30/09/2008 Costume e società

Sedentari e sovrappeso

I dati della piu' completa e vasta indagine mai realizzata in Italia

a cura della redazioneL’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano e’ un’indagine che. dal 2004. mira a rilevare le abitudini alimentari della popolazione italiana per monitorare la quantita’ di nutrienti assunti con i vari cibi consumati su base settimanale e mensile. Il metodo e’ osservazionale. in cui i dati sono raccolti sulla base di obiettivi di conoscenza specifici e il cui fine e’ misurare in una popolazione la presenza di una o piu’ condizioni. I dati sono raccolti. omogeneamente su tutto il territorio nazionale. somministrando uno specifico questionario agli assistiti. grazie alla collaborazione con FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e SIMG (Societa’ Italiana di Medicina Generale). A seguito della ricerca sono in programma una serie di interventi educativi e correttivi svolti dai medici sui pazienti per risolvere le questioni legate alle problematiche alimentari. I risultati ottenuti. raccolti e commentati da un Comitato Scientifico. sono pubblicati annualmente e costituiscono un punto di riferimento epidemiologico importante. L’obiettivo dell’Osservatorio. oltre allo screening della popolazione rispetto alle abitudini alimentari. e’ anche quello di individuare le relazioni esistenti tra salute e nutrizione e. piu’ in generale. lo stile di vita adottato. In particolare. negli ultimi dati pubblicati si e’ voluto analizzare il rapporto fra stile di vita e “buon invecchiamento”. prendendo in esame le variabili negative ad esso associate:
– elevato indice di massa corporea (BMI) e circonferenza vita
– sedentarieta’
– alcool
– fumo
– inadeguato introito di alcuni alimenti e nutrienti associati ad effetto preventivo nei confronti di neoplasie e malattie cronico-degenerativeOBESITA’ VISCERALE E OBESITA’ NORMOPESO
L’accumulo di adipe a livello viscerale e’ il principale determinante della sindrome da insulino-dipendenza (ipertensione. dislipidemia. prediabete). Inoltre. le cellule adipose in sede addominale rilasciano piu’ citochine ad azione infiammatoria sistemica; le citochine. oltre a determinare resistenza insulinica. contribuiscono alla formazione di radicali liberi. che contribuiscono al processo di invecchiamento. Le indicazioni fornite dall’OMS definiscono un rischio elevato di malattie cardiovascolari per una circonferenza addominale uguale o superiore a 88 cm nella femmina e 102 cm nel maschio (popolazione adulta). Dall’indagine emerge che l’obesita’ viscerale colpisce maggiormente la popolazione femminile italiana rispetto a quella maschile

(tabella 1). raggiungendo il 49% nelle donne sopra i 50 anni. Il dato e’ interessante considerato che. in genere. il sesso femminile e’ caratterizzato da una distribuzione di grasso in eccesso di tipo “ginoide” (giustappunto). che coinvolge prettamente la zona gluteo-femorale. Se correlato al BMI (Body Mass Index). se ne ricava che piu’ ci si avvicina allo stato di obesita’. definito da un BMI uguale o superiore a 30 kg/m2. piu’ esiste corrispondenza con i dati che misurano l’obesita’ viscerale; ma mentre per le donne obese da BMI questi indici si confermano vicendevolmente. le donne inquadrate come soprappeso o addirittura normopeso. secondo il BMI. possono rivelarsi affette da obesita’ viscerale. rilevata con circonferenza addominale (Tabella 2).
Ne emerge un nuovo fenomeno definito di obesita’ normopeso. che rappresenta il 13% della popolazione femminile: donne che. pur avendo un peso normale in base al BMI. sono. senza rendersene conto. ad aumentato rischio cardiovascolare. Nella popolazione maschile la discordanza dei due indici e’ ancora piu’ rilevante. Riferendosi al BMI. rispetto alle femmine sono i maschi ad avere percentuali maggiori di soprappeso (46%) e obesita’ (19%); eppure. per quanto riguarda la circonferenza addominale. le percentuali si abbassano notevolmente. In questi casi. la misurazione della circonferenza addominale servira’ a individuare quei soggetti a maggior rischio cardiovascolare e distinguerli da quelli (soprattutto nelle fasce d’eta’ piu’ giovani) dove il peso elevato e’ riconducibile alla massa muscolare e non al grasso.
SEDENTARIETA’ E ATTIVITA’ MOTORIA
Per avere degli indici di riferimento rispetto alla sedentarieta’. sono state quantificate le ore al giorno dedicate a PC. TV e giochi elettronici. in base alle quali sono stati codificati gli stili di vita definiti come “sedentario” e “non sedentario”

