globale al sedentarismo e al soggetto sedentario. Per questo non possono essere trascurati gli aspetti psicologici e motivazionali, estremamente importanti soprattutto nella prima fase, caratterizzata da una forte componente di “alfabetizzazione” e di “svezzamento” motorio.   FITNESS METABOLICO, FITNESS FUNZIONALE E FITNESS TERAPIA Esiste ancora un po' di confusione rispetto alla definizione di "attività motoria come prevenzione sociale". Essa include almeno tre categorie di proposte che, pur avendo gli stessi obiettivi finali, si differenziano in maniera netta e chiara per quanto riguarda le responsabilità e la gestione del servizio: - Fitness metabolico - Fitness funzionale - Fitness terapia fitness metabolico e diabetes 2   Diabete e fitness metabolico Il fitness metabolico ha tre obiettivi fondamentali in relazione al soggetto affetto da diabete. Naturalmente questi obiettivi vanno sempre limitati alla funzione dell'attività motoria come un elemento di supporto alla gestione medica nel caso di fitness terapia. Per l'operatore motorio il diabete va conosciuto non per confondere il proprio ruolo con quello esclusivo di pertinenza del medico (inquadramento diagnostico e terapia), ma per poter gestire il rapporto motorio con il diabetico con la dovuta consapevolezza delle indicazioni e dei limiti del proprio intervento. Definizione. Sindrome caratterizzata dalla presenza di valori di glicemia superiori a quelli fisiologici. Le cause dipendono da un mix di aspetti genetici, ambientali e relativi agli stili di vita. Il meccanismo di azione scatenante è un deficit assoluto o relativo della secrezione e/o dell'azione dell'insulina. Il mancato controllo omeostatico della glicemia genera danni metabolici acuti e danni cronici su diversi organi e apparati. I due ormoni che gestiscono l'equilibrio omeostatico della glicemia sono insulina e glucagone, entrambi increti dalle isole del Langherans. Sappiamo comunque che il sistema endocrino è una rete di nessi di causa effetto: anche altri ormoni come i corticosteroidi innalzano la glicemia. Incidenza. Il diabete è una malattia comune: si stimano 150-170 milioni di persone affette da diabete nel mondo e si calcola che questa cifra possa raddoppiare (circa 300 milioni di persone) nel prossimo decennio, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. La percentuale della popolazione mondiale affetta da diabete è tra il 2% e il 5% (10-15 % nell'Occidente malnutrito in eccesso e meno del 2% nei Paesi del versante Sud-Orientale del Globo). Si stima che almeno un altro 2% sia affetto da diabete o da alterazione della regolazione della glicemia senza esserne a conoscenza. Elementi di squilibrio ambientale: 1. obesità, in aumento anche nella popolazione pediatrica (ipernutrizione, dieta sbilanciata, sedentarietà); 2. sedentarismo sociale, la tecnologia cristallizza gli umani in statue semivegetative con una residua attività motoria nei punti di contatto con gli infiniti telecomandi (polpastrelli per mouse e simili, avampiede per acceleratore, freno e frizione, più un’infinità di macchine sostitutive del lavoro umano); l'operatore metabolico deve sapere che per andare controcorrente con successo deve realizzare un'operazione di consapevolezza più ampia della semplice conoscenza tecnica della sindrome metabolica e degli esercizi motori che la contrastano; 3. dopo 25 anni di obesità il 50% dei soggetti diventa diabetico; 4. aumentano i casi di diabete tipo II nei bambini e negli adolescenti. Classificazione. Diabete primario, si verifica indipendentemente da altre malattie o da terapie farmacologiche o chirurgiche o da processi fisiologici: Diabete Mellito Insulino-Dipendente (tipo I) e Diabete Mellito Non Insulino-Dipendente (tipo II). Diabete secondario, si verifica a causa della presenza di altre malattie o di altre terapie farmacologiche o chirurgiche o di alcuni processi fisiologici: indotto da altre patologie (endocrinopatie), indotto da farmaci o da infezioni. Diabete di 1° tipo. Si verifica prevalentemente in giovane età o addirittura nell'infanzia (una volta definito diabete giovanile) e in soggetti con costituzione magra. Sintomi di presentazione: poliuria, polidipsia (secondaria alla poliuria), polifagia (il paziente mangia molto ma dimagrisce a causa dell’alterata filtrazione renale); spesso il sintomo di esordio è costituito dalla chetoacidosi diabetica. Il dato più importante è l'insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas; l'equilibrio omeostatico della glicemia va mantenuto fornendo l'insulina dall'esterno. Le terapie più avanzate si evolvono continuamente con dei mix di insuline a diversa durata di azione, in modo da garantire il massimo della stabilità e del compenso con la minor frequenza possibile di iniezioni di insulina. Generalmente, le insuline sono classificate in rapide, lente e semilente secondo la velocità di azione e durata. La stabilizzazione farmacologica è ovviamente di esclusiva pertinenza del diabetologo. Diabete di 2° tipo. Il riscontro di diabete di tipo 2 è molto spesso casuale nel corso di esami di laboratorio a cui il paziente si sottopone per altri motivi, perché la patologia si instaura molto lentamente e occorre del tempo prima che la sintomatologia si manifesti; in molti