19/12/2008 Alimentazione

Functional food – Nozioni di base

Di Milena Marega
Milena.marega@libero.it

Lo scopo primario della dieta è quello di fornire i principi nutritivi di base necessari a soddisfare le esigenze nutrizionali della persona. in modo da prevenire malattie e disturbi dovuti alla carenza di certi principi nutritivi e fornire i “mattoni di base”. fondamentali per lo sviluppo e la crescita e/o la riparazione dei tessuti. Negli ultimi anni. tuttavia. il concetto di cibo ha subito una radicale trasformazione fino al punto da attribuire agli alimenti. oltre alle classiche proprietà nutrizionali e sensoriali. anche un importante ruolo nel mantenimento di un corretto stato di salute e nella riduzione dell’insorgenza di alcuni tipi di patologie. Si è arrivati ad affermare che la dieta può aiutare non solo a raggiungere uno stato di salute e di sviluppo ottimali. ma che potrebbe anche giocare un ruolo importante nel ridurre il rischio di alcuni disturbi e malattie. La moderna scienza dell’alimentazione è passata dal concetto di alimentazione “adeguata” a quello di alimentazione “positiva” o “ottimale”. Sono diversi i fattori che hanno portato a questa evoluzione:
– aumento delle evidenze scientifiche a sostegno dell’esistenza di uno stretto legame tra alimentazione e salute;
– aumento del numero di anziani e della vita media. che hanno anche determinato il desiderio di migliorare la qualità della propria vita;
– aumento dei costi sanitari. fattore strettamente correlato al sempre maggior numero di persone anziane.
Il risultato di questa metamorfosi è rappresentato da una nuova categoria di prodotti chiamati functional foods o alimenti funzionali. cioè alimenti potenzialmente in grado di migliorare lo stato di salute e benessere e di ridurre il rischio. o ritardare l’insorgenza. di gravi patologie quali le malattie cardiovascolari. il cancro e l’osteoporosi. Oggigiorno gli sforzi sono concentrati sull’identificazione e lo sviluppo di tali prodotti che. abbinati a uno stile di vita sano. potrebbero dare un contributo concreto alla salute e al benessere.

DEFINIZIONE DI ALIMENTI FUNZIONALI
Il concetto di functional foods ebbe origine i primi anni ‘80 in Giappone. dove il governo finanziò 86 programmi specifici per la ricerca e lo sviluppo delle funzioni degli alimenti. al fine di migliorare la qualità della vita di un numero crescente di anziani e controllare così i costi sanitari. Nel 1991 fu introdotto il concetto di alimenti specificamente sviluppati per favorire la salute o ridurre il rischio di malattie e fu coniato il termine FOSHU. cioè “ Foods for Specified Health Use”; nello stesso anno furono anche stilate le norme relative ai prodotti FOSHU e tali prodotti furono ufficialmente definiti come un sottogruppo della categoria degli alimenti destinati a speciali usi dietetici. Sebbene in Giappone i functional foods  costituiscano una categoria ben distinta e definita di prodotti alimentari. negli altri Paesi la situazione non è ancora ben chiara. tanto che non esiste ancora una definizione universalmente accettata.
In generale. in accordo con la maggior parte delle definizioni date dai diversi organismi. un alimento può essere considerato funzionale se dimostra. in maniera soddisfacente. di avere effetti positivi su una o più funzioni specifiche dell’organismo. che vadano oltre i normali effetti nutrizionali. in modo tale che sia rilevante per il miglioramento dello stato di salute e di benessere e/o la riduzione del rischio di malattia. I prodotti funzionali devono rimanere “alimenti”. come tradizionalmente li conosciamo. e non presentarsi in forma di pillole o capsule. e devono dimostrare la loro efficacia nelle quantità normalmente consumate nella dieta.
Funzionale può essere un alimento integrale naturale. un alimento a cui è stato aggiunto un componente o un alimento da cui è stato eliminato un componente. con mezzi tecnologici o biotecnologici. Può anche trattarsi di un alimento in cui è stata modificata la natura o la biodisponibilità di uno o più componenti. o una qualsiasi combinazione di queste possibilità. Infine. un alimento funzionale può essere destinato alla popolazione in genere. oppure a gruppi specifici di persone che possono essere definiti. per esempio. in base all’età o alla costituzione genetica.

