object(WP_Query)#6893 (45) { ["query"]=> array(4) { ["cat"]=> string(39) "14,6,29,30,31,32,33,12,28,11,13,10,9,27" ["posts_per_page"]=> int(8) ["orderby"]=> string(13) "menu_order ID" ["order"]=> string(8) "ASC DESC" } ["query_vars"]=> array(58) { ["cat"]=> string(2) "14" ["posts_per_page"]=> int(8) ["orderby"]=> string(13) "menu_order ID" ["order"]=> string(4) "DESC" ["error"]=> string(0) "" ["m"]=> int(0) ["p"]=> int(0) ["post_parent"]=> string(0) "" ["subpost"]=> string(0) "" ["subpost_id"]=> string(0) "" ["attachment"]=> string(0) "" ["attachment_id"]=> int(0) ["name"]=> string(0) "" ["static"]=> string(0) "" ["pagename"]=> string(0) "" ["page_id"]=> int(0) ["second"]=> string(0) "" ["minute"]=> string(0) "" ["hour"]=> string(0) "" ["day"]=> int(0) ["monthnum"]=> int(0) ["year"]=> int(0) ["w"]=> int(0) ["category_name"]=> string(13) "alimentazione" ["tag"]=> string(0) "" ["tag_id"]=> string(0) "" ["author_name"]=> string(0) "" ["feed"]=> string(0) "" ["tb"]=> string(0) "" ["paged"]=> int(0) ["comments_popup"]=> string(0) "" ["meta_key"]=> string(0) "" ["meta_value"]=> string(0) "" ["preview"]=> string(0) "" ["s"]=> string(0) "" ["sentence"]=> string(0) "" ["fields"]=> string(0) "" ["menu_order"]=> string(0) "" ["category__in"]=> array(14) { [0]=> int(14) [1]=> int(6) [2]=> int(29) [3]=> int(30) [4]=> int(31) [5]=> int(32) [6]=> int(33) [7]=> int(12) [8]=> int(28) [9]=> int(11) [10]=> int(13) [11]=> int(10) [12]=> int(9) [13]=> int(27) } ["category__not_in"]=> array(0) { } ["category__and"]=> array(0) { } ["post__in"]=> array(0) { } ["post__not_in"]=> array(0) { } ["tag__in"]=> array(0) { } ["tag__not_in"]=> array(0) { } ["tag__and"]=> array(0) { } ["tag_slug__in"]=> array(0) { } ["tag_slug__and"]=> array(0) { } ["tax_query"]=> array(1) { ["category"]=> array(4) { ["taxonomy"]=> string(8) "category" ["terms"]=> array(0) { } ["field"]=> string(7) "term_id" ["operator"]=> string(6) "NOT IN" } } ["ignore_sticky_posts"]=> bool(false) ["suppress_filters"]=> bool(false) ["cache_results"]=> bool(true) ["update_post_term_cache"]=> bool(true) ["update_post_meta_cache"]=> bool(true) ["post_type"]=> string(0) "" ["nopaging"]=> bool(false) ["comments_per_page"]=> string(2) "50" ["no_found_rows"]=> bool(false) } ["tax_query"]=> object(WP_Tax_Query)#6802 (2) { ["queries"]=> array(2) { [0]=> array(5) { ["taxonomy"]=> string(8) "category" ["terms"]=> array(0) { } ["include_children"]=> bool(true) ["field"]=> string(7) "term_id" ["operator"]=> string(6) "NOT IN" } [1]=> array(5) { ["taxonomy"]=> string(8) "category" ["terms"]=> array(14) { [0]=> int(14) [1]=> int(6) [2]=> int(29) [3]=> int(30) [4]=> int(31) [5]=> int(32) [6]=> int(33) [7]=> int(12) [8]=> int(28) [9]=> int(11) [10]=> int(13) [11]=> int(10) [12]=> int(9) [13]=> int(27) } ["include_children"]=> bool(false) ["field"]=> string(7) "term_id" ["operator"]=> string(2) "IN" } } ["relation"]=> string(3) "AND" } ["meta_query"]=> object(WP_Meta_Query)#6891 (2) { ["queries"]=> array(0) { } ["relation"]=> NULL } ["request"]=> string(390) "SELECT SQL_CALC_FOUND_ROWS pf_posts.ID FROM pf_posts INNER JOIN pf_term_relationships ON (pf_posts.ID = pf_term_relationships.object_id) WHERE 1=1 AND ( pf_term_relationships.term_taxonomy_id IN (6,9,10,11,12,13,14,29,30,31,32,33,34,35) ) AND pf_posts.post_type = 'post' AND (pf_posts.post_status = 'publish') GROUP BY pf_posts.ID ORDER BY pf_posts.menu_order,pf_posts.ID DESC LIMIT 0, 8" ["posts"]=> array(8) { [0]=> object(WP_Post)#6804 (24) { ["ID"]=> int(2398) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-12-17 17:16:09" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-12-17 16:16:09" ["post_content"]=> string(6751) "La pratica del digiuno intermittente è di moda , ma anche questa moda è intermittente e ricorrente come il digiuno. Tanto e vero che pervade la storia dell’umanità dai suoi albori. Il digiuno intermittente  affonda le sue radici nella notte dei tempi fino alle archeo religioni in cui  il banchetto propiziatorio  (sacrifico apotropaico) e il digiuno (espiativo e purificatorio) si alternavano nei ritmi  alimentari e sociali delle prime tribù organizzate. Il digiuno intermittente si è poi perfezionato anche nelle religioni moderne: venerdì di magro e quaresima  nella religione cristiana, Ramadan in quella musulmana, forme diverse di digiuno temporale in quella ebraica. Normative sull’alimentazione si trovano in quasi tutte le religioni e prima o poi  in ogni cultura ci scappa anche quella del digiuno più o meno totale  e più o meno prolungato. Anche le moderne religioni sportive come il body building hanno elaborato forme di digiuno intermittente. In particolare i neo sacerdoti  del fitness ( personal trainer ) propongono varianti del tipo due giorni alla settimana di digiuno subtotale con non più di seicento calorie e il resto dei giorni  con alimentazione normale. Lo stress alimentare e metabolico sembra favorire la sensibilità all’insulina e incrementare il metabolismo del GH(ormone della crescita)  e questo ovviamente interessa  i body builder. Ci sono poi proposte più spinte con giornate di soli liquidi e varianti che associano il digiuno a forme ibride di dieta dissociata ( scusate ma non è colpa mia  il gioco di parole è proprio cosi ). Per certi aspetti il digiuno dovrebbe interessare di più le persone in sovrappeso che necessitano di realizzare un calo ponderale che il Body builder ma l’attesa del fat burning e dell’ aumento di GH è molto seduttiva per i cultori dell’ipertrofia muscolare. Come sempre è l’approccio un po’ dogmatico di queste norme dietetiche che lascia perplessi. A favore di queste pratiche si cita di solito lo studio di settore il singolo trial clinico che mette in luce una correlazione ma sono ancora piccoli numeri e spesso contrastanti , perché la fame il digiuno e l’alimentazione sono aspetti complessi che difficilmente possono essere ridotti ad una sola variabile.  Infatti e ad esempio occorre tener conto del costo psicologico che qualsiasi norma alimentare troppo rigida comporta. Un costo che non ha una misura precisa ma che in realtà si traduce in un peso non indifferente se non è ben bilanciato da una buona motivazione e da una certa flessibilità. Ogni essere umano ha poi diversi livelli di assorbimento intestinale diversi livelli di intolleranze vere o presunte. In pratica sappiamo con una certa approssimazione cosa buttiamo dentro ma non sappiamo con esattezza cosa assorbiamo e come lo metabolizziamo. Per questo un approccio forse più empirico ma molto più semplice potrebbe dare il massimo dei risultati con il minimo dello stress. Ovvero semplificare le norme e verificare nel tempo i risultati che  proprio per le tante variabili variano in ogni specifico individuo. Dimagrire significa avere un bilancio calorico negativo e questo comunque è stressante perché va  a confliggere con la sensazione di fame anch’essa regolata da una rete di ormoni. La fame è una sensazione che ci ricorda di mangiare ci fa desiderare il cibo ma è contorniata da un’aura relazionale più ampia, il cibo come appagamento d’istinto, il cibo  come sublimazione dell’eros dell’affettività e della relazione. Il cibo non è una somma di calorie il cibo  è una delle relazioni più forti tra ciò che è fuori di noi e ciò che diventa noi. Il cibo e la dieta sono un modo di vivere e di interpretare la vita, di questo va tenuto conto in ogni esperimento dietetico ivi inclusa la dieta intermittente. Per cui, considerando che lo stress alimentare rientra nel bagaglio normativo masochistico del culturista non c’è nessun problema se la motivazione supera la sofferenza. Sui risultati come sempre si può dibattere a lungo anche perché quello che sempre viene sottaciuto è l’importanza della variabile indipendente che si chiama genetica. il Digiuno intermittente ha una funzione importante soprattutto nelle persone in sovrappeso non solo perché stimola l’efficienza dell’insulina nelle forme di diabete di tipo due ma anche perché allena il soggetto a gestire l’alimentazione piuttosto che ad esserne succube. Nei soggetti in sovrappeso poi svolge una funzione antinfiammatoria e coadiuvante nelle forme di artrite  reumatoide e anche in altre forme di patologie croniche e metaboliche. La medicina ufficiale è favorevole a questa pratica e non vi sembrano essere particolari controindicazioni soprattutto del il digiuno viene inteso in modo