pazienti sintomi di iperglicemia e glicosuria non compaiono mai. Nel caso di diabete conclamato, la sintomatologia delle due forme di DM (tipo 1 e tipo 2) è molto simile. Il rapporto tra i casi di diabete di primo tipo e di secondo tipo è di circa uno a dieci. Il diabete di secondo tipo è un vero e proprio fenomeno sociale che in Italia coinvolge 3-5 milioni di persone che aumentano ancora di più se viene classificato insieme agli altri componenti della sindrome metabolica. Tra le cause si ipotizzano: 1. nei soggetti obesi, una predisposizione genetica + incapacità ad aumentare la quantità di insulina rispetto a un bisogno aumentato di glucosio + capacità ridotta delle cellule adipose ad assorbire il glucosio (che quindi rimane a livelli più elevati nel sangue = iperglicemia); 2. nei soggetti non obesi, una predisposizione genetica + insensibilità delle cellule degli organi all'azione dell'insulina. Diabete in gravidanza. O diabete gestazionale, può causare dei problemi anche gravi per il neonato e per la madre (rappresenta un importante fattore di rischio di sviluppare diabete, dal 20 al 50% delle donne che ne hanno sofferto sviluppano il diabete di tipo 2 nel corso della vita). Lo stato di prediabete. Il diabete di secondo tipo ha tra le varie concause modificabili il sedentarismo e l'aumento di peso. Un prediabete si esprime con un’alterata tolleranza al glucosio, che si evidenzia tramite una glicemia a digiuno con i valori superiori 110 mg%, ma inferiori a 126 mg%: questi valori sono indicatori di un’intolleranza al glucosio. Lo stesso avviene quando in un test di tolleranza al glucosio la glicemia dopo 2 ore è compresa tra 140 mg% e 200 mg%. Il punto è che se non si interviene sulle variabili modificabili (moto e alimentazione), è molto più probabile una deriva verso il diabete vero e proprio. Qui sta il vero valore aggiunto preventivo dell'attività fisica come stile di vita: il prediabete, se da un lato medicalizza il futuro paziente, dall'altro permette un intervento di vera prevenzione primaria, ovvero che si realizza prima che la patologia si manifesti con il suo corredo di danni ed effetti collaterali negativi (la prevenzione secondaria è quella che si instaura dopo il primo evento patologico, per evitare aggravamenti e ricadute). La prevenzione primaria coincide con gli stili di vita, è facile da realizzare e praticamente non ha controindicazioni se non quelle del buon senso; la prevenzione secondaria deve avere basse intensità, o una prescrizione medica sulle dosi. fitness metabolico e diabete DANNI CAUSATI DAL DIABETE Complicanze acute - Coma chetoacidosico (diabete tipo I), formazione di corpi chetonici. Il mancato utilizzo del glucosio, che si fa molto elevato, attiva la via metabolica di ossidazione degli acidi grassi, estratti dai trigliceridi nei depositi di grasso corporeo. Le cellule, non potendo utilizzare il glucosio a fini energetici, iniziano a bruciare gli acidi grassi. Il processo si svolge in maniera alterata e si formano dei cataboliti di scarto: i corpi chetonici (acido acetacetico, acido beta-idrossibutirrico, acetone), che provocano il quadro di acidosi (ovvero una diminuzione del pH). I corpi chetonici portano allo stato di “coma chetoacidosico”: la chetoacidosi è un’emergenza clinica tipica del diabetico di tipo 1. - Coma iperosmolare non chetosico (diabete tipo II). Si tratta di uno stato di coma causato da un’iperglicemia incontrollata e non compensata, che determina un grave aumento dell'osmolarità del sangue (sangue denso) e una marcata disidratazione. - Ipoglicemia grave (diabete tipo I e tipo II) e coma ipoglicemico. È lo stato di coma causato dalla mancanza di un sufficiente livello di glucosio nel sangue, che possa consentire il rifornimento energetico del cervello. Il mantenimento della glicemia al di sopra di un valore soglia è indispensabile per una normale attività cerebrale. Il coma ipoglicemico si può verificare sia nei diabetici di tipo 1 che nei diabetici di tipo 2 e dipende da un inappropriato regime terapeutico in presenza di un limitato o ritardato introito energetico, o di un’eccessiva attività fisica. Sintomi. Generalmente i sintomi che accompagnano un iniziale scompenso della glicemia sono, nel caso dell'ipoglicemia: pallore sudorazione vertigini fino allo svenimento. Nel caso dell'iperglicemia scompensata: nausea, dolori gastrointestinali, agitazione. La formazione di corpi chetonici genera un alito e un sudore dall'odore di frutta avariata. Nei casi di disagio iniziale, a prescindere dalle procedure di soccorso che si possono intraprendere secondo la gravità del caso, c'è comunque una regola assoluta: la persona non deve essere lasciata da sola fino alla risoluzione dell'episodio. Complicanze croniche - microangiopatia - retinopatia - perdita visus - edema maculare, perdita visus - neuropatia sensitiva e motoria - nefropatia - macroangiopatia - patologia coronarica - patologia vascolare periferica - patologia cerebrovascolare - sindrome metabolica   ATTIVITÀ MOTORIA E DIABETE Diabete di primo tipo: - accertarsi che il diabete sia stato compensato dal diabetologo e che il diabetico assuma l'insulina con consapevolezza e regolarità; - attività di counseling, ovvero di supporto informativo sulla validità di stili di vita motori (disponibilità all'ascolto, gestione dell'ansia quando è presente). Diabete di secondo tipo: - puntare sulla gestione del peso - peso assoluto (calo in percentuale circa il 5-7% nei primi sei mesi) - attività motorie prevalentemente cardiovascolari - attività di counseling. Diabete e gravidanza: generalmente una donna in gravidanza, soprattutto nei mesi centrali, ha come obiettivo motorio quello di mantenersi in movimento con intensità molto basse, ovvero che prevedano uno scostamento fino al 20-25% in più della frequenza basale a riposo; qualsiasi altra indicazione deve essere una prescrizione medica, a maggior ragione se subentra una diagnosi di diabete in gravidanza. Prediabete (Sindrome metabolica): come il diabetico di secondo tipo.   