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Un lavoro che è cambiato molto dai tempi della palestra anni ottanta , la palestra "ferro e sudore" dove essenzialmente si allenavano solo i muscoli. Ora l'allenamento riguarda tutte e quattro le qualità motorie ( forza, resistenza, mobilitò e coordinazione)  e gli esercizi non sono più solo il sollevare comunque pesi ma anche l'attività aerobica lo stretching ed esercizi  complessi che stimolano la coordinazione. Si potrebbe definire questo fenomeno una diversificazione  degli obiettivi fisiologici. La diversificazione è molto più ampia perché in "palestra" ormai ci vanno persone di tutte le età : giovani adulti  e anziani. Di tutte le taglie: magri normopeso e in sovrappeso. Con  differenti ruoli sociali : sedentari. soggetti motori e soggetti sportivi e agonisti. Infine ormai le palestre sono frequentate anche da persone  affette dalla sindrome metabolica ( diabete, ipertensione sovrappeso e obesità ). Il Fitness trainer quindi ormai  non è più  un culturista in erba che comincia ad allenare i soggetti più piccoli di lui ( muscolarmente parlando)  è invece un vero e proprio professionista che si occupa a tutto campo della gestione dell'attività motoria delle persone che frequentano un centro fitness. Si consideri poi  che le motivazioni dei frequentatori non sono  così definite come alcuni anni fa: La forza , l'ipertrofia del muscolo: Ma spaziano  dall'efficienza  alla prestazione al benessere.  Buona parte del lavoro  del fitness trainer consiste nel accoppiare  le motivazioni della prona con  le caratteristiche fisiologiche del soggetto  con un progetto di allenamento che  è per sua natura personalizzato o non è. [caption id="attachment_2454" align="alignnone" width="378"]fitness trainer - scuola di professione fitness fitness trainer - scuola di professione fitness[/caption] E' cambiata anche la formazione e la didattica delle scuole di formazione professionali , almeno in alcuni casi è cambiata  in altri è rimasta ancorata al passato. I programmi didattici devono tenere conto della diversificazione dei soggetti frequentatori e degli obiettivi. Fondamentale quindi che si studino non solo e non tanto l'anatomia astratta e generica  dei tradizionali libri di anatomia  ma le diverse anatomie del sedentario o dell'agonista : animali della stessa specie ma con biomeccaniche totalmente diverse, con metabolismo molto lontani tra di loro  con riserve funzionali estremamente eterogenee. Occorre fare i conti poi con  l'oceano di informazioni disaggregate senza ordine e gerarchia che sono reperibili con un click su  internet. Il rischio è quello di  una tale quantità di informazioni che confondono invece di formare. Informazioni finalizzate alla vendita di qualche prodotto ( integratori, strumenti facilitatoti  etc.etc. ). Informazioni di puro marketing aziendale. Informazioni di persone  che pur avendone diritto ( tutti abbiamo diritto di scrivere su qualsiasi cosa ) non ne hanno le capacità, i titoli , l'esperienza in un Kaos mediatico  che spesso confonde più che formare. Ecco  allora che la formazione deve fornire una mappa cognitiva.  Un percorso delle nuove priorità. Occorre comprendere che l'anatomia descrittiva ( dove sono i muscoli ) deve essere rinforzata con l'anatomia funzionale ( come funzionano in relazione tra di loro  in soggetti magri o in sovrappeso ). La fisiologia dello sportivo non ha nulla a che vedere con la fisiologia del sedentario:  sono due fisiologie diverse per quantità e qualità. La riserva funzionale di un atleta è ampia mentre un sedentario vive immediatamente al di sotto delle sue capacità massimali. Orientarsi in queste differenze, trovare soluzioni adattate alla persona è il segreto formativo che permette di trasformare un frequentatore di palestra che sa eseguire gli esercizi per se stesso e per gli amici come lui in uno sperimentatore  versatile , capace di cogliere le grandi differenze dei suoi  assistiti. [caption id="attachment_2457" align="alignnone" width="392"]scuola di professione fitness scuola di professione fitness[/caption] Per questo anche la didattica cambia deve fornire le mappe deve fornire i percorsi logici, deve fornire le differenze e la capacità di affrontarle. Questo è quello che facciamo da 30 anni alla Scuola di Professione  Fitness questa  è la nostra originalità e il motivo di questo articolo. sono pront on line i i calendari e i programmi dei corsi di formazione professionale della scuola  e la 64° edizione del corso di fitness trainer. Alessandro Lanzani Medico specialista in medicina dello  sport direttore della Scuola di Professione fitness alanzani@professionefitness.com  " ["post_title"]=> string(54) "Fitness Trainer: come formarsi e diventare istruttore." 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Si è conclusa con successo la seconda edizione del verso di Personal Posturale. Un corso specialistico di approfondimentoche consente ai personal trainer e agli istruttori  di fitness di dare soluzioni  ai soggetti che necessitano una ginnastica posturale e di rieducazione funzionale. Il corso  ha trovato un ottimo riscontro da parte dei personal  formatisi sia con la scuola di professione fitness ma soprattutto con i professionisti  che si sono iscritti per la prima volta alla Scuola.  Ai nuovi diplomati i nostri migliori auguri  e lìappuntamento è  per la nuova sessione del corso di Personal Posturale  a ottobre 2015. [caption id="attachment_2329" align="alignnone" width="355"]ginnastica posturale ginnastica posturale trainer[/caption] Artemi Alessandro - 100 lode Bassetti Luca- 100 lode Fusè Daniele - 100 lode Gabardi Luca - 100 Giordo Maria Paola - 70 Masetti Giorgio - 100 lode Petrucci Mauro - 95 Pravettoni Edoardo - 87 Rodigari Virna - 80 Zapelloni Marco -100" ["post_title"]=> string(37) "Personal Posturale i nuovi diplomati " ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(36) "personal-posturale-i-nuovi-diplomati" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2015-05-13 21:23:09" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2015-05-13 19:23:09" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2446" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [2]=> object(WP_Post)#6987 (24) { ["ID"]=> int(2432) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2015-03-06 16:05:09" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2015-03-06 15:05:09" ["post_content"]=> string(4548) "certificato medico sportivo non agonistico 2.0. Convegno sulla responsabilità civile e penale dei responsabili di centri fitness . La pubblicazione del Decreto Balduzzi ha introdotto significative novità in merito alle visite mediche per il rilascio della certificazione di idoneità all’attività sportiva non agonistica. Sono poi seguite varie circolari esplicative ministeriali e regionali e modifiche e integrazioni del testo, da ultimo il Decreto Lorenzin del 8 agosto 2014. Il risultato di tutto questo ha causato una situazione di incertezza per i Presidenti di associazioni sportive dilettantistiche e per i Direttori di centro fitness e palestre e una eterogeneità interpretativa del mondo medico. L’obiettivo del convegno П quello di fare il punto sul quadro normativo e di chiarire responsabilità e doveri dei soggetti coinvolti. 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 PROGRAMMA