relativo con un modesto apporto calorico di 200-500 calorie e se vengono mantenuti alti i livelli di idratazione. Permette di gestire  meglio la percezione della quantità di cibo  ingerite e quindi di fare le opportune modifiche anche nei giorni di alimentazione normale. Insomma è un buon allenamento psicologico a gestire variazioni alimentari e in questo senso mi sembra un approccio interessante. Permette al soggetto di aumentare la consapevolezza sulle dosi e a gestire il desiderio di cibo, a controllare gli impulsi. Personalmente mi sembra un approccio che funziona, sempre che non si trascenda in eccessi  e che non vada in conflitto con necessità particolari stili di vita etc. etc. E’anche la modalità che ho adottato da quando ho messo di fumare per ridurre i chiletti in eccesso subentrati dopo la cessazione delle sigarette. Personalmente mi sono trovato bene e periodicamente lo rifaccio per correggere la tendenza all’aumento ponderale tipica dei cinquantenni ed oltre. In ultima analisi il digiuno intermittente mi sembra una modalità praticabile, non ne farei una religione laica, ce ne sono già tante di quelle tradizionali ,tanto che non si sente la necessità di nuovi dogmi laicosportivi. Naturalmente i nuovi guru del fitness possono continuare a codificare le loro verità dogmatiche anche sulla dieta intermittente trovando un accordo se la dose ottimale sia 200 o 220 calorie o al contrario continuando a dibatterne all’infinito. Vado a digiunare. Saluti a todos . Alessandro Lanzani medico specialista in medicina dello sport   logo cultura fisica Questo Articolo  è pubblicato sulla  storica rivista italiana Cultura Fisica  di cui vi invitiamo a visitare il sito www.culturafisica.it" ["post_title"]=> string(21) "Digiuno intermittente" ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(21) "digiuno-intermittente" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2014-12-17 17:17:20" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-12-17 16:17:20" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2398" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [1]=> object(WP_Post)#6868 (24) { ["ID"]=> int(2387) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-12-01 14:13:13" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-12-01 13:13:13" ["post_content"]=> string(12339) "Artrosi di ginocchio. Capita spesso che in palestra si presentino all’attenzione dell’istruttore o del personal trainer dei casi particolari, in cui il soggetto è portatore di patologie che in palestra devono essere affrontate con particolare cautela e solide conoscenze. Il lavoro dell’operatore, in questi casi, senza avere alcuna connotazione riabilitativa, si carica comunque di responsabilità; per questo è importante stabilire un metodo di studio e lavoro che consenta di affrontare con serenità e competenza anche le situazioni più complesse, individuando nel contempo i propri ambiti d’intervento e i limiti operativi.   ANAMNESI E STORIA CLINICA Questo caso riguarda un uomo di cinquanta anni, non sportivo e in sovrappeso. Da anni accusa una gonalgia bilaterale, cioè un dolore articolare ad entrambe le ginocchia, soprattutto a destra. Se inizialmente il dolore si presentava alla sera dopo una giornata in piedi o dopo camminate piuttosto lunghe, nel tempo la situazione è andata peggiorando e ultimamente la gonalgia occorre anche dopo brevi distanze o per una rampa di scale. Usa da tempo antinfiammatori per lenire il dolore, mentre ci dice di avere applicato solo episodicamente una comune borsa del ghiaccio, altro valido mezzo per ridurre l'infiammazione. Decide infine di farsi visitare da un ortopedico che, con manovre cliniche e radiografie, constata un quadro di artrosi del ginocchio destro avanzata, soprattutto in relazione all'età del soggetto. La sede principale del dolore si è rivelata non tanto l'articolazione tibio-femorale quanto la femoro-rotulea. Come trattamento, lo specialista consiglia un primo intervento di trasposizione dell'apofisi tibiale anteriore, cioè quella salienza ossea punto di inserzione del tendine rotuleo. Allo stesso tempo però informa il paziente che questo intervento non potrà risolvere completamente la sua sintomatologia, destinata, anzi,  a peggiorare negli anni soprattutto se non dimagrirà significativamente. Giunge quindi in palestra dopo l'operazione con la richiesta di lavorare sulla muscolatura dell'arto inferiore per recuperare un po' del tono e del trofismo persi e, parimenti importante, ha intenzione di perdere peso.   Descrizione della patologia L'artrosi è un processo degenerativo delle superfici articolari che riconosce vari fattori causali costituzionali, ereditari e metabolici, ma soprattutto fattori meccanici. Impor-tanti sollecitazioni funzionali in carico ripetute nel tempo e la tendenza al sovrappeso, aumentano le pressioni di carico sulle cartilagini articolari e sui menischi. Displasie o vizi della morfologia e della statica dei segmenti scheletrici, come per esempio in un ginocchio varo o valgo, possono concentrare tali pressioni in un area di cartilagine ialina ridotta rispetto alla superficie totale. Ne deriva una sofferenza della cartilagine che andrà incontro a una maggiore imbibizione di acqua perdendo in compattezza, quindi potranno crearsi microfissurazioni e via via erosioni della stessa ialina. Anche l'osso subcondrale, cioè quello che si trova al di sotto dello strato cartilagineo, risente dell'alterata trasduzione del carico e della maggiore esposizione e come reazione diventa più duro, più sclerotico e produce delle espansioni oltre i margini morfologici dell'osso stesso dette osteofiti. Sul piano dei sintomi avremo dolore soprattutto in carico protratto, che renderà sempre più difficile il camminare, e articolazioni che tenderanno a gonfiarsi a testimonianza del processo infiammatorio in atto. Se adesso facciamo riferimento al nostro caso, il sovrappeso del paziente, un ginocchio in modesto valgismo e un incongruo contatto tra la gola intercondiloidea del femore, che costituisce la puleggia di scorrimento della rotula, e le faccette articolari della rotula stessa, giustificano il quadro clinico. Alle radiografie si nota una riduzione dello spazio tra i capi ossei a testimoniare l'assottigliamento della cartilagine, un addensamento dell'osso subcondrale con formazione di osteofiti ai margini a renderli irregolari. Anche nel contesto della radiotrasparenza corrispondente alla cartilagine si notano gettoni di calcificazione. La grave situazione della femoro-rotulea si osserva meglio nella proiezione laterale e anche nella assiale. L'intervento di trasposizione dell'apofisi tibiale anteriore, e cioè dell'inserzione distale del tendine rotuleo, ha lo scopo di modificare la direzione dello scorrimento femoro-rotuleo per meglio distribuire la pressione esercitata dalla rotula sul femore in flessione del ginocchio. I concetti chiave riferiti al caso Secondo la legge fisica del parallelogramma, la forza applicata dalla rotula sul femore sarà minima in estensione aumentando progressivamente con i gradi di flessione del ginocchio. Inoltre, l'articolazione tra tibia e femore risentirà dei microtraumi provocati dal sovrappeso a ogni impatto dell'arto inferiore al suolo. Abbiamo quindi individuato due linee guida da tenere presenti nell'allenamento di questo soggetto: lavorare con pochi gradi in flessione del ginocchio e non farlo correre o saltare finché rimane sovrappeso, tanto meno caricandogli addosso ulteriori pesi in stazione eretta. Obiettivi Gli obiettivi realizzabili in palestra volgono in due direzioni: 1. garantire un buon tono-trofismo della muscolatura quadricipitale che era stato perduto per il deficit funzionale determinato dal dolore e in seguito dall'intervento; ciò aumenterà la stabilità articolare attiva di prevenzione soprattutto contro i microtraumi da carico; 2. un lavoro aerobico per far calare il peso corporeo, condizione primaria di prevenzione e di rallentamento di un processo degenerativo articolare ormai in atto.   Come realizzare gli obiettivi Appena dopo l'intervento si procede a una rieducazione funzionale che prevede il recupero della mobilità e contrazioni isometriche ed isotoniche del quadricipite per non avere ulteriori cali di tono-trofismo  muscolare. In una fase precoce possono anche essere prese in considerazione delle elettrostimolazioni. Terminata l'immediata fase postoperatoria si potrà gradualmente incominciare l'allenamento in palestra.   