FREQUENZA, DURATA, INTENSITÀ - Insistere su un coinvolgimento quotidiano, anche esterno al centro fitness, studiando insieme al diabetico percorsi inseriti nel contesto della vita di tutti giorni. - Durata relativamente breve della seduta (20 minuti), in modo che possa essere inserita anche due volte nella giornata: una più intensa e monitorata in palestra e una più leggera, come il cammino veloce (brisk walking) da praticare all'aperto o come ginnastica domestica a prevalente contenuto aerobico (flessioni, piegamenti, esercizi a discrezione). - In assenza di indicazioni mediche relative alla frequenza cardiaca, rispettare limite di 110. Eventualmente, praticare frequenze più basse se c'è riscontro all'anamnesi di altri elementi della sindrome metabolica. Attenzione: stiamo parlando di fitness metabolico che può essere praticato in sicurezza purché le intensità siano basse e non sia erogato un rischio acuto (alte frequenza cardiaca) in nome della riduzione di un rischio cronico. L'effetto positivo sulla stabilizzazione del diabete e sul calo ponderale è comunque documentato nella letteratura scientifica. Intensità più alte possono essere direttamente indicate dal medico responsabile (fitness terapia). ASPETTI PSICOLOGICI Il diabete è uno shock emotivo di prima grandezza, in particolare al momento della diagnosi e al momento della fine della “luna di miele”, ovvero del manifestarsi di qualcuna delle complicanze che necessitano intensificazioni diagnostiche e aumento dell'impegno terapeutico. Il prediabete, invece, lascia il soggetto abbastanza indifferente, perché è una condizione asintomatica: la motivazione all'attività fisica deve essere sollecitata non puntando solo sul rischio futuro, ma anche sul piacere presente immediato di rimettersi in movimento. La relazione deve essere imperniata su un ruolo di modulatore, che compensi due atteggiamenti diversi: 1. eccesso di ansia di attenzione e di emotività (fase della diagnosi e di qualche scompenso successivo); 2. depressione con disinteresse al trattamento e al regime terapeutico, spesso accompagnato da un deterioramento delle condizioni generali. Ovviamente, l'operatore metabolico non è uno psicologo che si possa far carico della gestione di questo aspetto: l’importante è che l'operatore metabolico ne abbia quanto meno consapevolezza. La pratica dell'attività motoria è universalmente riconosciuta dal mondo medico come positiva per una stabilizzazione clinica e per una stabilizzazione psicologica. L'operatore metabolico può seguire una serie di criteri guida: - ascoltare - limitare i consigli alle modalità di esecuzione dell’attività fisica; - evitare pareri sulla terapia o sugli esami; - confermare che una pratica motoria regolare è fondamentale per raggiungere il massimo del compenso psicofisico e che comunque può offrire momenti di tranquillità e piacere; - gestire la relazione affrontando argomenti anche esterni all'universo “diabete-terapia-monitoraggi“; molto più semplicemente, tentare la strada della distrazione.   [caption id="attachment_2304" align="alignnone" width="481"]fitness metabolico e diabete1 fitness metabolico e diabete[/caption]  " ["post_title"]=> string(29) "diabete e fitness metabolico " ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(28) "diabete-e-fitness-metabolico" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(140) "http://www.professionefitness.com/2014/05/body-max-index-e-body-fat-index/ http://www.professionefitness.com/2014/01/metabolismi-energetici/" ["post_modified"]=> string(19) "2014-07-01 10:07:22" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-07-01 08:07:22" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2303" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [3]=> object(WP_Post)#7316 (24) { ["ID"]=> int(2293) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-06-23 11:24:52" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-06-23 09:24:52" ["post_content"]=> string(6638) "Fitness e iWatch Il fitness sta per essere rivoluzionato dall’arrivo dell’ iWatch. la Apple ha iniziato la sua campagna di marketing centellinando notizie che vengono rimbalzate praticamente da tutte le rubriche di nuove tecnologie i giornali riviste e televisioni. A ottobre comincerà la vendita e questa volta riguarderà  anche il mondo del fitness. Agenzie satelliti di marketing e comunicazione parlano della “digital health revolution” in maniera entusiastica: in effetti l’efetto principale è che ci sarà un po di lavoro anche per le agenzie di marketing stesse. iWatch avrà molti strumenti e funzioni a bordo tra queste molte saranno dedicate al fitness. E' segnalata la probabile presenza di sensori dedicati alla pressione arteriosa, ai battiti cardiaci, addirittura ala tasso di glucosio nel sangue e un analizzatore di sudore studiato per rilevare la presenza di "tossine". Prima di entrare nel merito di questi rumors  bisogna considerare che Apple  da anni è stata una grande innovatrice nella tecnologia iMac, iPad, iPod, iPhone hanno  aperto la strada che poi hanno percorso altre multinazionali, quindi  è facile pensare che altre aziende offriranno a breve altri  orologi con funzioni di fitness digitale. Fitness iWatch e frequenza cardiaca.  