20.45 - 21.00

Introduzione

Dott. Antonio Iannetta

Direttore Generale Uisp Milano

21.00 - 21.30

I Decreti Balduzzi e Lorenzin

Dott. Alessandro Lanzani

Medico dello Sport e Ortopedico e

Direttore di Professione Fitness

21.30 - 22.00

La responsabilitИ civile e penale dei Presidenti, dei Direttori

di Centri Fitness, dei Dirigenti, degli Operatori e dei Medici

Avv. Luca Viola

Consulente Legale Uisp Milano

22.00 - 22.30

L’obbligo delle certificazioni mediche per i Centri Fitness

gestiti con Società Commerciali

o in presenza di contratti d’affitto di Ramo d’Azienda

Dott. Luca Mazzotti

Commercialista e Revisore Legale

22.30 - 23.00

Dibattito

Ingresso gratuito Per motivi tecnici partecipazione obbligatoria Per chi non potrà partecipare  personalmente il convegno sarà trasmesso in diretta live sul canale polisportiva Garegnano 1976 A chi è rivolta l’iniziativa: Presidenti Associazioni Sportive Responsabili Enti di Promozione Sportiva riconosciuti CONI e Federazioni Sportive Nazionali, Responsabili e Titolari di Centri Fitness e Palestre Direttori Tecnici, Istruttori Segreteria Organizzativa POLISPORTIVA GAREGNANO 1976 lunedì 16.00-19.00 e dal martedì al venerdì 9.00-12.00 e 16.00-19.00 via Lampugnano 80 - 20151 Milano Tel.: 02.33.49.74.85 Cell.: 345.05.67.397 Mail: polgar@tiscalinet.it" ["post_title"]=> string(47) "certificato medico sportivo non agonistico 2.0." 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E' con vivo piacere che pubblichiamo il nome dei nuovi personal che hanno partecipato al corso e conseguito il diploma  con successo. Il programma del corso di personal posturale è particolarmente innovativo e permette di valorizzare  il servizio professionale come personal trainer, Analisi posturale:  le quattro vedute, antero-posteriore, sagittale DX, sagittale SX, postero-anteriore, la verticale di Barrè. La ginnastica posturale: tecniche ginnico posturali con piccoli attrezzi per permettere l’applicazione in differenti situazioni. Protocolli di lavoro su patologie quali: rachide, spalla, anca e ginocchio. Inquadramento anatomico dei distretti muscolari interessati e protocolli di lavoro specifici. La ginnastica respiratoria: riserviamo un’attenzione particolare alla respirazione. le diverse respirazioni, la respirazione diaframmatica, toracica e mista. Docenti I docenti  sono  Francesco Capobianco  Massoterapista, Idroterapista e Posturologo, docente storico della Scuola e Michele Pitti  colonna portante da anni  e affermato personal trainer nonché consulente di diversi centri fitness. Saranno affiancati dal Dr, Alessandro Lanzani per le parti   di raccordo tra gli aspetti di medicina dello sport e di ortopedia in modo da individuare anche i limiti ai trattamenti e  la correttezza e razionalità del lavoro postulare in relazione alle patologie non trattabili da questa disciplina. [caption id="attachment_2270" align="alignnone" width="518"]Personal Trainer Studio Personal Trainer Studio[/caption] Elenco in ordine alfabetico dei personal che hanno conseguito la certificazione in PERSONAL POSTURALE Bordessa Sergio - 100 Ferrera Davide - 100 Gallucci Alessandro - 100 Lode Marini Andrea - 100 Lode mentre si sta svolgendo il secondo corso è  giaà stato messo in programma il 3° corso di Personal Posturale per la sessione di ottobre con la modalità delle iscrizioni low cost Iscrizione low cost Preiscrizione  ”low cost” entro il 31 marzo 2015 solo 349  euro  tutto incluso. La prescrizione   da accesso a tutti i servizi del corso, la quota scontata deve essere saldata in un unica soluzione entro il 31 marzo 2015. La prescrizione non è rimborsabile in caso di mancata partecipazione dell’iscritto. Pertanto le iscrizioni in modalità “low cost” non possono essere restituite nel caso di problemi a frequentare a carico dell’iscritto. 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Il corso di fitness metabolico della scuola di Professione Fitness secondo il metodo originale sviluppato dal dr. Lanzani è il primo corso sull’argomento dal 2004. Il dr. Lanzani  ha ideato il nome di fitness metabolico perché è un metodo mirato a contrastare con l’attività motoria gli effetti della sindrome metabolica ( diabete ipertensione ipercolesterolemia obesità ). Nel 2004 non esisteva ne un protocollo ne una definizione ne una metodologia ora a distanza di 10  anni  ”ftiness metabolico” si trova in centinaia di migliaia di documenti su google e in molti  hanno adottato  questa metodologia. Alcuni visto il successo di questa metodologia hanno ovviamente iniziato anche un attività autonoma di insegnamento non sempre con risultati adeguati alla serietà  dell’argomento. 