Esercizi consigliati Quando si parla di lavorare con il quadricipite si pensa al leg extensor, che offre anche il vantaggio dello scarico femoro-tibiale. Però la posizione di riposo del leg extensor, quella ad energia potenziale minima con la gamba a penzoloni, vede il ginocchio in flessione a novanta gradi e oltre. Se in un soggetto sportivo, più coordinato e magari più giovane, potremmo cercare di limitare il movimento ai primi gradi di flessione con pesi bassi, una esecuzione corretta e non controproducente sarebbe più difficile da impostare in  questo soggetto non atletico, andando incontro a un sovraccarico femoro-rotuleo. Abbia-mo però a disposizione un accorgimento banale che, utilizzando una "macchina" presente in ogni palestra, ci consentirà di centrare entrambi gli obiettivi di calo ponderale e allenamento muscolare: la cyclette da fare con sellino alto. In questo modo eserciteremo il quadricipite pedalando e allo stesso tempo concederemo poco angolo in flessione al ginocchio. Inoltre, con la semplice cyclette salvaguarderemo l'articolazione femoro-tibiale dai microtraumi da impatto al suolo che si ripetono a ogni passo di corsa, a ogni atterraggio dopo un salto e anche durante la normale deambulazione.   Esercizi sconsigliati Tutti gli esercizi di contrazione del quadricipite e quindi di estensione del ginocchio che prevedano fasi con grandi angoli in flessione, come le presse e tanto meno lo squat se non corretti e seguiti dall'istruttore. Anche modalità di allenamento aerobico per il calo ponderale che prevedano corsa e salti e che apparentemente sembrano innocue, risultano controindicate per i continui microtraumi da impatto al suolo. La corsa su tapis roulant beneficia di una certo grado di elasticità e ammortizzamento dell'appoggio, ma la cyclette in questo caso rimane preferibile.   Controllo degli obiettivi Non ci siamo prefissi di risolvere processi degenerativi ormai instauratisi e quindi non dovremo aspettarci miracoli dal punto di vista della sintomatologia dolorosa, che probabilmente verrà momentaneamente alleviata ma permarrà. Per il controllo degli obiettivi che ci eravamo posti in palestra saranno sufficienti una bilancia e un centimetro: con essi monitoreremo nel tempo il calo ponderale e le circonferenze quadricipitali. Queste si rilevano a ginocchio esteso, sempre alla stessa distanza (di solito dieci o venti centimetri) da un punto di repere che può essere lo spazio tra tibia e femore, facilmente riconoscibile alla palpazione con un dito sul versante interno del ginocchio. Un altro punto di repere per uniformare le distanze di misurazione delle circonferenze quadricipitali può essere l’apofisi tibiale anteriore. Meno indicata è la misurazione con riferimento all’apice della rotula, perché la sua posizione presenta più ampi margini di variabilità.   [caption id="attachment_2388" align="alignnone" width="433"]Artrosi di ginocchio Artrosi di ginocchio radiografia antero posteriore[/caption]   Figura 1.  Alla Rx di fronte si nota un lieve valgismo, una diminuzione della distanza articolare tra femore e tibia che sarebbe però da confrontare con il controlaterale, cenni di addensamento della sostanza ossea subcondrale e margini ossei affilati. La vite che blocca la bratta ossea dell'apofisi tibiale anteriore trasposta si riconosce in proiezione anteroposteriore. La degenerazione artrosica è più evidente nell’immagine successiva in proiezione laterale.   [caption id="attachment_2389" align="alignnone" width="381"]Artrosi di ginocchio Artrosi di ginocchio radiografia proiezione laterale[/caption] Figura 2. Alla Rx di profilo si evidenzia la grave alterazione della superficie di scorrimento tra femore e rotula: la cartilagine è ormai erosa e il contatto avviene tra superfici calcifiche. Si possono anche meglio apprezzare osteofiti e addensamenti ossei irregolari diffusi nelle zone di maggior contatto femoro-tibiale. è visibile l'intera vite che attraversa completamente la tibia per ancorarsi all'osso corticale posteriormente, Dottor Edoardo Lanzani - Ortopedico questo articolo è tratto dal  Libro : Casi clinici in palestra - quarta serie quindici nuovi casi - Edoardo Lanzani- alea edizioni [caption id="attachment_2390" align="alignnone" width="257"]Casi clinici in palestra - quarta serie dottorEdoardo Lanzani - alea edizioni. 128 pagine Casi clinici in palestra - quarta serie - Edoardo Lanzani - alea edizioni. - 128 pagine[/caption]   se ti interessa questo argomento puoi leggere anche : Rottura del tendine rotuleo di Edooardo Lanzani  " ["post_title"]=> string(20) "Artrosi di ginocchio" ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(20) "artrosi-di-ginocchio" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(81) " http://www.professionefitness.com/2014/03/rottura-e-sintesi-del-tendine-rotuleo/" ["post_modified"]=> string(19) "2014-12-01 14:21:34" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-12-01 13:21:34" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2387" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [2]=> object(WP_Post)#6911 (24) { ["ID"]=> int(2377) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-11-28 16:57:53" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-11-28 15:57:53" ["post_content"]=> string(5265) "Certificato medico sportivo non agonistico : il modulo corretto è stato riconfermato nel recente decreto del mostro della salute Lorenzin. il convegno organizzato dalla Polisportiva Garegnano 1976 in collaborazione con UISP. I medici abilitati  alla certificazione sono i medici di base e i pediatri relativamente ai propri assistiti e i medici specialisti in medicina dello sport o iscritti alla federazione medici sportivi del CONI: nessun altro medico è abilitato e quindi  i certificati  fatti da altri medici  non sono validi e configura una responsabilità civili sia per i medici che li eseguono sia  per i presidenti di società sportiva che li accettano. Il livello di responsabilità per i presidenti di società sportiva che accettano certificati non validi è ancora in via di definizione, non c'è una giurisprudenza consolidata e se da una parte è vero che il presidente di società sportiva a serie difficoltà ad accertare la congruità del certificato è altrettanto vero che il fine ultimo della legge è quello di aumentare i livelli di prevenzione e sicurezza con la realizzazione di una visita vera e la presa in esame di un elettrocardiogramma. Si perché il medico  deve o eseguire o prendere in esame un elettrocardiogramma già eseguito per erogare il certificato e ne deve tenere il referto archiviato. Insomma la visita si è fatta seria e questo è il vero vantaggio  di tutta l'operazione per il cittadino. Riportiamo qui di seguito il modello standard del certificato, l'unico corretto che va a sostituire quello precedente del 1982; é lo stesso modello che aveva decretato il ministro Balduzzi nell'aprile 2013 e che è stato definitivamente confermato dal ministro Lorenzin. Questo è il certificato di idoneità aòòa pratica di attività sportiva di tipo non agonistico. [caption id="attachment_2379" align="alignnone" width="436"]certificato medico sportivo non agonistico certificato medico sportivo non agonistico[/caption] Si apre quindi un nuovo fronte in merito all' elettrocardiogramma  che  deve essere almeno fatto una volta nella vita. E comunque il referto deve essere archiviato dal medico.Nascono quindi problematiche di refutazione e archiviazione di non poco conto.  Rimane comunque critico un aspetto il certificato ha una capacità predittiva di un anno e si fonda sulla visione di un  elettrocardiogramma ma ecg può essere vecchio di 20 anni. è una contraddizione che prima o poi andrà chiarita e comunque il nuovo assetto è chiaro. non più visite a cottimo fatte in maniera approssimativa da medici non  appositamente qualificati in palestra. In ogni caso dalla pubblicazione del decreto Balduzzi nel 2013 si sono susseguiti una serie di decreti e circolari interpretative che hanno reso la questione molto complessa fino all'ultimo decreto dell' 8 di agosto del ministro Lorenzin. Per questo La Polisportiva Garegnano 1976  in collaborazione con Uisp ha organizzato un convegno dal titolo : Schermata 2014-11-28 alle 16.47.38Schermata 2014-11-28 alle 16.47.47