Il monitoraggio della frequenza cardiaca con uno strumento da polso presenta da sempre delle difficoltà di affidabilità nella rilevazione di un segnale debole come appunto il polso della frequenza cardiaca. Vedremo come Apple aggirerà questa difficoltà se  fornirà degli accessori tradizionali come  i sensori al torace come i banali cardiofrequenzimetri o sensori da dito. Fitness iWatch e pressione arteriosa.  Questa è giù più complicata da realizzare perché la Pressione arteriosa misurata fino ad oggi non prescinde dalla presenza di un manicotto che gonfiato intorno al braccio e gonfiato  che rileva  a che pressione il sangue passa al di sotto dell’ostruzione generata dal manicotto stesso. Altri tipi di misurazione sarebbero comunque delle estrapolazioni derivate  con il rischio di misurazione errate e di generare degli ipertesi da misurazione o di non misurare ipertesi reali. Aumenta la curiosità nei confronti della Apple su come sarà superata questa difficoltà. Fitness iWatch e glicemia. Questa sarebbe davvero rivoluzionaria per tanti motivi. Innanzitutto pensiamo che la glicemia sarebbe misurata in modo indiretto, senza buco e goccia di sangue per intenderci. La misurazione indiretta finora è un sogno per milioni di diabetici perché i continui prelievi sono stressanti e costosi per i milioni di pazienti. Un azienda italiana  aveva realizzato il Glycolaser che permetteva di misurare con un’approssimazione del 95% leggermente inferiore a quella standard ma pur sempre  estremamente interessante vista  la non invasività della misurazione e infinità ripetibilità del test.  Questo ovviamente avrebbe azzerato il business miliardario degli stick e delle punturine saldamente in mano alle solite multinazionali di Big Pharma. L’azienda invece di essere incoraggiata e aiutata a perfezionare il prodotto è praticamente scomparsa almeno da qualsiasi recente ricerca web. Forse Apple è più brava della azienda italiana, forse ha già accordi con Big Pharma o forse Apple è cosi grande che può permettersi di sfidare il mercato delle glucometrie con prelievo di sangue. Vedremo. Fitness iWatch e idratazione. A prescindere da come sarà misurata l’idratazione la domanda è un'altra: perché? . Il sensore più efficace finora conosciuto dei livelli di idratazione si è raffinato in milioni di anni ed è il meccanismo della sete che ci salva in continuazione da qualsiasi rischio o allarme di morire rinsecchiti mentre sopravviviamo tra una seduta davanti al computer o una corsetta al parco o sul tappeto di marca. Fa parte di quelle curiosità che se messe a sistema appesantiscono la nostra vita con un eccesso di informazioni che ci impediscono di cogliere l’essenziale  e di decidere. Decidere di smettere di correre perché banalmente ci sentiamo un po’ stanchi, o di bere un goccio di acqua dalla borraccia ( tecnologica ovviamente che ci dice quanti millilitri contiene ancora , la temperatura all’interno della borraccia, il tempo di riscaldamento dell’acqua , e cosi via informatizzando) Fitness iWatch e gestione delle informazioni. Avere delle informazioni non significa ancora essere capaci di gestirle. In altre parole questa massa di dati che si stanno abbattendo sui sedentari/praticanti/sportivi  sono poi da interpretare rispetto alle infinite variabili oggettive e soggettive delle persone. Ognuno ha condizioni di partenza diverse, obiettivi e motivazioni diversi e liiti diversi. Nessun raccoglitore di dati è intelligente per definizione  e questi dati in mano al proprietario dell’orologio rischiano di essere assolutamente ingestibili. Occorre un’alfabetizzazione motoria sul significato di quei dati per quella persona. E qui nasce un opportunità per i personal trainer  ovvero per  i professionisti delle attività motorie. Il loro ruolo sarà sempre di meno quello di impartire “l’esecuzione corretta dell’esercizio” e sempre di più una mediazione culturale tra il praticante smarrito tra questi dati e una metodologia di allenamento  adatta alla persona alle sue motivazione e non ai dati e alle tabelle di normalità. Insomma la tecnologia va bene  ma la persona rimane al centro e se da sola non ce la fa a filtrare la valanga dei dati tecnologici, allora un personal trainer può essere utile a mediare tra sedentarismo e attività fisica. [caption id="attachment_2294" align="alignnone" width="438"]fitness  e iWatch fitness e iWatch[/caption] Alessandro Lanzani Medico specialista in medicina dello sport." 