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Sabato 14 febbraio 2015 si è conclusa con gli esami la 63° edizione del corso di formazione per fitness trainer della Scuola di professione fitness. In un clima come sempre un po emozionato e d adrenalinico si è svolta presso la sede di via de Amicis 17 sia la sessione con le domande a quiz e a risposta multipla che la prova orale. Ce l'hanno fatta quasi tutti e a breve ci saranno le sessioni di recpuero per quelli che non sono passati al primo colpo. In ordine alfabetico l'elenco dei nuovi fitness trainer. Intanto confermiamo che per la 64° volta consecutiva dal 1984 è stato raggiunto e superato il numero degli iscritti per attivare il Corso numero 64 di fitness trainer che parte sabato 21 febbraio alle 10 presso la sede di via Orseolo 3 in Milano. L'elenco è in ordine alfabetico Alpeggiani Caterina - 100 Bonventre Nicholas - 72 Brocchini Silvia Benedetta - 96 Cattaneo Elisa - 85 Colombo Alessandro -75 Cocca Martino - 100 De Simeis Roberta - 76 Favaro Claudia - 100 Lode Ferrara Alfonso - 75 Florian Andrea - 100 Lode Furlini  Karen - 90 Geri Riccardo - 70 Ghezzi Stefano - 100 Gobetti Fabio - 78 Lunardi Mauro - 95 Maffi Alessandro - 70 Maffia  Michael - 82 Marziali Cristian - 70 Miracoli Gabriele - 70 Pecora Stefano - 85 Rozzoni Diego - 100 Russo Dario - 61 Satiro Viviana - 83 Stucchi Sara - 86 Vero Francesco - 84 Vitale Andrea Giuseppe - 80 Complimenti vivissimi  a tutti i nuovi istruttori e arrivederci ai prossimi corsi della Scuola di Professione Fitness Per tutti coloro che volessero utilizzare la bacheca  offro cerco lavoro possono inserire e consultare gratuitamente gli annunci  nella bacheca offro e cerco lavoro Intanto sono apersi i corsi con prescrizione low cost per la sessione di ottobre 2015  nella pagina Corsi  di Professione Fitness  entro la fine di febbraio saranno pubblicate le date  dei corsi e programmi  di Fitness metabolico  marzo 2015 Fitness Trainer  ottobre 2015  65° edizione Personal Trainer  ottobre 2015  36° edizione Personal Posturale ottobre 2015  3° edizione    " ["post_title"]=> string(56) "Fitness Trainer i nuovi diplomati di Professione Fitness" ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(56) "fitness-trainer-i-nuovi-diplomati-di-professione-fitness" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(119) "http://www.professionefitness.com/bacheca-2/inserisci-annuncio/ http://www.professionefitness.com/scuola-e-corsi/corsi/" ["post_modified"]=> string(19) "2015-02-20 19:57:03" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2015-02-20 18:57:03" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2408" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [6]=> object(WP_Post)#6960 (24) { ["ID"]=> int(2398) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-12-17 17:16:09" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-12-17 16:16:09" ["post_content"]=> string(6751) "La pratica del digiuno intermittente è di moda , ma anche questa moda è intermittente e ricorrente come il digiuno. Tanto e vero che pervade la storia dell’umanità dai suoi albori. Il digiuno intermittente  affonda le sue radici nella notte dei tempi fino alle archeo religioni in cui  il banchetto propiziatorio  (sacrifico apotropaico) e il digiuno (espiativo e purificatorio) si alternavano nei ritmi  alimentari e sociali delle prime tribù organizzate. Il digiuno intermittente si è poi perfezionato anche nelle religioni moderne: venerdì di magro e quaresima  nella religione cristiana, Ramadan in quella musulmana, forme diverse di digiuno temporale in quella ebraica. Normative sull’alimentazione si trovano in quasi tutte le religioni e prima o poi  in ogni cultura ci scappa anche quella del digiuno più o meno totale  e più o meno prolungato. Anche le moderne religioni sportive come il body building hanno elaborato forme di digiuno intermittente. In particolare i neo sacerdoti  del fitness ( personal trainer ) propongono varianti del tipo due giorni alla settimana di digiuno subtotale con non più di seicento calorie e il resto dei giorni  con alimentazione normale. Lo stress alimentare e metabolico sembra favorire la sensibilità all’insulina e incrementare il metabolismo del GH(ormone