Certificati medici non agonistici 2.0:

Le nuove norme (Decreto Lorenzin) le responsabilità e gli aspetti assicurativi

L’obiettivo del convegno è quello di fare il punto sul quadro normativo LUNEDI’ 2 FEBBRAIO 2015 - ore 21.00 c/o Centro Sportivo “Cappelli Sforza” - via Lampugnano 80 - (MM1 Uruguay) PARTECIPAZIONE LIBERA A chi è rivolta l’iniziativa: Presidenti Associazioni Sportive - Responsabili Enti di Promozione Sportiva riconosciuti CONI e Federazioni Sportive Nazionali Responsabili e Titolari di Centri Fitness e Palestre - Direttori Tecnici Istruttori PROGRAMMA 21.00 - 21.15 Stefano Pucci - Presidente ASD Polisportiva Garegnano 1976 21.15 - 21.45 I Decreti Balduzzi e Lorenzin Alessandro Lanzani - Medico dello Sport e Ortopedico 21.45 - 22.15 Le responsabilità e gli aspetti assicurativi Tiziano Pesce - Responsabile Tesseramento e Consulenze Uisp Nazionale 22.15 - 23.00 Dibattito Sede: via Lampugnano 80 - 20151 Milano Tel.: 02.33.49.74.85 Cell.: 349.31.93.213 POLISPORTIVA GAREGNANO 1976 Mail: info@polisportivagaregnano.it Sito: www.polisportivagaregnano.it   http://www.facebook.com/PolisportivaGaregnano1976" ["post_title"]=> string(65) "certificato medico sportivo non agonistico : il modulo corretto. " ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(61) "certificato-medico-sportivo-non-agonistico-il-modulo-corretto" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2014-11-28 17:00:54" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-11-28 16:00:54" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2377" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [3]=> object(WP_Post)#6910 (24) { ["ID"]=> int(2362) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-11-17 12:38:13" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-11-17 11:38:13" ["post_content"]=> string(6924) "Certificati medici sportivi in palestra. Procede ormai con cadenza periodica  la ristrutturazione delle normative che disciplinano  i certificati medici sportivi  necessari per svolgere attività fisico sportiva in palestra. La Ministra della salute Lorenzin ha firmato l’ 8 agosto 2014 un decreto attuativo con le linee guida al fine di  chiarire tutte le questioni aperte dal famoso decreto del fare ( o del disfare ? ) del 4 agosto 2013 che aveva messo in discussione l’appena nato decreto Balduzzi allora ministro che aggiornava il decreto in vigore ormai dal 1982. Si la situazione  in quest’anno è stata davvero ingarbugliata anche se molto ha influito  una certa resistenza a comprendere da parte di lobbies interessate al mantenimento dello status quo nonostante l’evidenza che i tempi sono davvero cambiati rispetto al 1982. [caption id="" align="alignnone" width="331"]Beatrice Lorenzin Ministro della Salute - Beatrice Lorenzin[/caption] Le cose sono cambiate soprattutto per quanto riguarda la responsabilità civile in caso  di episodi avversi ( morte ) da parte di soci di società sportiva o frequentatori di centri fitness. Risponde in solido il presidente della società sportiva ed eventualmente che è preposto al controllo o alla somministrazione degli esercizi ( istruttore ). Le assicurazioni vincolano la copertura del danno alla presenza di un certificato al fine di ridurre la percentuale di rischio di un fenomeno avverso e che piaccia o no oltre che un significato preventivo  la visita ha un significato legale e assicurativo. Per questo nel comma b del decreto Lorenzin si definisce si definiscono attività sportive non agonistiche quelle praticate dai seguenti soggetti: b) coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del decreto ministeriale del 18 febbraio 1982. Per cui  tutti i centri fitness che si sono associati ad un qualsiasi ente di promozione sportiva ( UISP, US ACLI, ENDAS, AICS, CSI, CSEN,  etc. etc. )  e hanno tesserato i loro soci  con tanto di  assicurazione devono  avere un certificato non agonistico dei loro soci per ottemperare all’obligo di legge sancito dal decreto Lorenzin e per vedere riconosciuta l’assicurazione che viene data con il tesserino ad ogni socio iscritto. [caption id="attachment_2235" align="alignnone" width="489"]medici dello sport Certificati medici sportivi in palestra - Professione Fitness[/caption] Un altro aspetto molto importante è l’obbligatorietà di un elettrocardiogramma , almeno una volta nella vita per chi ha meno di 60 anni e sia in perfetta salute.  Questa parte  del decreto è la più controversa perché in caso di sospetto di aumentato rischio cardiovascolare con patologie croniche conclamate l’elettrocardiogramma diventa annuale a prescindere dall’età, quindi in tutti casi di ipercolesterolemia , ipertensione, diabete di primo e secondo tipo, fumo, obesità di primo secondo e terzo grado,   per non parlare di malattie cardiovascolari  che abbiano una familiarità. Di fatto per il medico  e per la persona è molto più prudente fare un e.c.g. ogni anno considerato che l’imprudenza è una delle cause di “colpa” in caso di contenzioso legale. Rimane poi l’assurdo per cui si sancisce che  un certificato ha validità legale e predittiva di un anno  mentre si considera valido un e.c.g. fatto una volta nella vita magari 5 o 15 o 20 anni prima e quindi  scaduto “enne” volte rispetto al margine predittivo dello stesso certificato. Infine la legge ribadisce in modo chiaro che i medici abilitati  alle visite e certificazioni  per l’attività sportiva non agonistica sono soltanto  i medici di base e i pediatri  relativamente ai loro assistiti ed esclusivamente ai medici specialisti in medicina dello sport  ovvero ai medici della federazione medico sportiva italiana del CONI. Quindi in palestra Non possono  visitare e rilasciare certificati medici generici o di altre specialità rispetto agli specialisti in medicina dello sport. Questo aspetto  finalmente mette ordine rispetto alle visite fatte  in palestra e organizzate da società  appositamente costituite per fare Business condiviso tra centro fitness e società  con poca qualità per l’utente finale e al solo scopo di spartirsi  il costo della visita. [caption id="attachment_1719" align="alignnone" width="324"]certificati medico sportivi Certificati medici sportivi in palestra - Professione Fitness[/caption] Le visite in palestra possono essere fatte quindi solo con il medico specialista in medicina dello sport o iscritto alla federazione medico sportiva deve essere eseguito  l’elettrocardiogramma almeno una volta e il medico tra l’altro deve tenere archiviati i referti dell’e.c.g o degli esami aggiuntivi. Ne deriva la necessità di una gestione computerizzata delle visite e degli e.c.g di una archiviazione scrupolosa e sostanzialmente di un aumento della qualità del servizio visita  cosa che finalmente va nella direzione della tutela sanitaria dell’attività sportiva. tutto questo è possibile e ci sono ormai diverse case history  di centri fitnes che si sono adeguati con successo alla normativa con medici sofftware archivio e soprattutto soddisfazione dei soci Alessandro Lanzani Medico specialista in medicina dello sport alanzani@profesionefitness.com Questo l’indirizzo del sito ufficiale del Governo con il testo integrale del Decreto Lorenzin. http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=0&codLeg=49865&parte=1%20&serie= questo l’indirizzo con un riepilogo da parte del  governo : http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=1723  " ["post_title"]=> string(39) "Certificati medici sportivi in palestra" ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(39) "certificati-medici-sportivi-in-palestra" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2014-11-17 12:43:28" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-11-17 11:43:28" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2362" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [4]=> object(WP_Post)#6909 (24) { ["ID"]=> int(2353) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-11-05 22:59:01" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-11-05 21:59:01" ["post_content"]=> string(3205) "Fitness Trainer e personal posturale low cost : sono aperte le iscrizioni ai corsi di Fitness Trainer  e  personal postural della scuola di profession fitness. Come già sperimentato con successo in questi anni e per dare una risposta  concreta alla crisi sono aperte le iscrizioni con la formula prima ti s iscrivi e meno spendi . entro novembre solo 399 euro invece di 599. un risparmio di 200 euro per  la  formazione professionale. Il corso di  fitness trainer  inizierà il 21 febbraio 2015 e il corso di personal posturale inizieranno il 7 febbraio 2015. Il corso di fitness trainer  è giunto alla 64° edizione  si è evoluto negli anni e contribuisce ormai  da 30 anni a formare   gli istruttori tra i più qualificati nel settore del fitness. [caption id="attachment_2351" align="alignnone" width="470"]fitness trainer fitness trainer[/caption] Il corso di personal posturale è giunto alla seconda edizione dopo il successo della prima proposta e si candida a diventare uno standard operativo di eccellenza. personal posturale questo il video di presentazione del corso di personal postulare realizzato del dr Alessandro Lanzani direttore della scuola di Professione fitness https://www.youtube.com/watch?v=OjB7I4V3Q9U&feature=youtu.be     La scuola di professione fitness poi organizza  ormai da dieci  anni i corsi di formazione professionale on line  a distanza di fitness metabolico. La Scuola di professione fitness dal 1985 si occupa di formare istruttori e personal trainer per il fitnes e il body building, per prima in Italia ha introdotto il fitness metabolico per i soggetti sedentari affetti dalla sindrome metabolica ovvero da diete ipertensione ipercolesterolemia e sovrappeso. Ha formato migliaia di istruttori ed ha editato oltre 60 volumi  di specializzazione per i professionisti del fitness." ["post_title"]=> string(45) "fitness trainer e personal posturale low cost" ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(45) "fitness-trainer-e-personal-posturale-low-cost" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2014-11-05 23:25:54" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-11-05 22:25:54" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2353" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [5]=> object(WP_Post)#6908 (24) { ["ID"]=> int(2327) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-07-21 17:54:15" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-07-21 15:54:15" ["post_content"]=> string(5209) "Personal Posturale:  il nuovo corso di formazione professionale della Scuola di Professione Fitness ad ottobre 2014 la novità didattica per