HEALTH CLAIM
Un concetto molto importante. strettamente legato a quello degli alimenti funzionali. e a cui si fa riferimento nelle normative e nelle discussioni relative ai functional foods. è quello di “claim” in generale e di “health claims” in particolare.
Come definito dal Codex Alimentarius (programma nato dalla collaborazione tra l’Organizzazione per il Cibo e l’Agricoltura delle Nazioni Unite – FAO – e l’Organizzazione Mondiale della Sanità  -OMS – volto a definire gli standard per gli alimenti). con il termine “Claim” si intende “qualsiasi messaggio o rappresentazione. incluse quelle grafiche e simboliche. che stabilisce. suggerisce o implica che un prodotto ha particolari caratteristiche che sono in relazione con la sua origine. proprietà nutrizionali. natura. produzione. modo di lavorazione. composizione ed ogni altra qualità”. La situazione relativa al termine “health claim” invece è molto più complessa e controversa. I principi generali in questo campo sono disciplinati dalla direttiva europea 2000/13/EC. che stabilisce che è vietato attribuire a qualsiasi alimento la capacità di prevenire. trattare o curare uno stato di malattia. I principi di tale direttiva sono stati successivamente integrati dal Regolamen-to (CE) n. 1924/2006 – a sua volta modificato dal Regolamento (CE) n. 109/2008 – che stabilisce disposizioni specifiche riguardanti l’utilizzo delle indicazioni nutrizionali e sulla salute relative ai prodotti alimentari forniti come tali al consumatore. In particolare. per quanto concerne le indicazioni sulla salute. queste sono consentite solo se sull’etichettatura o. in mancanza di etichettatura. nella presentazione o nella pubblicità. sono comprese le seguenti informazioni:
a) una dicitura relativa all’importanza di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano;
b) la quantità dell’alimento e le modalità di consumo necessarie per ottenere l’effetto benefico indicato;
c) un’appropriata avvertenza per i prodotti che potrebbero presentare un rischio per la salute se consumati in quantità eccessive.
In generale. sostiene lo sviluppo di due tipi di claims per gli alimenti funzionali:
1. tipo A. claim correlati al “miglioramento di una funzione biologica”. che fanno riferimento a specifici effetti positivi di un alimento o componente alimentare su specifiche attività fisiologiche. psicologiche e biologiche che vanno oltre il loro ruolo accertato nella crescita. nello sviluppo e in altre normali funzioni dell’organismo;
2. tipo B. claim correlati alla “riduzione del rischio di malattia”. che riguardano la possibilità di ridurre il rischio di malattia attraverso il consumo di un alimento o di un componente alimentare che potrebbe contribuire alla riduzione del rischio di una data malattia o di uno stato patologico grazie a specifici nutrienti o non nutrienti in esso contenuti (per esempio. il folato può ridurre in una donna la probabilità di avere un figlio con difetti del midollo spinale e un apporto sufficiente di calcio può contribuire a ridurre il rischio di osteoporosi nell’anziano).

ALIMENTI E INGREDIENTI FUNZIONALI
I functional foods possono essere classificati in:
1. prodotti naturali. come i vegetali. che contengono già naturalmente componenti biologicamente attivi;
2. prodotti trattati. cioè alimenti che di base non contengono. o contengono solo in piccole quantità. componenti bioattivi e che per diventare functional foods hanno subito interventi tecnologici di diverso tipo. che ne hanno in qualche modo modificato la composizione.
In particolare. si può intervenire nei seguenti modi:
– eliminazione di uno o più componenti aventi effetti negativi sullo stato di salute;
– incremento del livello di uno o più componenti con effetti benefici che si trovano già naturalmente nel prodotto di partenza. ma che sono presenti in quantità troppo basse e/o vengono persi durante certi processi tecnologici (definito arricchimento);
– addizione di uno o più ingredienti biologicamente attivi non presenti nella materia prima di partenza (definita fortificazione);
– parziale sostituzione di uno o più componenti aventi effetti negativi sulla salute con altri ingredienti bioattivi.
Tralasciando i functional foods naturali. che non necessitano di particolari processi tecnologici. nel contesto dei prodotti trattati sono tre gli “ingredienti” che. combinati tra loro. portano al prodotto funzionale finale:
1) prodotti tradizionali di partenza. sono i prodotti classici della dieta (latte e derivati. cerali. carne. oli e grassi) che arricchiti. fortificati o privati di un qualche componente vengono trasformati da prodotti tradizionali in functional foods;
2) ingredienti biologicamente attivi da addizionare. possono essere composti naturali. come per esempio sostanze antiossidanti. acidi grassi. fitosteroli. minerali e vitamine. composti sintetici. ottenuti ex-novo attraverso la sintesi chimica. composti ottenuti attraverso l’applicazione di biotecnologie. come per esempio l’uso di particolari enzimi (molto specifici) o microrganismi capaci di sintetizzare un composto specifico;
3) processi tecnologici. per introdurre nei prodotti tradizionali. o nelle materie grezze di partenza. gli ingredienti funzionali. comprendono sia tecniche utilizzate per ottenere nuovi ingredienti bioattivi (come tecniche di ingegnerie genetica o biotecnologie). sia tecniche applicate per introdurre l’ingrediente funzionale nel prodotto tradizionale di partenza.
 

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