29/04/2009 Community Business

FIBO 2009: fitness a gonfie vele.

La retorica è solo nel titolo, e se vi sembra la solita esagerata esaltazione è perché al Fibo non ci siete andati. Già l’abbia scritto per la scorsa edizione, ma vale la pena di ripeterlo: una gita a Essen merita non solo per capire dove tira il vento, ma soprattutto per sentire che il vento c’è, eccome se c’è! La presentazione alla stampa dell’evento preannunciava uno scenario di tutto rispetto: studi effettuati dalla Federazione delle Palestre Tedesche (sì, loro hanno una federazione!) parlano di oltre 6 milioni di utenti fitness che entro il 2020, spinti da una sempre più sostenuta motivazione salutistica, arriveranno a raddoppiare.

Anche gli studi di settore per il 2009 sottolineano questa tendenza: “la percezione dell’importanza della salute è attualmente, per molti centri fitness, il fattore numero 1 per l’acquisizione di nuovi soci” ha dichiarato Olaf Tomscheit, direttore Fibo e Presidente dell’Industria Tedesca del Fitness e Health, a due giorni dall’apertura del Salone. Tanto che oltre il 62% delle imprese fitness si aspetta, per il 2009, un ulteriore miglioramento della situazione economica rispetto l’anno precedente e solo il 7% attende un peggioramento della congiuntura di settore, mentre il 31% pensa a una stabilità congiunturale. Visto con i nostri occhi, abituati all’aria di crisi e recessione, fa una certa impressione. “Sì certo – qualcuno potrebbe dire – le solite sterili cifre che nulla hanno a che fare con la realtà”. “Sbagliato!” diciamo noi, che al Fibo ci siamo andati e abbiamo guardato, ascoltato e toccato con mano una realtà che una volta tanto non si discosta dalla fotografia. Ecco, magari ci aspettavamo che FiboMed, il nuovo Salone della salute e prevenzione, fosse più ampio. Ma anche noi sappiamo quanto questo incontro risulti culturalmente difficile e lento. Del resto, testimonianze dell’avvenuto link tra fitness e medicale si potevano trovare praticamente in ogni stand, sia nelle nuove linee di isotoniche, proposte e adattate anche per la rieducazione funzionale, sia nelle linee per il cardiofitness, con programmi di rilevazione cardiaca sempre più sofisticati e adeguabili a ogni tipo di utenza. Rispetto ai nuovi prodotti, le parole Reha, Preventiv, Med, declinate in tutte le loro variabili, erano senz’altro i prefissi e le desinenze più utilizzati. Altro link emerso con rinnovato interesse è quello del fitness con il divertimento, in particolar modo connesso con i giochi elettronici: vi presenteremo le novità in maniera dettagliata nei prossimi giorni. Per il momento vogliamo ribadire il successo a pieno diritto di questa manifestazione fieristica, giunta quest’anno a 517 espositori (+ 9,1% rispetto al 2008) provenienti da 38 Paesi, forte nei contenuti espositivi, così come nell’organizzazione e nella distribuzione degli spazi. 71mila metri quadrati per 11 Padiglioni in cui le diverse anime della manifestazione (l’esposizione BtoB, FiboActive, FiboEvent e FiboPower) hanno trovato il giusto posizionamento, senza dare adito a fastidiose interferenze, e nello stesso tempo facilmente raggiungibili da tutti i visitatori.


A proposito di visitatori, anche in questo caso il trend è cresciuto e con un +3% raggiunge quota 48.800 presenze, un nuovo record per il Fibo. Questi risultati devono far riflettere sul significato della parola “crisi”, da noi spesso utilizzata come una sorta di attenuante, di giustificazione a qualsiasi insuccesso. Forse sarebbe meglio cominciare a pensare che più che di crisi economica si dovrebbe parlare di crisi di idee e di proposte nuove, valide e vincenti. I risultati di un sondaggio effettuato da una società indipendente su un importante campione di visitatori parrebbe confermare questa riflessione: oltre il 12% dei visitatori professionali ha effettuato ordini durante la Fiera per un quantum di oltre 200.000 euro e almeno un quarto di questi operatori ha superato investimenti per oltre un milione di euro. Anche lo shopping “pronta consegna” è stato molto praticato: un fitness-fan su tre ha comprato prodotti per un valore di oltre 100 euro e uno su sette ha speso oltre 500 euro per abbigliamento o per articoli sportivi innovativi.

Attenzione dunque, perché il Fibo, che ormai da anni ha conquistato la leadership delle fiere europee di settore, rischia di rappresentare nel futuro l’unica fiera di riferimento per il fitness professionale italiano. L’aereo della AirBerlin che ci ha condotti a Dusseldorf (15 minuti da Essen) era occupato quasi interamente da professionisti del settore fitness in visita al Fibo, chi optando per una gita in giornata, chi in più giorni, magari approfittandone per visitare alcuni dei centri fitness più innovativi della Germania. Il prezzo del biglietto aereo? Poco più di 100 euro, tasse incluse. Stiamo facendo propaganda? Chiamatela come volete, ma di una cosa siamo certi: dalle nostre parti è tempo di darsi una mossa!

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