della crescita)  e questo ovviamente interessa  i body builder. Ci sono poi proposte più spinte con giornate di soli liquidi e varianti che associano il digiuno a forme ibride di dieta dissociata ( scusate ma non è colpa mia  il gioco di parole è proprio cosi ). Per certi aspetti il digiuno dovrebbe interessare di più le persone in sovrappeso che necessitano di realizzare un calo ponderale che il Body builder ma l’attesa del fat burning e dell’ aumento di GH è molto seduttiva per i cultori dell’ipertrofia muscolare. Come sempre è l’approccio un po’ dogmatico di queste norme dietetiche che lascia perplessi. A favore di queste pratiche si cita di solito lo studio di settore il singolo trial clinico che mette in luce una correlazione ma sono ancora piccoli numeri e spesso contrastanti , perché la fame il digiuno e l’alimentazione sono aspetti complessi che difficilmente possono essere ridotti ad una sola variabile.  Infatti e ad esempio occorre tener conto del costo psicologico che qualsiasi norma alimentare troppo rigida comporta. Un costo che non ha una misura precisa ma che in realtà si traduce in un peso non indifferente se non è ben bilanciato da una buona motivazione e da una certa flessibilità. Ogni essere umano ha poi diversi livelli di assorbimento intestinale diversi livelli di intolleranze vere o presunte. In pratica sappiamo con una certa approssimazione cosa buttiamo dentro ma non sappiamo con esattezza cosa assorbiamo e come lo metabolizziamo. Per questo un approccio forse più empirico ma molto più semplice potrebbe dare il massimo dei risultati con il minimo dello stress. Ovvero semplificare le norme e verificare nel tempo i risultati che  proprio per le tante variabili variano in ogni specifico individuo. Dimagrire significa avere un bilancio calorico negativo e questo comunque è stressante perché va  a confliggere con la sensazione di fame anch’essa regolata da una rete di ormoni. La fame è una sensazione che ci ricorda di mangiare ci fa desiderare il cibo ma è contorniata da un’aura relazionale più ampia, il cibo come appagamento d’istinto, il cibo  come sublimazione dell’eros dell’affettività e della relazione. Il cibo non è una somma di calorie il cibo  è una delle relazioni più forti tra ciò che è fuori di noi e ciò che diventa noi. Il cibo e la dieta sono un modo di vivere e di interpretare la vita, di questo va tenuto conto in ogni esperimento dietetico ivi inclusa la dieta intermittente. Per cui, considerando che lo stress alimentare rientra nel bagaglio normativo masochistico del culturista non c’è nessun problema se la motivazione supera la sofferenza. Sui risultati come sempre si può dibattere a lungo anche perché quello che sempre viene sottaciuto è l’importanza della variabile indipendente che si chiama genetica. il Digiuno intermittente ha una funzione importante soprattutto nelle persone in sovrappeso non solo perché stimola l’efficienza dell’insulina nelle forme di diabete di tipo due ma anche perché allena il soggetto a gestire l’alimentazione piuttosto che ad esserne succube. Nei soggetti in sovrappeso poi svolge una funzione antinfiammatoria e coadiuvante nelle forme di artrite  reumatoide e anche in altre forme di patologie croniche e metaboliche. La medicina ufficiale è favorevole a questa pratica e non vi sembrano essere particolari controindicazioni soprattutto del il digiuno viene inteso in modo relativo con un modesto apporto calorico di 200-500 calorie e se vengono mantenuti alti i livelli di idratazione. Permette di gestire  meglio la percezione della quantità di cibo  ingerite e quindi di fare le opportune modifiche anche nei giorni di alimentazione normale. Insomma è un buon allenamento psicologico a gestire variazioni alimentari e in questo senso mi sembra un approccio interessante. Permette al soggetto di aumentare la consapevolezza sulle dosi e a gestire il desiderio di cibo, a controllare gli impulsi. Personalmente mi sembra un approccio che funziona, sempre che non si trascenda in eccessi  e che non vada in conflitto con necessità particolari stili di vita etc. etc. E’anche la modalità che ho adottato da quando ho messo di fumare per ridurre i chiletti in eccesso subentrati dopo la cessazione delle sigarette. Personalmente mi sono trovato bene e periodicamente lo rifaccio per correggere la tendenza all’aumento ponderale tipica dei cinquantenni ed oltre. In ultima analisi il digiuno intermittente mi sembra