la formazione completa dei professionisti del fitness. La valutazione postulare dei soggetti sportivi e sedentari è un bagaglio professionale ormai necessario per ogni personal trainer. La ginnastica postulare è una metodica che tien conto di tutte quelle variabili anatomiche e funzionale che caratterizzano ogni individuo rispetto all'anatomia  e la biomeccanica standard. Basti pensare alle asimmetrie genetiche o post traumatiche. Alle Asimmetrie scheletriche  funzionali  o propriamente dette posturali. La valutazione postulare tiene conto di tutte quelle variazioni che possono essere indotte dallo sport dal lavoro dal sedentarismo  e più ingenerale dal mix delle abitudini di vita personali. Il personal posturale quindi individua attraverso la valutazione postulare i segni delle asimmetrie degli scompensi sul corpo della persona. Ne valuta  la possibile riduzione o compensazione e fornisce delle soluzioni applicative attraverso la ginnastica posturale. [caption id="attachment_2335" align="alignnone" width="358"]personal posturale corso di formazione della scuola di  professione fitness personal posturale corso di formazione della scuola di professione fitness[/caption] Proprio per questo la Scuola di professione fitness ha aperto un nuovo corso di perfezionamento il corso di Personal Posturale. Descrizione del corso [caption id="attachment_2329" align="alignnone" width="355"]ginnastica posturale ginnastica posturale[/caption] il corso di Personal Trainer Posturale è indirizzato a tutti gli operatori motori che hanno l'obiettivo di approfondire le tematiche della ginnastica posturale. Il corso mette l'operatore motorio nella condizione di effettuare una valutazione posturale, muscolare e una analisi funzionale; al fine di preparare protocolli di lavoro specifici in funzione dei dati raccolti. Vengono inoltre presentati protocolli di lavoro su patologie del rachide, del ginocchio, della caviglia e dell'anca. A chi è rivolto? Il corso di Personal Trainer Posturale, è rivolto a Fisioterapisti, Diplomati ISEF, Laureati in Scienze Motorie, Istruttori Certificati. Requisiti Avere una conoscenza specifica su argomenti fondamentali quali: anatomia, fisiologia, biomeccanica, alimentazione, teoria dell’allenamento. Il corso è articolato in 6 incontri (più la giornata d’esame) di una giornata ciascuno, con lezioni teoriche e pratiche. Le lezioni si svolgono di sabato e domenica con cadenza quindicinale, è necessario frequentarne almeno l’80% per poter accedere all’esame di fine corso per conseguire la certificazione di Personal Trainer Posturale. Docenti I docenti  sono  Francesco Capobianco  docente storico ella Scuola e Michele Pitti  colonna portante da anni  e affermato personal trainer nonché consulente di diversi centri fitness. Saranno affiancati dal Dr, Alessandro Lanzani per le parti   di raccordo tra gli aspetti di medicina dello sport e di ortopedia in modo da individuare anche i limiti ai trattamenti e  la correttezza e razionalità della ginnastica postulare in relazione alle patologie non trattabili da questa disciplina. Le iscrizioni sono già aperte con la solita formula dei low cost per le iscrizioni anticipate scopri tutti i programmi  il calendario e le agevolazioni sulla pagina dedicata del corso." ["post_title"]=> string(18) "Personal Posturale" ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(18) "personal-posturale" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2014-07-24 15:20:30" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-07-24 13:20:30" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2327" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [6]=> object(WP_Post)#6884 (24) { ["ID"]=> int(2316) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-07-04 20:52:57" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-07-04 18:52:57" ["post_content"]=> string(2330) "Si sono svolti oggi venerdì 4 luglio 2014 gli esami per ottenere la certificazione di fitness trainer della Scuola di Professione Fitness. Si tratta delle sessione di recupero di Luglio che permette a coloro che non hanno potuto partecipare a quella di Giugno di ottenere la certificazione. I nostri complimenti vanno ai nuovi istruttori che hanno superato l'esame. Carlo De Nicoli  70 Alessandra Iurilli  75 Sara Longhi  90 Marcello Riccomini   65 Marco Zapelloni   95 Si conclude cosi la 62 edizione del corso per istruttori di fitness trainer della Scuola di professione fitness. L'appuntamento alla prossima edizione è per il 19 ottobre sono già aperte le iscrizioni low cost. Abbiamo registrato un incremento delle iscrizioni, segno la Scuola di Professione Fitness gode della stima e della fiducia del mondo delle palestre. Non resta che augurare a tutti un periodo di vacanza e un po di meritato riposo per chi ha lavoro. La scuola si caratterizza anche per la possibilità di ripetere l'esame gratuitamente e vengono organizzate numerose sessioni di esame per permettere agli studenti di presentarsi  al meglio della preparazione.  Un sincero augurio di trovarlo al più presto per chi lo sta cercando. La Scuola di Professione Fitness. [caption id="attachment_35" align="alignnone" width="126"]fitness trainer fitness trainer[/caption]" ["post_title"]=> string(16) "fitness trainer " ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(17) "fitness-trainer-2" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2014-07-04 20:56:59" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-07-04 18:56:59" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2316" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } [7]=> object(WP_Post)#6887 (24) { ["ID"]=> int(2303) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-06-27 17:01:41" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-06-27 15:01:41" ["post_content"]=> string(18577) "Il fitness metabolico ha l’obiettivo di trasformare i soggetti sedentari affetti da diabete e  più in generale dalla sindrome metabolica in soggetti “motori” attraverso il graduale cambiamento dello stile di vita. L'operatore di fitness metabolico si preoccuperà di aiutarlo ad attuare questa trasformazione. Il sedentarismo è un vero e proprio stile di vita, profondamente radicato nella quotidianità e si compone di abitudini, scale di valori, emozioni, compensazioni emotive. Per questo, la quantità di movimento che si riuscirà a ottenere da un sedentario è, di fatto, un fenomeno quantitativo che testimonia la capacità dell'operatore di innescare un cambiamento nelle motivazioni comportamentali dell'ex sedentario. La quantità di movimento che il soggetto metabolico inserirà nel suo sistema di vita rappresenta uno strumento di misura quantitativo di un cambiamento più vasto e complesso: lo stile di vita. Ed è proprio lo stile di vita che ha un valore preventivo e salutistico: il movimento preso da solo potrebbe essere solo un elemento di rischio in più in un soggetto disabituato all'attività fisica. Se si sposta l'attenzione sull'operatore di fitness metabolico, si tende a realizzare con facilità un errore strategico: pensare che il successo dell'operazione consista nell'aumentare quantitativamente il movimento del sedentario. Con un approccio di questo genere il personal trainer è tentato di fornire al suo cliente un “allenamento con intensità adattate”. Quello che deve essere compreso subito dall'operatore di fitness metabolico è che il suo cliente non è uno sportivo dai risultati mediocri, e che, proprio per questo, non è sufficiente abbassare l'intensità di lavoro dei normali protocolli di allenamento sportivo e agonistico per agganciare il livello di allenamento alle reali possibilità dello “sportivo di bassissimo livello”. Il soggetto metabolico non è uno sportivo e basta: è un'altra categoria di persona, che nulla ha a che fare con la mentalità dello sportivo. Per giunta, il soggetto sedentario non deve essere trasformato in sportivo: il vero obiettivo è quello di trasformare un soggetto sedentario in un soggetto motorio. Sarà eventualmente il soggetto motorio a decidere se praticare uno sport vero e proprio, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di preparazione atletica specifica, di spirito competitivo e agonistico. Il ruolo dell'operatore di fitness metabolico si configura quindi come quello di un mediatore culturale, con un approccio globale al sedentarismo e al soggetto sedentario. Per questo non possono essere trascurati gli aspetti psicologici e motivazionali, estremamente importanti soprattutto nella prima fase, caratterizzata da una forte componente di “alfabetizzazione” e di “svezzamento” motorio.   FITNESS METABOLICO, FITNESS FUNZIONALE E FITNESS TERAPIA Esiste ancora un po' di confusione rispetto alla definizione di "attività motoria come prevenzione sociale". Essa include almeno tre categorie di proposte che, pur avendo gli stessi obiettivi finali, si differenziano in maniera netta e chiara per quanto riguarda le responsabilità e la gestione del servizio: - Fitness metabolico - Fitness funzionale - Fitness terapia fitness metabolico e diabetes 2   Diabete e fitness metabolico Il fitness metabolico ha tre obiettivi fondamentali in relazione al soggetto affetto da diabete. Naturalmente questi obiettivi vanno sempre limitati alla funzione dell'attività motoria come un elemento di supporto alla gestione medica nel caso di fitness terapia. Per l'operatore motorio il diabete va conosciuto non per confondere il proprio ruolo con quello esclusivo di pertinenza del medico (inquadramento diagnostico e terapia), ma per poter gestire il rapporto motorio con il diabetico con la dovuta consapevolezza delle indicazioni e dei limiti del proprio intervento. Definizione. Sindrome caratterizzata dalla presenza di valori di glicemia superiori a quelli fisiologici. Le cause dipendono da un mix di aspetti genetici, ambientali e relativi agli stili di vita. Il meccanismo di azione scatenante è un deficit assoluto o relativo della secrezione e/o dell'azione dell'insulina. Il mancato controllo omeostatico della glicemia genera danni metabolici acuti e danni cronici su diversi organi e apparati. I due ormoni che gestiscono l'equilibrio omeostatico della glicemia sono insulina e glucagone, entrambi increti dalle isole del Langherans. Sappiamo comunque che il sistema endocrino è una rete di nessi di causa effetto: anche altri ormoni come i corticosteroidi innalzano la glicemia. Incidenza. Il diabete è una malattia comune: si stimano 150-170 milioni di persone affette da diabete nel mondo e si calcola che questa cifra possa raddoppiare (circa 300 milioni di persone) nel prossimo decennio, sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. La