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Da anni e sicuramente tra i primi noi di Professione Fitness  abbiamo previsto questo fenomeno. I centri fitness  dai piccoli centri motori ( accoglienti specializzati professionali ) alle grandi cattedrali ( design arredi macchinari lusso ) sono un occasione non solo di sport ma soprattutto di attività fisica rivolta alla prevenzione alla salute, alla rieducazione funzionale. Ora ( con qualche annetto di ritardo ) lo sostiene anche la Ihrsa dopo aver compreso che la vendita commerciale degli abbonamenti non funziona più come una volta ( è la crisi baby ) e quindi finalmente ci si accorge di quello che per il settore è un'importante opportunità di crescita. Il luogo si presta ad un rapporto professionale dii supporto alla sanità. Per molti aspetti anche meno costoso. I servizi possono spaziare dalla rieducazione funzionale, al trattamento con l'attività fisica della sindrome metabolica fino agli aspetti nutrizionali associati con l'attività fisica.Insomma Il fitness può essere una  opportunità di salute. Citiamo alcuni passaggi dell'articolo dell' agenzia ansa (ANSA) - ROMA, 12 GIU -… I templi del benessere europei sono i più redditizi al mondo e per il prossimo anno le palestre offriranno sempre più strumentazioni hitech e assistenza per la salute, includendo la presenza di medici specialisti. Lo attesta il nuovo 'global report', appena redatto da Ihrsa, International Health, Racquet & Sportsclub Association, associazione che riunisce oltre 10.000 palestre di 76 paesi…. Le tendenze dell'anno vedono un incremento delle strutture con servizi medici e per il benessere, oltre ai club solo per donne, palestre low-cost e micro palestre, come quelle solo per yoga o pilates eccetera. "I prossimi 2-5 anni si prevedono ancora di più servizi tecnologici in chiave salutistica - sottolinea Robert Brewster, Presidente entrante del board direttivo di Ihrsa si prevede un aumento della richiesta di assistenza nutrizionale, medica, fisiologica e fisioterapica in sede". [caption id="attachment_2235" align="alignnone" width="489"]medici dello sport medici dello sport[/caption] Ma  se la palestra diventa un farmaco come tutti farmaci ha i suoi effetti collaterali e indesiderati. Primo tra tutti la mancanza di professionalità. Non si può pensare di acquisire una fetta di mercato importante dai bilanci sanitari senza garantire la presenza di figure adeguate che eroghino il servizio.   Per prima cosa cosa medici specializzati come il medico specialista in medicina dello sport, l'ortopedico. il nutrizionista. Il decreto Balduzzi almeno ha provveduto  a togliere dalle visite il mercato delle visite di idoneità a basso profilo e basso costo , ormai possono firmare solo i medici in medicina dello sport i medici curanti e i pediatri gli altri medici  no. L'elettrocardiogramma se pur non obbligatorio è diventato così consigliato da configurare il reato di imprudenza e negligenza nei casi di certificati eseguiti senza un elettrocardiogramma allegato. Il miglioramento della professionalità riguarda anche le figure tecniche con l'introduzione di  laureati in scienze motorie  ( per scoprire  poi che i programmi curricoli sono ancora estremamente arretrati rispetto alle necessità del mondo fitness ) di laureati in fisioterapia e in scienze della nutrizione. I servizi personali sono una grande opportunità ma esigono professionalità, formazione permanente, aggiornamenti continui,  tutte cose su cui il nostro settore è stato storicamente debole." 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Sabato 31 maggio 2014 si sono svolti presso la sede di professione fitness gli esami per i nuovi fitness trainer certificati. I partecipanti sonno stati 22 e hanno  superato l'esame 13 Fitness trainer. Vogliamo  cogliere l'occasione per incoraggiare gli studenti che non hanno superato l'esame e che ci riproveranno il 4 di luglio presso la sede di Professione Fitness. A loro va il più grosso "in bocca al lupo" dei docenti della Scuola. Il corso era il 62° dalla fondazione della Scuola nel 1984, da allora è passata davvero molta acqua sotto i ponti e il ruolo dell'istruttore di Fitness si è evoluto. Si è evoluta anche la Scuola di professione fitness che continua ad essere un punto di riferimento per  i professionisti del settore. In una realtà didattica dove molti provano a vendere diplomi in un weekend, dove altri  vendono le proprie conoscenze ipertecniciste come ruolo di istruttori, noi continuiamo ad aggiornare  una formazione che si sviluppa su 13 sabati che si modifica nei contenuti e nella forma per permettere agli appassionati di fitness di trasformarsi in fitness trainer certificati. Un trasformazione che ha bisogno anche della serietà degli studenti di studio concentrazione e applicazione. Per questo  La Scuola di Professione Fitness da la possibilità di ripetere gratuitamente l'esame perché non sempre la condizione di studenti lavoratori permette  di prepararsi a modo  durante il corso seppure tra i più lunghi che ci siano. Noi  verifichiamo un livello di qualità raggiunto che possa garantire tutti, gli istruttori per primi, i clienti delle palestre poi , i team tecnici e infine la Scuola stessa. Per questo ci interessa seguire anche e soprattutto chi ha bisogno di più tempo per conseguire la certificazione in Fitness Trainer.  