(tabella 3).
Ai non sedentari sono poi stati chiesti dati specifici relativi all’attivita’ fisica svolta. La media del tempo trascorsa nelle attivita’ sedentarie sopra elencate e’ di circa 2 ore al giorno nella popolazione adulta. dato che peggiora superando i 50 anni. soprattutto nella popolazione maschile. Solo il 15% degli adulti pratica attivita’ motoria almeno 3 volte la settimana. come raccomandato per la prevenzione delle malattie a carico dell’apparato cardiocircolatorio. Dai dati raccolti si deduce che nel pensiero comune la popolazione adulta ha ben compreso il legame fra attivita’ fisica e aspetto estetico (forma. perdita di peso. tonicita’). mentre ancora non e’ passato il link molto piu’ importante che collega l’attivita’ motoria alla promozione della salute e al rallentamento dei processi di invecchiamento: uno sforzo educativo ancora tutto da affrontare. Per quanto riguarda la relazione fra stile di vita sedentario. BMI e obesita’ viscerale. e’ stato evidenziato che vi e’ una proporzionalita’ inversa fra sedentarieta’ e BMI. prevalente nel sesso maschile. cosi’ come nei confronti dell’obesita’ viscerale. soprattutto nel sesso femminile
(tabella 4)
. Non e’ stata invece rilevata una corrispondenza evidente e omogenea fra ore trascorse in attivita’ sedentarie e obesita’ viscerale. In seguito a queste evidenze. i ricercatori hanno individuato nel medico di medicina generale e nel medico di famiglia. le persone che piu’ di altre possono intervenire per favorire l’adozione di stili di vita sani. e hanno preparato un programma da consigliare. diviso in piu’ punti.
COSA VUOLE DIRE INVECCHIARE BENE?
Invecchiare bene non consiste solo nel prevenire e curare quegli “eventi” avversi di salute

che si associano alla non autosufficienza fisica e mentale. ma anche e soprattutto avere una buona qualita’ di vita. Anche in assenza di eventi “acuti” di malattia. una vita sessuale compromessa. l’aumentata fragilita’ conseguente alla riduzione sia delle masse muscolari (sarcopenia) che della densita’ ossea e la ridotta funzione cognitiva possono compromettere notevolmente la qualita’ di vita.
Le basi per invecchiare bene si gettano molto presto. a volte gia’ a partire dall’infanzia. quando le esperienze nutrizionali e motorie. reiterate e quasi sempre avvalorate dal comportamento dei genitori. si consolidano in abitudini che rappresentano lo stile di vita dell’individuo divenuto adulto.
I dodici punti per invecchiare bene si possono riassumere in tre macro argomenti:
1 – mantenersi attivi e ridurre i comportamenti sedentari. scegliendo in quest’ottica come effettuare gli spostamenti quotidiani e le attivita’ del tempo libero;
2 – modificare il proprio stile di vita. eliminando il fumo e mantenendo in allenamento le capacita’ cerebrali e un sano ottimismo;
3 – scegliere un’alimentazione corretta. evitando gli eccessi. rispettando i ritmi biologici e i principi della dieta mediterranea. garantendo il giusto apporto di tutti i principi nutritivi.
Elementare. Watson?

DIDA

(Tabella 1) Fonte: Osservatorio Grana Padano. marzo 2008
(Tabella 2) Fonte: Osservatorio Grana Padano. marzo 2008
(Tabella 3) Fonte: Osservatorio Grana Padano. marzo 2008
(Tabella 4) Fonte: Osservatorio Grana Padano. marzo 2008
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