percentuale della popolazione mondiale affetta da diabete è tra il 2% e il 5% (10-15 % nell'Occidente malnutrito in eccesso e meno del 2% nei Paesi del versante Sud-Orientale del Globo). Si stima che almeno un altro 2% sia affetto da diabete o da alterazione della regolazione della glicemia senza esserne a conoscenza. Elementi di squilibrio ambientale: 1. obesità, in aumento anche nella popolazione pediatrica (ipernutrizione, dieta sbilanciata, sedentarietà); 2. sedentarismo sociale, la tecnologia cristallizza gli umani in statue semivegetative con una residua attività motoria nei punti di contatto con gli infiniti telecomandi (polpastrelli per mouse e simili, avampiede per acceleratore, freno e frizione, più un’infinità di macchine sostitutive del lavoro umano); l'operatore metabolico deve sapere che per andare controcorrente con successo deve realizzare un'operazione di consapevolezza più ampia della semplice conoscenza tecnica della sindrome metabolica e degli esercizi motori che la contrastano; 3. dopo 25 anni di obesità il 50% dei soggetti diventa diabetico; 4. aumentano i casi di diabete tipo II nei bambini e negli adolescenti. Classificazione. Diabete primario, si verifica indipendentemente da altre malattie o da terapie farmacologiche o chirurgiche o da processi fisiologici: Diabete Mellito Insulino-Dipendente (tipo I) e Diabete Mellito Non Insulino-Dipendente (tipo II). Diabete secondario, si verifica a causa della presenza di altre malattie o di altre terapie farmacologiche o chirurgiche o di alcuni processi fisiologici: indotto da altre patologie (endocrinopatie), indotto da farmaci o da infezioni. Diabete di 1° tipo. Si verifica prevalentemente in giovane età o addirittura nell'infanzia (una volta definito diabete giovanile) e in soggetti con costituzione magra. Sintomi di presentazione: poliuria, polidipsia (secondaria alla poliuria), polifagia (il paziente mangia molto ma dimagrisce a causa dell’alterata filtrazione renale); spesso il sintomo di esordio è costituito dalla chetoacidosi diabetica. Il dato più importante è l'insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas; l'equilibrio omeostatico della glicemia va mantenuto fornendo l'insulina dall'esterno. Le terapie più avanzate si evolvono continuamente con dei mix di insuline a diversa durata di azione, in modo da garantire il massimo della stabilità e del compenso con la minor frequenza possibile di iniezioni di insulina. Generalmente, le insuline sono classificate in rapide, lente e semilente secondo la velocità di azione e durata. La stabilizzazione farmacologica è ovviamente di esclusiva pertinenza del diabetologo. Diabete di 2° tipo. Il riscontro di diabete di tipo 2 è molto spesso casuale nel corso di esami di laboratorio a cui il paziente si sottopone per altri motivi, perché la patologia si instaura molto lentamente e occorre del tempo prima che la sintomatologia si manifesti; in molti pazienti sintomi di iperglicemia e glicosuria non compaiono mai. Nel caso di diabete conclamato, la sintomatologia delle due forme di DM (tipo 1 e tipo 2) è molto simile. Il rapporto tra i casi di diabete di primo tipo e di secondo tipo è di circa uno a dieci. Il diabete di secondo tipo è un vero e proprio fenomeno sociale che in Italia coinvolge 3-5 milioni di persone che aumentano ancora di più se viene classificato insieme agli altri componenti della sindrome metabolica. Tra le cause si ipotizzano: 1. nei soggetti obesi, una predisposizione genetica + incapacità ad aumentare la quantità di insulina rispetto a un bisogno aumentato di glucosio + capacità ridotta delle cellule adipose ad assorbire il glucosio (che quindi rimane a livelli più elevati nel sangue = iperglicemia); 2. nei soggetti non obesi, una predisposizione genetica + insensibilità delle cellule degli organi all'azione dell'insulina. Diabete in gravidanza. O diabete gestazionale, può causare dei problemi anche gravi per il neonato e per la madre (rappresenta un importante fattore di rischio di sviluppare diabete, dal 20 al 50% delle donne che ne hanno sofferto sviluppano il diabete di tipo 2 nel corso della vita). Lo stato di prediabete. Il diabete di secondo tipo ha tra le varie concause modificabili il sedentarismo e l'aumento di peso. Un prediabete si esprime con un’alterata tolleranza al glucosio, che si evidenzia tramite una glicemia a digiuno con i valori superiori 110 mg%, ma inferiori a 126 mg%: questi valori sono indicatori di un’intolleranza al glucosio. Lo stesso avviene quando in un test di tolleranza al glucosio la glicemia dopo 2 ore è compresa tra 140 mg% e 200 mg%. Il punto è che se non si interviene sulle variabili modificabili (moto e alimentazione), è molto più probabile una deriva verso il diabete vero e proprio. Qui sta il vero valore aggiunto preventivo dell'attività fisica come stile di vita: il prediabete, se da un lato medicalizza il futuro paziente, dall'altro permette un intervento di vera prevenzione primaria, ovvero che si realizza prima che la patologia si manifesti con il suo corredo di danni ed effetti collaterali negativi (la prevenzione secondaria è quella che si instaura dopo il primo evento patologico, per evitare aggravamenti e ricadute). La prevenzione primaria coincide con gli stili di vita, è facile da realizzare e praticamente non ha controindicazioni se non quelle del buon senso; la prevenzione secondaria deve avere basse intensità, o una prescrizione medica sulle dosi. fitness metabolico e diabete DANNI CAUSATI DAL DIABETE Complicanze acute - Coma chetoacidosico (diabete tipo I), formazione di corpi chetonici. Il mancato utilizzo del glucosio, che si fa molto elevato, attiva la via metabolica di ossidazione degli acidi grassi, estratti dai trigliceridi nei depositi di grasso corporeo. Le cellule, non potendo utilizzare il glucosio a fini energetici, iniziano a bruciare gli acidi grassi. Il processo si svolge in maniera alterata e si formano dei cataboliti di scarto: i corpi chetonici (acido acetacetico, acido beta-idrossibutirrico, acetone), che provocano il quadro di acidosi (ovvero una diminuzione del pH). I corpi chetonici portano allo stato di “coma chetoacidosico”: la chetoacidosi è un’emergenza clinica tipica del diabetico di tipo 1. - Coma iperosmolare non chetosico (diabete tipo II). Si tratta di uno stato di coma causato da un’iperglicemia incontrollata e non compensata, che determina un grave aumento dell'osmolarità del sangue (sangue denso) e una marcata disidratazione. - Ipoglicemia grave (diabete tipo I e tipo II) e coma ipoglicemico. È lo stato di coma causato dalla mancanza di un sufficiente livello di glucosio nel sangue, che possa consentire il rifornimento energetico del cervello. Il mantenimento della glicemia al di sopra di un valore soglia è indispensabile per una normale attività cerebrale. Il coma ipoglicemico si può verificare sia nei diabetici di tipo 1 che nei diabetici di tipo 2 e dipende da un inappropriato regime terapeutico in presenza di un limitato o ritardato introito energetico, o di un’eccessiva attività fisica. Sintomi. Generalmente i sintomi che accompagnano un iniziale scompenso della glicemia sono, nel caso dell'ipoglicemia: pallore sudorazione vertigini fino allo svenimento. Nel caso dell'iperglicemia scompensata: nausea, dolori gastrointestinali, agitazione. La formazione di corpi chetonici genera un alito e un sudore dall'odore di frutta avariata. Nei casi di disagio iniziale, a prescindere dalle procedure di soccorso che si possono intraprendere secondo la gravità del caso, c'è comunque una regola assoluta: la persona non deve essere lasciata da sola fino alla risoluzione dell'episodio. Complicanze croniche - microangiopatia - retinopatia - perdita visus - edema maculare, perdita visus - neuropatia sensitiva e motoria - nefropatia - macroangiopatia - patologia coronarica - patologia vascolare periferica - patologia cerebrovascolare - sindrome metabolica   ATTIVITÀ MOTORIA E DIABETE Diabete di primo tipo: - accertarsi che il diabete sia stato compensato dal diabetologo e che il diabetico assuma l'insulina con consapevolezza e regolarità; - attività di counseling, ovvero di supporto informativo sulla validità di stili di vita motori (disponibilità all'ascolto, gestione dell'ansia quando è presente). Diabete di secondo tipo: - puntare sulla gestione del peso - peso assoluto (calo in percentuale circa il 5-7% nei primi sei mesi) - attività motorie prevalentemente cardiovascolari - attività di counseling. Diabete e gravidanza: generalmente una donna in gravidanza, soprattutto nei mesi centrali, ha come obiettivo motorio quello di mantenersi in movimento con intensità molto basse, ovvero che prevedano uno scostamento fino al 20-25% in più della frequenza basale a riposo; qualsiasi altra indicazione deve essere una prescrizione medica, a maggior ragione se subentra una diagnosi di diabete in gravidanza. Prediabete (Sindrome metabolica): come il diabetico di secondo tipo.   FREQUENZA, DURATA, INTENSITÀ - Insistere su un coinvolgimento quotidiano, anche esterno al centro fitness, studiando insieme al diabetico percorsi inseriti nel contesto della vita di tutti giorni. - Durata relativamente breve della seduta (20 minuti), in modo che possa essere inserita anche due volte nella giornata: una più intensa e monitorata in palestra e una più leggera, come il cammino veloce (brisk walking) da praticare all'aperto o come ginnastica domestica a prevalente contenuto aerobico (flessioni, piegamenti, esercizi a discrezione). - In assenza di indicazioni mediche relative alla frequenza cardiaca, rispettare limite di 110. Eventualmente, praticare frequenze più basse se c'è riscontro all'anamnesi di altri elementi della sindrome metabolica. Attenzione: stiamo parlando di fitness metabolico che può essere praticato in sicurezza purché le intensità siano basse e non sia erogato un rischio acuto (alte frequenza cardiaca) in nome della riduzione di un rischio cronico. L'effetto positivo sulla stabilizzazione del diabete e sul calo ponderale è comunque documentato nella letteratura scientifica. Intensità più alte possono essere direttamente indicate dal medico responsabile (fitness terapia). ASPETTI PSICOLOGICI Il diabete è uno shock emotivo di prima grandezza, in particolare al momento della diagnosi e al momento della fine della “luna di miele”, ovvero del manifestarsi di qualcuna delle complicanze che necessitano intensificazioni diagnostiche e aumento dell'impegno terapeutico. Il prediabete, invece, lascia il soggetto abbastanza indifferente, perché è una condizione asintomatica: la motivazione all'attività fisica deve essere sollecitata non puntando solo sul rischio futuro, ma anche sul piacere presente immediato di rimettersi in movimento. La relazione deve essere imperniata su un ruolo di modulatore, che compensi due atteggiamenti diversi: 1. eccesso di ansia di attenzione e di emotività (fase della diagnosi e di qualche scompenso successivo); 2. depressione con disinteresse al trattamento e al regime terapeutico, spesso accompagnato da un deterioramento delle condizioni generali. Ovviamente, l'operatore metabolico non è uno psicologo che si possa far carico della gestione di questo aspetto: l’importante è che l'operatore metabolico ne abbia quanto meno consapevolezza. La pratica dell'attività motoria è universalmente riconosciuta dal mondo medico come positiva per una stabilizzazione clinica e per una stabilizzazione psicologica. L'operatore metabolico può seguire una serie di criteri guida: - ascoltare - limitare i consigli alle modalità di esecuzione dell’attività fisica; - evitare pareri sulla terapia o sugli esami; - confermare che una pratica motoria regolare è fondamentale per raggiungere il massimo del compenso psicofisico e che comunque può offrire momenti di tranquillità e piacere; - gestire la relazione affrontando argomenti anche esterni all'universo “diabete-terapia-monitoraggi“; molto più semplicemente, tentare la strada della distrazione.   [caption id="attachment_2304" align="alignnone" width="481"]fitness metabolico e diabete1 fitness metabolico e diabete[/caption]  " ["post_title"]=> string(29) "diabete e fitness metabolico " ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(28) "diabete-e-fitness-metabolico" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(140) "http://www.professionefitness.com/2014/05/body-max-index-e-body-fat-index/ http://www.professionefitness.com/2014/01/metabolismi-energetici/" ["post_modified"]=> string(19) "2014-07-01 10:07:22" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-07-01 08:07:22" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2303" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } } ["post_count"]=> int(8) ["current_post"]=> int(-1) ["in_the_loop"]=> bool(false) ["post"]=> object(WP_Post)#6804 (24) { ["ID"]=> int(2398) ["post_author"]=> string(1) "1" ["post_date"]=> string(19) "2014-12-17 17:16:09" ["post_date_gmt"]=> string(19) "2014-12-17 16:16:09" ["post_content"]=> string(6751) "La pratica del digiuno intermittente è di moda , ma anche questa moda è intermittente e ricorrente come il digiuno. Tanto e vero che pervade la storia dell’umanità dai suoi albori. Il digiuno intermittente  affonda le sue radici nella notte dei tempi fino alle archeo religioni in cui  il banchetto propiziatorio  (sacrifico apotropaico) e il digiuno (espiativo e purificatorio) si alternavano nei ritmi  alimentari e sociali delle prime tribù organizzate. Il digiuno intermittente si è poi perfezionato anche nelle religioni moderne: venerdì di magro e quaresima  nella religione cristiana, Ramadan in quella musulmana, forme diverse di digiuno temporale in quella ebraica. Normative sull’alimentazione si trovano in quasi tutte le religioni e prima o poi  in ogni cultura ci scappa anche quella del digiuno più o meno totale  e più o meno prolungato. Anche le moderne religioni sportive come il body building hanno elaborato forme di digiuno intermittente. In particolare i neo sacerdoti  del fitness ( personal trainer ) propongono varianti del tipo due giorni alla settimana di digiuno subtotale con non più di seicento calorie e il resto dei giorni  con alimentazione normale. Lo stress alimentare e metabolico sembra favorire la sensibilità all’insulina e incrementare il metabolismo del GH(ormone della crescita)  e questo ovviamente interessa  i body builder. Ci sono poi proposte più spinte con giornate di soli liquidi e varianti che associano il digiuno a forme ibride di dieta dissociata ( scusate ma non è colpa mia  il gioco di parole è proprio cosi ). Per certi aspetti il digiuno dovrebbe interessare di più le persone in sovrappeso che necessitano di realizzare un calo ponderale che il Body builder ma l’attesa del fat burning e dell’ aumento di GH è molto seduttiva per i cultori dell’ipertrofia muscolare. Come sempre è l’approccio un po’ dogmatico di queste norme dietetiche che lascia perplessi. A favore di queste pratiche si cita di solito lo studio di settore il singolo trial clinico che mette in luce una correlazione ma sono ancora piccoli numeri e spesso contrastanti , perché la fame il digiuno e l’alimentazione sono aspetti complessi che difficilmente possono essere ridotti ad una sola variabile.  Infatti e ad esempio occorre tener conto del costo psicologico che qualsiasi norma alimentare troppo rigida comporta. Un costo che non ha una misura precisa ma che in realtà si traduce in un peso non indifferente se non è ben bilanciato da una buona motivazione e da una certa flessibilità. Ogni essere umano ha poi diversi livelli di assorbimento intestinale diversi livelli di intolleranze vere o presunte. In pratica sappiamo con una certa approssimazione cosa buttiamo dentro ma non sappiamo con esattezza cosa assorbiamo e come lo metabolizziamo. Per questo un approccio forse più empirico ma molto più semplice potrebbe dare il massimo dei risultati con il minimo dello stress. Ovvero semplificare le norme e verificare nel tempo i risultati che  proprio per le tante variabili variano in ogni specifico individuo. Dimagrire significa avere un bilancio calorico negativo e questo comunque è stressante perché va  a confliggere con la sensazione di fame anch’essa regolata da una rete di ormoni. La fame è una sensazione che ci ricorda di mangiare ci fa desiderare il cibo ma è contorniata da un’aura relazionale più ampia, il cibo come appagamento d’istinto, il cibo  come sublimazione dell’eros dell’affettività e della relazione. Il cibo non è una somma di calorie il cibo  è una delle relazioni più forti tra ciò che è fuori di noi e ciò che diventa noi. Il cibo e la dieta sono un modo di vivere e di interpretare la vita, di questo va tenuto conto in ogni esperimento dietetico ivi inclusa la dieta intermittente. Per cui, considerando che lo stress alimentare rientra nel bagaglio normativo masochistico del culturista non c’è nessun problema se la motivazione supera la sofferenza. Sui risultati come sempre si può dibattere a lungo anche perché quello che sempre viene sottaciuto è l’importanza della variabile indipendente che si chiama genetica. il Digiuno intermittente ha una funzione importante soprattutto nelle persone in sovrappeso non solo perché stimola l’efficienza dell’insulina nelle forme di diabete di tipo due ma anche perché allena il soggetto a gestire l’alimentazione piuttosto che ad esserne succube. Nei soggetti in sovrappeso poi svolge una funzione antinfiammatoria e coadiuvante nelle forme di artrite  reumatoide e anche in altre forme di patologie croniche e metaboliche. La medicina ufficiale è favorevole a questa pratica e non vi sembrano essere particolari controindicazioni soprattutto del il digiuno viene inteso in modo relativo con un modesto apporto calorico di 200-500 calorie e se vengono mantenuti alti i livelli di idratazione. Permette di gestire  meglio la percezione della quantità di cibo  ingerite e quindi di fare le opportune modifiche anche nei giorni di alimentazione normale. Insomma è un buon allenamento psicologico a gestire variazioni alimentari e in questo senso mi sembra un approccio interessante. Permette al soggetto di aumentare la consapevolezza sulle dosi e a gestire il desiderio di cibo, a controllare gli impulsi. Personalmente mi sembra un approccio che funziona, sempre che non si trascenda in eccessi  e che non vada in conflitto con necessità particolari stili di vita etc. etc. E’anche la modalità che ho adottato da quando ho messo di fumare per ridurre i chiletti in eccesso subentrati dopo la cessazione delle sigarette. Personalmente mi sono trovato bene e periodicamente lo rifaccio per correggere la tendenza all’aumento ponderale tipica dei cinquantenni ed oltre. In ultima analisi il digiuno intermittente mi sembra una modalità praticabile, non ne farei una religione laica, ce ne sono già tante di quelle tradizionali ,tanto che non si sente la necessità di nuovi dogmi laicosportivi. Naturalmente i nuovi guru del fitness possono continuare a codificare le loro verità dogmatiche anche sulla dieta intermittente trovando un accordo se la dose ottimale sia 200 o 220 calorie o al contrario continuando a dibatterne all’infinito. Vado a digiunare. Saluti a todos . Alessandro Lanzani medico specialista in medicina dello sport   logo cultura fisica Questo Articolo  è pubblicato sulla  storica rivista italiana Cultura Fisica  di cui vi invitiamo a visitare il sito www.culturafisica.it" ["post_title"]=> string(21) "Digiuno intermittente" ["post_excerpt"]=> string(0) "" ["post_status"]=> string(7) "publish" ["comment_status"]=> string(4) "open" ["ping_status"]=> string(4) "open" ["post_password"]=> string(0) "" ["post_name"]=> string(21) "digiuno-intermittente" ["to_ping"]=> string(0) "" ["pinged"]=> string(0) "" ["post_modified"]=> string(19) "2014-12-17 17:17:20" ["post_modified_gmt"]=> string(19) "2014-12-17 16:17:20" ["post_content_filtered"]=> string(0) "" ["post_parent"]=> int(0) ["guid"]=> string(41) "http://www.professionefitness.com/?p=2398" ["menu_order"]=> int(0) ["post_type"]=> string(4) "post" ["post_mime_type"]=> string(0) "" ["comment_count"]=> string(1) "0" ["filter"]=> string(3) "raw" } ["comment_count"]=> int(0) ["current_comment"]=> int(-1) ["found_posts"]=> string(3) "325" ["max_num_pages"]=> float(41) ["max_num_comment_pages"]=> int(0) ["is_single"]=> bool(false) ["is_preview"]=> bool(false) ["is_page"]=> bool(false) ["is_archive"]=> bool(true) ["is_date"]=> bool(false) ["is_year"]=> bool(false) ["is_month"]=> bool(false) ["is_day"]=> bool(false) ["is_time"]=> bool(false) ["is_author"]=> bool(false) ["is_category"]=> bool(true) ["is_tag"]=> bool(false) ["is_tax"]=> bool(false) ["is_search"]=> bool(false) ["is_feed"]=> bool(false) ["is_comment_feed"]=> bool(false) ["is_trackback"]=> bool(false) ["is_home"]=> bool(false) ["is_404"]=> bool(false) ["is_comments_popup"]=> bool(false) ["is_paged"]=> bool(false) ["is_admin"]=> bool(false) ["is_attachment"]=> bool(false) ["is_singular"]=> bool(false) ["is_robots"]=> bool(false) ["is_posts_page"]=> bool(false) ["is_post_type_archive"]=> bool(false) ["query_vars_hash"]=> string(32) "c8d5c2817808602b689045368db742f4" ["query_vars_changed"]=> bool(true) ["thumbnails_cached"]=> bool(false) }
17/12/2014 Alimentazione