Balducci Martino 75
Celsi Davide 100 Lode
Cogliati Michele 88
Corrado Felice 100 Lode
Crispino Paolo Diego 100
Mantegazza Fiorenzo 75
Pedroni Simone 68
Petrucci Mauro 96
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COME HO APERTO IL MIO PERSONAL TRAINER STUDIO

Sono Luciano Dondè , Diplomato nel 1989 come perito meccanico ho lavorato da subito come magazziniere poi come elettricista e dal 1992 al 2004 come agente di viaggio. Alla fine del 2004 mi sono diplomato alla Scuola di Professione Fitness come istruttore di Fitness e Body Building e dal 2005 ho iniziato la collaborazione con il circuito Sportsman Club di Milano e alla fine del 2005 fino al 2011 sono stato anche responsabile di uno dei loro club in centro. Dal 2011 al 2012 ho lavorato come personal trainer da libero professionista e da settembre 2012 a luglio 2013 presso Virgin Active. Ora ho 44 anni e finalmente sono riuscito ad aprire il mio studio, dove lavoro come personal trainer cercando di promuovere il Fitness Metabolico che mi sta particolarmente a cuore. La mia “avventura” inizia frequentando una piccola palestra di Milano all’età di 17 anni. Negli anni a seguire ho scoperto la passione per il fitness e il benessere al punto di prendere la decisione di fare un corso per diventare istruttore. Parlando con un istruttore di questa mia intenzione, vengo consigliato a frequentare la Scuola di Professione Fitness che lui stesso aveva frequentato e, visto i risultati della sua preparazione ho ritenuto fosse un ottimo consiglio e così è stato. Luciano Dondè  Conseguo quindi il diploma d’istruttore di Fitness e Body Building e inizio la collaborazione come istruttore di sala presso il circuito di palestre Sportsman club di Milano per passare a breve a gestirne uno in centro. Durante la gestione di questo club, per motivi famigliari, ho iniziato a frequentare il centro diabetologico del Fatebenefratelli, dove la frase che sentivo pronunciare più volte dai medici era: “Dovete fare movimento!” ma poi la cosa si fermava li, nessuno diceva dove e come farlo se non proponendo la classica camminata all’aperto.  Più o meno nello stesso periodo, la scuola ha iniziato il corso di Fitness Metabolico che si occupa proprio di seguire i soggetti affetti da sindrome metabolica (diabete, sovrappeso, ipertensione, sedentarismo ecc..) e allora decido subito di frequentarlo con l’idea di poter colmare il vuoto di quella frase detta dai medici ai pazienti. [caption id="attachment_2270" align="alignnone" width="364"]Personal Trainer Studio Personal Trainer Studio[/caption] Una volta diplomato, ho iniziato subito a mettere in pratica l’insegnamento nella palestra, dove collaboravo, con un ottimo riscontro da parte dei clienti da me seguiti e quello che più mi gratificava era vederli ritornare felici e in miglior stato di salute. Decido di fare un ulteriore passo lavorando privatamente come personal trainer a domicilio e dopo un anno di fare un master con Virgin Active, dove i relatori promuovevano la stessa causa, occuparsi a 360° dei soggetti metabolici. Bene! Mi sono detto, così ho iniziato a lavorare presso uno dei loro centri ma non avendo uno spazio dedicato ai personal, era difficile in un’ora seguire bene il cliente perché spesso mi trovavo a dover far la fila per un attrezzo. Poi mi sono chiesto, perché invece di pagare un affitto a loro per trovarmi spesso a lavorare in non buone condizioni per spazio e disponibilità di macchine, non pago un affitto per un mio studio, dove poter riuscire a dare il 100% al mio cliente? E così ho iniziato a cercare uno spazio che mi sembrava giusto per logistica (per me che ho particolari esigenze, doveva essere vicino a casa), per bacino di utenza e che avesse un affitto ragionevolmente sostenibile. Persona Trainer Studio La zona scelta, obbligatoriamente per me, è stata la Stazione Centrale. Girando per le strade del quartiere ho visionato alcuni locali, dove trovavo i cartelli affittasi, non ho preso in considerazione i negozi perché avevano costi esorbitanti e la metratura, per la mia idea di studio doveva superare i 100mq (se si vuole fare un minimo di spogliatoio). Alla fine ho trovato il locale giusto. Uno spazio di 160 mq con un’altezza di quasi 4 metri quindi molto aeroso e illuminato, l’ideale per lavorare uno a uno o uno a mini gruppi di 4/6 persone al massimo. Appena sono entrato, nella mia mente l’ho visto già arredato e in funzione, così ho preparato un disegno di come volevo progettare lo studio, con i relativi spogliatoi, bagno, attrezzi, mi sono fatto due conti per vedere se fosse per me sostenibile ed ho preso le dovute informazioni agli