una modalità praticabile, non ne farei una religione laica, ce ne sono già tante di quelle tradizionali ,tanto che non si sente la necessità di nuovi dogmi laicosportivi. Naturalmente i nuovi guru del fitness possono continuare a codificare le loro verità dogmatiche anche sulla dieta intermittente trovando un accordo se la dose ottimale sia 200 o 220 calorie o al contrario continuando a dibatterne all’infinito. Vado a digiunare. Saluti a todos . Alessandro Lanzani medico specialista in medicina dello sport   logo cultura fisica Questo Articolo  è pubblicato sulla  storica rivista italiana Cultura Fisica  di cui vi invitiamo a visitare il sito www.culturafisica.it" ["post_title"]=> string(21) "Digiuno intermittente" ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(21) "digiuno-intermittente" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2014-12-17 17:17:20" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-12-17 16:17:20" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2398" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [7]=> object(WP_Post)#6963 (24) { ["ID"]=> int(2387) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-12-01 14:13:13" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-12-01 13:13:13" ["post_content"]=> string(12339) "Artrosi di ginocchio. Capita spesso che in palestra si presentino all’attenzione dell’istruttore o del personal trainer dei casi particolari, in cui il soggetto è portatore di patologie che in palestra devono essere affrontate con particolare cautela e solide conoscenze. Il lavoro dell’operatore, in questi casi, senza avere alcuna connotazione riabilitativa, si carica comunque di responsabilità; per questo è importante stabilire un metodo di studio e lavoro che consenta di affrontare con serenità e competenza anche le situazioni più complesse, individuando nel contempo i propri ambiti d’intervento e i limiti operativi.   ANAMNESI E STORIA CLINICA Questo caso riguarda un uomo di cinquanta anni, non sportivo e in sovrappeso. Da anni accusa una gonalgia bilaterale, cioè un dolore articolare ad entrambe le ginocchia, soprattutto a destra. Se inizialmente il dolore si presentava alla sera dopo una giornata in piedi o dopo camminate piuttosto lunghe, nel tempo la situazione è andata peggiorando e ultimamente la gonalgia occorre anche dopo brevi distanze o per una rampa di scale. 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Giunge quindi in palestra dopo l'operazione con la richiesta di lavorare sulla muscolatura dell'arto inferiore per recuperare un po' del tono e del trofismo persi e, parimenti importante, ha intenzione di perdere peso.   Descrizione della patologia L'artrosi è un processo degenerativo delle superfici articolari che riconosce vari fattori causali costituzionali, ereditari e metabolici, ma soprattutto fattori meccanici. Impor-tanti sollecitazioni funzionali in carico ripetute nel tempo e la tendenza al sovrappeso, aumentano le pressioni di carico sulle cartilagini articolari e sui menischi. Displasie o vizi della morfologia e della statica dei segmenti scheletrici, come per esempio in un ginocchio varo o valgo, possono concentrare tali pressioni in un area di cartilagine ialina ridotta rispetto alla superficie totale. 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Se adesso facciamo riferimento al nostro caso, il sovrappeso del paziente, un ginocchio in modesto valgismo e un incongruo contatto tra la gola intercondiloidea del femore, che costituisce la puleggia di scorrimento della rotula, e le faccette articolari della rotula stessa, giustificano il quadro clinico. Alle radiografie si nota una riduzione dello spazio tra i capi ossei a testimoniare l'assottigliamento della cartilagine, un addensamento dell'osso subcondrale con formazione di osteofiti ai margini a renderli irregolari. Anche nel contesto della radiotrasparenza corrispondente alla cartilagine si notano gettoni di calcificazione. La grave situazione della femoro-rotulea si osserva meglio nella proiezione laterale e anche nella assiale. L'intervento di trasposizione dell'apofisi tibiale anteriore, e cioè dell'inserzione distale del tendine rotuleo, ha lo scopo di modificare la direzione dello scorrimento femoro-rotuleo per meglio distribuire la pressione esercitata dalla rotula sul femore in flessione del ginocchio. I concetti chiave riferiti al caso Secondo la legge fisica del parallelogramma, la forza applicata