Digiuno intermittente

Una moda ricorrente e intermittente

Alessandro Lanzani

La pratica del digiuno intermittente è di moda , ma anche questa moda è intermittente e ricorrente come il digiuno. Tanto e vero che pervade la storia dell’umanità dai suoi albori. Il digiuno intermittente  affonda le sue radici nella notte dei tempi fino alle archeo religioni in cui  il banchetto propiziatorio  (sacrifico apotropaico) e il digiuno (espiativo e purificatorio) si alternavano nei ritmi  alimentari e sociali delle prime tribù organizzate. Il digiuno intermittente si è poi perfezionato anche nelle religioni moderne: venerdì di magro e quaresima  nella religione cristiana, Ramadan in quella musulmana, forme diverse di digiuno temporale in quella ebraica. Normative...

01/12/2014 Prevenzione e Salute

Artrosi di ginocchio

protocolli di ginnastica per personal trainer

Edoardo Lanzani

Artrosi di ginocchio. Capita spesso che in palestra si presentino all’attenzione dell’istruttore o del personal trainer dei casi particolari, in cui il soggetto è portatore di patologie che in palestra devono essere affrontate con particolare cautela e solide conoscenze. Il lavoro dell’operatore, in questi casi, senza avere alcuna connotazione riabilitativa, si carica comunque di responsabilità; per questo è importante stabilire un metodo di studio e lavoro che consenta di affrontare con serenità e competenza anche le situazioni più complesse, individuando nel...

28/11/2014 Community Business

certificato medico sportivo non agonistico : il modulo corretto.

convegno sulla responsabilità del medico e del Presidente

redazione

Certificato medico sportivo non agonistico : il modulo corretto è stato riconfermato nel recente decreto del mostro della salute Lorenzin. il convegno organizzato dalla Polisportiva Garegnano 1976 in collaborazione con UISP. I medici abilitati  alla certificazione sono i medici di base...

17/11/2014 Prevenzione e Salute

Certificati medici sportivi in palestra

ultimi aggiornamenti

Alessandro Lanzani

Certificati medici sportivi in palestra. Procede ormai con cadenza periodica  la ristrutturazione delle normative che disciplinano  i certificati medici sportivi  necessari per svolgere attività fisico sportiva...

05/11/2014 La Scuola

fitness trainer e personal posturale low cost

aperte le iscrizioni sessione febbraio 2015

redazione

Fitness Trainer e personal posturale low cost : sono aperte le iscrizioni ai corsi di Fitness Trainer  e  personal postural della scuola di profession fitness. Come già...

21/07/2014 Community Business

Personal Posturale

il nuovo corso della Scuola di Professione Fitness

redazione

Personal Posturale:  il nuovo corso di formazione professionale della Scuola di Professione Fitness ad ottobre 2014 la novità didattica per la formazione completa dei professionisti del...

04/07/2014 La Scuola

fitness trainer

i nuovi istruttori

redazione

Si sono svolti oggi venerdì 4 luglio 2014 gli esami per ottenere la certificazione di fitness trainer della

27/06/2014 Fitness Metabolico

diabete e fitness metabolico

Alessandro Lanzani

Il fitness metabolico ha l’obiettivo di trasformare i soggetti sedentari affetti da diabete e  più in generale dalla sindrome metabolica in soggetti “motori” attraverso il...