sportelli competenti. Inutile dirvi del tortuoso iter burocratico che ho fatto. Pare che non ci sia nulla che regolamenti di preciso l’attività del personal trainer e quindi quando andavo a fare delle richieste agli sportelli di competenza non sapevano bene come inquadrare la posizione e spesso generalizzando nella categoria “palestre” davano indicazioni sbagliate, tanto che ero lì lì per rinunciare all’idea. IMG_2205 Poi mi sono riarmato di coraggio e ripartendo da zero ho fissato i punti principali della mia idea e spiegando bene e dettagliatamente ciò che intendevo fare, trovando anche gli sportelli giusti, sono riuscito ad avere tutte le risposte e le conferme necessarie e finalmente sono partito con i lavori. Per le macchine e l’attrezzatura varia, mi sono appoggiato a internet e a qualche centro di vendita di attrezzatura sportiva. Ho scelto una macchina funzionale, 2 tapis, 2 cyclette, un rack dove si può fare petto, spalle e gambe libere, una rastrelliera con manubri una spalliera svedese, gym ball, materassini, cavigliere, una leg extension/curl combi e altri piccoli attrezzi. Nulla di marca, che alza di molto i costi, ma tutto funzionale per seguire ogni tipo di esigenza del cliente, dall’allenato al sedentario. Per farmi conoscere ho fatto una locandina da lasciare nei locali ed un volantino che ho distribuito nelle caselle del quartiere. 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Quest’anno le parole chiave che possono descrivere i cambiamenti sono due - Evoluzione dal peso alla leggerezza - Regressione delle discipline musicali verso la danza Evoluzione I pesi, o meglio le linee isotoniche che affondavano le loro radici nel body building  ormai  da anni non rappresentano più una novità. Qualche azienda presenta periodicamente dei restyling ma sostanzialmente non c’è nessuna novità di rilievo; ne di tipo biomeccanico ne di design.  Invece quest’anno è il trionfo della leggerezza, degli accessori che coadiuvano il movimento ma non aumentano la forza di gravità applicata su muscoli e articolazioni. Cross fitness e varianti. Alcune soluzioni sono un po’ caotiche e in certi casi degne delle rubriche ironiche “mai più senza” ma  molte idee  rappresentano delle novità che possono dare alle palestre  molta freschezza, molta voglia di cambiare di leggerezza. Il fitness non è più corazzato come un po’ di anni fa al contrario acquisisce delle caratteristiche di leggerezza con accessori che lasciano ampia libertà di movimento rispetto ai movimenti chiusi e delle macchine isotoniche. [caption id="attachment_2248" align="alignnone" width="423"]Rimini Wellness 2014 Rimini Wellness 2014[/caption]   [caption id="attachment_2250" align="alignnone" width="317"]Rimini Wellness 2014 Rimini Wellness 2014[/caption] La qualità motoria che viene sollecitata è sicuramente la coordinazione motoria, vengono stimolati propriocettività ed equilibrio. Questo però presuppone un ruolo qualificato di trainer perché l’esecuzione degli esercizi è molto più articolata e se vogliamo sofisticata dell’estensione di un ginocchio alla leg estension. Quindi occorrono istruttori preparati e la palestra  si dovrà organizzare sempre di più verso l’offerta di un servizio piuttosto che verso il noleggio delle macchine. 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[caption id="attachment_2246" align="alignnone" width="423"]Rimini Wellness 2014 Rimini Wellness 2014[/caption] Nulla in contrario all’attività fisica  sotto forma di danza ma a questo punto la differenza tra palestra e discoteca svanisce  e la palestra perde definitivamente  l’identità dove  ci si diverte si ma si imparano anche  stili di vita motori, informazioni di gestione del movimento come ad esempio   la gestione della frequenza cardiaca, la tonificazione di gruppi muscolari precisi . La danza è gioco, divertimento  e può essere fatta dovunque, la palestra è un luogo sicuramente di aggregazione e di divertimento ma è anche un luogo dove  si possono selezionare distretti corporei da allenare, dove si possono selezionare tecniche di allenamento che sviluppano la forza o la resistenza. Il ballo è divertimento emozione e seduzione è tribù . [caption id="attachment_2252" align="alignnone" width="423"]Rimini Wellness 2014 Rimini Wellness 2014[/caption] La palestra  ha dei costi organizzativi e gestionali che difficilmente possono essere soddisfatti  con una regressione verso il ludico indifferenziato.  