21/04/2009 Allenamento

Ernia discale intraspongiosa – Indicazione tecniche per il trattamento in palestra

Capita spesso che in palestra si presentino all’attenzione dell’istruttore o del personal trainer dei casi particolari, in cui il soggetto è portatore di patologie che devono essere affrontate con particolare cautela e solide conoscenze. Il lavoro dell’operatore, in questi casi, senza avere alcuna connotazione riabilitativa, si carica comunque di responsabilità; per questo è importante stabilire un metodo di studio e lavoro che consenta di affrontare con serenità e competenza anche le situazioni più complesse, individuando nel contempo i propri ambiti d’intervento e i limiti operativi.

Anamnesi e storia clinica
Questo caso è particolarmente interessante perché documenta una patologia spesso misconosciuta che può essere responsabile di lombalgie ribelli.
Infatti il sig. Francesco C., 37 anni, si presenta in palestra già fornito delle indagini diagnostiche che documentiamo. Si tratta di un caso di ernia discale intraspongiosa.
  Foto 1


Nella foto sotto è documentata con una TAC l’ernia discale intraspongiosa.La proiezione è laterale. La freccia indica il punto dell’ernia del disco nella spongiosa del corpo vertebrale della quarta vertebra lombare (L4).
P S  sono i processi spinosi delle vertebre.

Descrizione della patologia
L’ernia discale intraspongiosa è una patologia del disco intervertebrale e del corpo vertebrale. La pressione che il disco sopporta si scarica sul corpo vertebrale e, se supera la resistenza del della lamina ossea di rivestimento del corpo vertebrale, il nucleo polposo del disco migra all’interno della spongiosa.
La spongiosa è il trabecolato osseo che compone l’interno del corpo vertebrale; non si tratta di osso compatto ma di una fitta rete di trabecole che permettono una notevole stabilità con un grande risparmio di peso.
Quello che bisogna sottolineare è che la lamina di corticale che riveste il corpo vertebrale è relativamente sottile e quindi si può verificare uno sfondamento della superficie con una migrazione del disco. In questo caso si realizza una ernia discale intraspongiosa. L’ernia discale intraspongiosa rappresenta un elemento infiammatorio che può essere causa di una sintomatologia dolorosa. L’eventuale progressione dell’ernia può determinare la diminuzione dello spessore del disco e questo a sua volta può essere causa della ridu zione dello spazio intervertebrale. Il risultato finale può essere quindi una sofferenza delle radici nervose  emergenti dal midollo osseo e che escono attraverso i forami di coniugazione.
 Foto


L’immagine della pagina a lato è stata eseguita sul piano sagittale di simmetria. Queto piano taglia  a metà il corpo dividendolo in una parte destra e in una sinistra. In questo caso permette di centrare esattamente il livello della lesione che è sul piano sagittale mediano di simmetria.

Informazioni necessarie per trattare il caso
La diagnosi è comunque una diagnosi ortopedica supportata dalla documentazione della tac o della risonanza magnetica nucleare. E’ importante conoscere se si tratta dell’unica patologia del rachide o se ve ne sono altre associate che possono complicare il caso.
Obiettivi
Gli obiettivi consistono in due punti.
– Evitare che l’attività fisica e in particolare delle compressioni dirette o indirette sulla colonna vertebrale possano favorire la migrazione dell’ernia.
– Potenziare in modo graduale e progressivo il tono della muscolatura addominale e paravertebrale al fine di stabilizzare il più possibile la colonna.
E’ importante che ci sia un monitoraggio ortopedico per valutare la frequenza degli esami di controllo e la evoluzione clinica del caso.
L’ attività fisica in palestra deve essere concordata nei dettagli con l’ortopedico.
In caso di sovrappeso è opportuno il calo ponderale, sono da evitare gli sport che possono determinare un peggioramento. Sono gli sport caratterizzati da frequenti concussioni della colonna come si può verificare nell’equitazione, lo sci etc.etc. Oppure in sport con frequenti salti,come basket e pallavolo, eseguiti in modo scoordinato.
  Foto


In questo particolare è stata evidenziata la forma  e la dimensione dell’ernia intraspongiosa. L3 è la terza vertebra lombare; L4 è la quarta vertebra lombare; D è il disco e la freccia indica la migrazione del disco a livello della spongiosa.


Come realizzare gli obiettivi

Si tratta di allenare la colonna senza sovraccarichi; vanno bene gli esercizi per tutta la fascia addominale con molta attenzione alla cura della respirazione in modo da non realizzare delle compressioni legate all’aumento della pressione endotoracica.
L’aria deve uscire liberamente durante la fase attiva dell’esercizio.
Esercizi consigliati
Tutti gli esercizi per gli addominali, paravertebrali e obliqui sono consigliati. La cosa importante è una valutazione sul livello di forma del soggetto in modo da non costringerlo a prestazioni eccessive con perdita di coordinazione motoria e respiratoria.
La cura della respirazione è fondamentale.
Esercizi sconsigliati
Tutti gli esercizi di compressione diretta o indiretta sulla colonna: squat: calf in piedi, presse, rotazione del tronco con bilanciere. Sono da evitare inoltre le posizioni estreme sia di flessione che di estensione della colonna perché potrebbero determinare degli aumenti di pressione localizzati con l’effetto di spingere ulteriormente il disco intervertebrale nella spongiosa ossea.
Controllo degli obiettivi
Il controllo della evoluzione clinica è di pertinenza medica. Dal punto di vista dell’allenamento devono essere monitorati i progressi del tono e del trofismo muscolare del distretto addominale, deve essere monitorato il peso e l’eventuale dimagramento. Ulteriori decisioni devono essere concordate con il medico per decidere la frequenza degli esami di controllo e le eventuali modifiche all’attività in palestra.

 Tratto da Casi clinici in palestra – seconda serie
Di Alessandro Lanzani
Alea edizioni
Pag 120
Euro 21

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