dalla rotula sul femore sarà minima in estensione aumentando progressivamente con i gradi di flessione del ginocchio. Inoltre, l'articolazione tra tibia e femore risentirà dei microtraumi provocati dal sovrappeso a ogni impatto dell'arto inferiore al suolo. Abbiamo quindi individuato due linee guida da tenere presenti nell'allenamento di questo soggetto: lavorare con pochi gradi in flessione del ginocchio e non farlo correre o saltare finché rimane sovrappeso, tanto meno caricandogli addosso ulteriori pesi in stazione eretta. Obiettivi Gli obiettivi realizzabili in palestra volgono in due direzioni: 1. garantire un buon tono-trofismo della muscolatura quadricipitale che era stato perduto per il deficit funzionale determinato dal dolore e in seguito dall'intervento; ciò aumenterà la stabilità articolare attiva di prevenzione soprattutto contro i microtraumi da carico; 2. un lavoro aerobico per far calare il peso corporeo, condizione primaria di prevenzione e di rallentamento di un processo degenerativo articolare ormai in atto.   Come realizzare gli obiettivi Appena dopo l'intervento si procede a una rieducazione funzionale che prevede il recupero della mobilità e contrazioni isometriche ed isotoniche del quadricipite per non avere ulteriori cali di tono-trofismo  muscolare. In una fase precoce possono anche essere prese in considerazione delle elettrostimolazioni. Terminata l'immediata fase postoperatoria si potrà gradualmente incominciare l'allenamento in palestra.   Esercizi consigliati Quando si parla di lavorare con il quadricipite si pensa al leg extensor, che offre anche il vantaggio dello scarico femoro-tibiale. Però la posizione di riposo del leg extensor, quella ad energia potenziale minima con la gamba a penzoloni, vede il ginocchio in flessione a novanta gradi e oltre. Se in un soggetto sportivo, più coordinato e magari più giovane, potremmo cercare di limitare il movimento ai primi gradi di flessione con pesi bassi, una esecuzione corretta e non controproducente sarebbe più difficile da impostare in  questo soggetto non atletico, andando incontro a un sovraccarico femoro-rotuleo. Abbia-mo però a disposizione un accorgimento banale che, utilizzando una "macchina" presente in ogni palestra, ci consentirà di centrare entrambi gli obiettivi di calo ponderale e allenamento muscolare: la cyclette da fare con sellino alto. In questo modo eserciteremo il quadricipite pedalando e allo stesso tempo concederemo poco angolo in flessione al ginocchio. Inoltre, con la semplice cyclette salvaguarderemo l'articolazione femoro-tibiale dai microtraumi da impatto al suolo che si ripetono a ogni passo di corsa, a ogni atterraggio dopo un salto e anche durante la normale deambulazione.   Esercizi sconsigliati Tutti gli esercizi di contrazione del quadricipite e quindi di estensione del ginocchio che prevedano fasi con grandi angoli in flessione, come le presse e tanto meno lo squat se non corretti e seguiti dall'istruttore. Anche modalità di allenamento aerobico per il calo ponderale che prevedano corsa e salti e che apparentemente sembrano innocue, risultano controindicate per i continui microtraumi da impatto al suolo. La corsa su tapis roulant beneficia di una certo grado di elasticità e ammortizzamento dell'appoggio, ma la cyclette in questo caso rimane preferibile.   Controllo degli obiettivi Non ci siamo prefissi di risolvere processi degenerativi ormai instauratisi e quindi non dovremo aspettarci miracoli dal punto di vista della sintomatologia dolorosa, che probabilmente verrà momentaneamente alleviata ma permarrà. Per il controllo degli obiettivi che ci eravamo posti in palestra saranno sufficienti una bilancia e un centimetro: con essi monitoreremo nel tempo il calo ponderale e le circonferenze quadricipitali. Queste si rilevano a ginocchio esteso, sempre alla stessa distanza (di solito dieci o venti centimetri) da un punto di repere che può essere lo spazio tra tibia e femore, facilmente riconoscibile alla palpazione con un dito sul versante interno del ginocchio. 