in più si aggiunge una perdita d’ identità e di credibilità sugli stili di vita che potrebbe ritorcersi contro il mondo del fitness. In conclusione : - quest’anno la tendenza all’uso dei piccoli attrezzi degli accessori si è consolidata. - Le discipline musicali  una volta definite “aerobica” sono state sostituite dalla danza - Le qualità motorie allenate  sono la mobilità più che la forza e l’ipertrofia - L’utilizzo di accessori e piccoli strumenti necessita di un istruttore tutor qualificato per presentare ai soci le potenzialità dello strumento - la palestre dovranno organizzare servizi piuttosto che noleggiare macchine [caption id="attachment_2254" align="alignnone" width="423"]Rimini Wellness 2014 Rimini Wellness 2014[/caption] Alessandro Lanzani alanzani@professionefitness.com" ["post_title"]=> string(20) "Rimini Wellness 2014" ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(20) "rimini-wellness-2014" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2014-06-02 11:27:43" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-06-02 09:27:43" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2245" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } } ["post_count"]=> int(8) ["current_post"]=> int(-1) ["in_the_loop"]=> bool(false) ["post"]=> object(WP_Post)#7213 (24) { ["ID"]=> int(2327) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-07-21 17:54:15" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-07-21 15:54:15" ["post_content"]=> string(5209) "Personal Posturale:  il nuovo corso di formazione professionale della Scuola di Professione Fitness ad ottobre 2014 la novità didattica per la formazione completa dei professionisti del fitness. La valutazione postulare dei soggetti sportivi e sedentari è un bagaglio professionale ormai necessario per ogni personal trainer. La ginnastica postulare è una metodica che tien conto di tutte quelle variabili anatomiche e funzionale che caratterizzano ogni individuo rispetto all'anatomia  e la biomeccanica standard. Basti pensare alle asimmetrie genetiche o post traumatiche. Alle Asimmetrie scheletriche  funzionali  o propriamente dette posturali. La valutazione postulare tiene conto di tutte quelle variazioni che possono essere indotte dallo sport dal lavoro dal sedentarismo  e più ingenerale dal mix delle abitudini di vita personali. Il personal posturale quindi individua attraverso la valutazione postulare i segni delle asimmetrie degli scompensi sul corpo della persona. Ne valuta  la possibile riduzione o compensazione e fornisce delle soluzioni applicative attraverso la ginnastica posturale. [caption id="attachment_2335" align="alignnone" width="358"]personal posturale corso di formazione della scuola di  professione fitness personal posturale corso di formazione della scuola di professione fitness[/caption] Proprio per questo la Scuola di professione fitness ha aperto un nuovo corso di perfezionamento il corso di Personal Posturale. Descrizione del corso [caption id="attachment_2329" align="alignnone" width="355"]ginnastica posturale ginnastica posturale[/caption] il corso di Personal Trainer Posturale è indirizzato a tutti gli operatori motori che hanno l'obiettivo di approfondire le tematiche della ginnastica posturale. Il corso mette l'operatore motorio nella condizione di effettuare una valutazione posturale, muscolare e una analisi funzionale; al fine di preparare protocolli di lavoro specifici in funzione dei dati raccolti. Vengono inoltre presentati protocolli di lavoro su patologie del rachide, del ginocchio, della caviglia e dell'anca. A chi è rivolto? Il corso di Personal Trainer Posturale, è rivolto a Fisioterapisti, Diplomati ISEF, Laureati in Scienze Motorie, Istruttori Certificati. Requisiti Avere una conoscenza specifica su argomenti fondamentali quali: anatomia, fisiologia, biomeccanica, alimentazione, teoria dell’allenamento. Il corso è articolato in 6 incontri (più la giornata d’esame) di una giornata ciascuno, con lezioni teoriche e pratiche. Le lezioni si svolgono di sabato e domenica con cadenza quindicinale, è necessario frequentarne almeno l’80% per poter accedere all’esame di fine corso per conseguire la certificazione di Personal Trainer Posturale. Docenti I docenti  sono  Francesco Capobianco  docente storico ella Scuola e Michele Pitti  colonna portante da anni  e affermato personal trainer nonché consulente di diversi centri fitness. 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21/07/2014 Community Business

Personal Posturale

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04/06/2014 Costume e società

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Luciano Dondè

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01/06/2014 Community Business

Rimini Wellness 2014

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