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Un lavoro che è cambiato molto dai tempi della palestra anni ottanta , la palestra "ferro e sudore" dove essenzialmente si allenavano solo i muscoli. Ora l'allenamento riguarda tutte e quattro le qualità motorie ( forza, resistenza, mobilitò e coordinazione)  e gli esercizi non sono più solo il sollevare comunque pesi ma anche l'attività aerobica lo stretching ed esercizi  complessi che stimolano la coordinazione. Si potrebbe definire questo fenomeno una diversificazione  degli obiettivi fisiologici. La diversificazione è molto più ampia perché in "palestra" ormai ci vanno persone di tutte le età : giovani adulti  e anziani. Di tutte le taglie: magri normopeso e in sovrappeso. Con  differenti ruoli sociali : sedentari. soggetti motori e soggetti sportivi e agonisti. Infine ormai le palestre sono frequentate anche da persone  affette dalla sindrome metabolica ( diabete, ipertensione sovrappeso e obesità ). Il Fitness trainer quindi ormai  non è più  un culturista in erba che comincia ad allenare i soggetti più piccoli di lui ( muscolarmente parlando)  è invece un vero e proprio professionista che si occupa a tutto campo della gestione dell'attività motoria delle persone che frequentano un centro fitness. Si consideri poi  che le motivazioni dei frequentatori non sono  così definite come alcuni anni fa: La forza , l'ipertrofia del muscolo: Ma spaziano  dall'efficienza  alla prestazione al benessere.  Buona parte del lavoro  del fitness trainer consiste nel accoppiare  le motivazioni della prona con  le caratteristiche fisiologiche del soggetto  con un progetto di allenamento che  è per sua natura personalizzato o non è. [caption id="attachment_2454" align="alignnone" width="378"]fitness trainer - scuola di professione fitness fitness trainer - scuola di professione fitness[/caption] E' cambiata anche la formazione e la didattica delle scuole di formazione professionali , almeno in alcuni casi è cambiata  in altri è rimasta ancorata al passato. I programmi didattici devono tenere conto della diversificazione dei soggetti frequentatori e degli obiettivi. Fondamentale quindi che si studino non solo e non tanto l'anatomia astratta e generica  dei tradizionali libri di anatomia  ma le diverse anatomie del sedentario o dell'agonista : animali della stessa specie ma con biomeccaniche totalmente diverse, con metabolismo molto lontani tra di loro  con riserve funzionali estremamente eterogenee. Occorre fare i conti poi con  l'oceano di informazioni disaggregate senza ordine e gerarchia che sono reperibili con un click su  internet. Il rischio è quello di  una tale quantità di informazioni che confondono invece di formare. Informazioni finalizzate alla vendita di qualche prodotto ( integratori, strumenti facilitatoti  etc.etc. ). Informazioni di puro marketing aziendale. Informazioni di persone  che pur avendone diritto ( tutti abbiamo diritto di scrivere su qualsiasi cosa ) non ne hanno le capacità, i titoli , l'esperienza in un Kaos mediatico  che spesso confonde più che formare. Ecco  allora che la formazione deve fornire una mappa cognitiva.  Un percorso delle nuove priorità. Occorre comprendere che l'anatomia descrittiva ( dove sono i muscoli ) deve essere rinforzata con l'anatomia funzionale ( come funzionano in relazione tra di loro  in soggetti magri o in sovrappeso ). La fisiologia dello sportivo non ha nulla a che vedere con la fisiologia del sedentario:  sono due fisiologie diverse per quantità e qualità. La riserva funzionale di un atleta è ampia mentre un sedentario vive immediatamente al di sotto delle sue capacità massimali. Orientarsi in queste differenze, trovare soluzioni adattate alla persona è il segreto formativo che permette di trasformare un frequentatore di palestra che sa eseguire gli esercizi per se stesso e per gli amici come lui in uno sperimentatore  versatile , capace di cogliere le grandi differenze dei suoi  assistiti. [caption id="attachment_2457" align="alignnone" width="392"]scuola di professione fitness scuola di professione fitness[/caption] Per questo anche la didattica cambia deve fornire le mappe deve fornire i percorsi logici, deve fornire le differenze e la capacità di affrontarle. Questo è quello che facciamo da 30 anni alla Scuola di Professione  Fitness questa  è la nostra originalità e il motivo di questo articolo. sono pront on line i i calendari e i programmi dei corsi di formazione professionale della scuola  e la 64° edizione del corso di fitness trainer. Alessandro Lanzani Medico specialista in medicina dello  sport direttore della Scuola di Professione fitness alanzani@professionefitness.com  " ["post_title"]=> string(54) "Fitness Trainer: come formarsi e diventare istruttore." 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13/05/2015 La Scuola

Fitness Trainer: come formarsi e diventare istruttore.

l'importanza della formazione

la Scuola di Professione Fitness

Il fitness trainer è un lavoro  ormai da diversi anni  ed è per molti  soprattutto una passione.  Spesso si comincia l'esperienza del fitness da frequentatori appassionati;  si provano esercizi tabelle routine di allenamento, col tempo si cominciano a leggere articoli  sulle tecniche di allenamento  e  infine  si comincia a pensare che quella passione potrebbe diventare anche un lavoro. Un lavoro che è cambiato molto dai tempi della palestra anni ottanta , la palestra "ferro e sudore" dove essenzialmente...

13/05/2015 La Scuola

Personal Posturale i nuovi diplomati

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06/03/2015 La Scuola

certificato medico sportivo non agonistico 2.0.

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certificato medico sportivo non agonistico 2.0. Convegno sulla responsabilità civile e penale dei responsabili di centri fitness . La pubblicazione del Decreto Balduzzi ha introdotto significative novità in merito alle visite mediche per il rilascio della certificazione di idoneità all’attività sportiva...

20/02/2015 La Scuola

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Sabato 14 febbraio si sono svolti gli esami della seconda sessione del corso avanzato per Personal Posturale. E' con vivo piacere che pubblichiamo il nome dei...

20/02/2015 La Scuola

Nuovo corso per operatori di Fitness Metabolico

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In programma per marzo 2015 il nuovo Corso di Operatore di Fitness Metabolico. e' stato definito il programma e le date del Corso multimediale 25° edizione Per...

20/02/2015 La Scuola

Fitness Trainer i nuovi diplomati di Professione Fitness

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Ecco l'elenco dei nuovi Fitness Trainer  della Scuola di Professione Fitness. Sabato 14 febbraio 2015 si è conclusa con gli esami la 63° edizione del corso di...

17/12/2014 Alimentazione

Digiuno intermittente

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Alessandro Lanzani

La pratica del digiuno intermittente è di moda , ma anche questa moda è intermittente e ricorrente come il digiuno. Tanto e vero che pervade la...

01/12/2014 Prevenzione e Salute

Artrosi di ginocchio

protocolli di ginnastica per personal trainer

Edoardo Lanzani

Artrosi di ginocchio. Capita spesso che in palestra si presentino all’attenzione dell’istruttore o del personal trainer dei casi particolari, in cui il soggetto è portatore di patologie...