16/06/2009 Community Business

Le principali novità fiscali del 2009 – Guida operativa



di Paola Bruni Zani paolabrunizani@studiobrunizani.it


Scopo del presente lavoro è quello di fornire a manager e imprenditori una guida operativa per interpretare e applicare correttamente le principali novità fiscali introdotte dal decreto anti-crisi, D.L. 185/2008 entrato in vigore il 29/11/2008 e poi convertito con modifiche dalla Legge n. 2/2009.

DETRAZIONE PER INTERVENTI DI RISPARMIO ENERGETICO

L’articolo 1 commi 344 – 349 della Legge 296/2006 prevede la detrazione del 55% relativa agli interventi di riqualificazione energetica in relazione alle spese sostenute entro il 31/12/2010. La norma in questione, già commentata sulle pagine di questa rivista, ha subito recenti modifiche. Le nuove disposizioni, che si applicano con riferimento alle spese sostenute nei periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2008, prevedono:

– la detrazione di imposta del 55% deve essere obbligatoriamente ripartita in 5 rate annuali di pari importo; non risulta quindi più possibile scegliere in quante rate suddividere l’importo derivante dalla detrazione;

– per le spese sostenute nel 2008 si applica la disciplina normativa previgente;

– per le spese sostenute a decorrere dal 2009 i soggetti interessati, per poter usufruire della detrazione del 55%, devono inviare telematicamente un modello all’Agenzia delle Entrate; questo modello è stato approvato con Provvedimento Agenzia Entrate del 6/5/2009;

– non è più richiesta la presentazione di un’istanza preventiva alla quale la precedente versione del Decreto subordinava la fruizione della detrazione.

RIVALUTAZIONE DEI BENI DI IMPRESA

Una delle più significative disposizioni del Decreto anti-crisi consente alle imprese di rivalutare gli immobili d’impresa. Obiettivo della rivalutazione è quello di “aggiornare” il valore contabile degli immobili delle imprese, consentendo di rafforzare la struttura patrimoniale aziendale e, previo assolvimento delle imposte sostitutive, ottenere vantaggi fiscali in termini di maggiori ammortamenti futuri e minori plusvalenze in caso di vendita degli immobili. In sintesi, le disposizioni riguardanti la rivalutazione possono essere schematizzate nella tabella 1.





RIVALUTAZIONE IMMOBILI: OPPORTUNITÀ E COSTI

soggetti interessati

Spa, Srl, Sapa, società cooperative e di mutua assicurazione;

snc, sas;

enti commerciali e trust;

imprese individuali

Che nella redazione del bilancio non adottano i principi contabili internazionali.

beni rivalutabili

Immobili strumentali, immobili patrimonio e aree non fabbricabili.

Devono obbligatoriamente essere rivalutati tutti i beni appartenenti alla medesima categoria omogenea.

La rivalutazione deve essere effettuata nel bilancio 2008 e sono rivalutabili i beni immobili risultanti dal bilancio in corso al 31/12/2007.

Sono esclusi gli immobili merce (alla cui produzione e scambio è diretta l’attività dell’impresa) e le aree fabbricabili.










tipologia di rivalutazione

Rivalutazione solo civilistica

Tale tipologia di rivalutazione rafforza la situazione patrimoniale aziendale e non comporta alcun costo, cioè non è dovuta alcuna imposta sostitutiva.

Non ci sono vantaggi fiscali associati alla rivalutazione solamente civilistica.

Rivalutazione valida anche a fini fiscali

Per poter ottenere il riconoscimento fiscale del maggior valore dell’immobile è necessario versare un’imposta sostitutiva dell’Irpef – Ires – Irap e addizionali pari al 3% per i beni ammortizzabili e all’1,5% per i beni non ammortizzabili.

La validità fiscale dei maggiori valori è differita:

al 2013 per il calcolo degli ammortamenti sul valore rivalutato;

all’1/1/2014 per il calcolo delle plusvalenze/minusvalenze in caso di vendita.

Il saldo attivo di rivalutazione può essere affrancato mediante il versamento di un’imposta sostitutiva del 10%.

valutazione di convenienza circa la rivalutazione

Una corretta valutazione deve attentamente ponderare:

il costo della rivalutazione, cioè la quantificazione dell’imposta sostitutiva sul maggior valore dell’immobile (3% o 1,5% sull’importo della rivalutazione);

il beneficio della rivalutazione in termini di risparmio fiscale, valutando le imposte che si risparmiano sui maggiori ammortamenti deducibili e sulle minori plusvalenze in caso di alienazione dell’immobile.

Un calcolo corretto deve anche tener conto del fatto che la validità fiscale della rivalutazione è differito al 2013 e 2014 (quindi è necessario attualizzare a tale data le imposte risparmiate).





DEDUCIBILITÀ DELL’IRAP AI FINI REDDITUALI

A decorrere dal periodo di imposta in corso al 31/12/2008, è ammessa in deduzione la quota del 10% dell’Irap pagata nel periodo di imposta. In termini pratici è quindi possibile dedurre dall’Ires e dall’Irpef il 10% dell’Irap pagata; a titolo esemplificativo, una Srl che ha pagato nel 2008 € 10.000,00 di Irap, per effetto di tale disposizione avrà un risparmio fiscale pari al 27,5% di € 10.000,00. La norma, inoltre, prevede la possibilità di recupero delle maggiori imposte versate negli anni precedenti a causa della totale indeducibilità dell’Irap. Il recupero è ammesso in relazione all’Irap pagata nei quattro anni precedenti e per ottenere il rimborso è necessaria la presentazione di un’istanza di rimborso in via telematica.


ESIGIBILITÀ DIFFERITA DELL’IVA

È in vigore dal 28 aprile 2009 la disposizione che prevede la possibilità di applicazione dell’esigibilità differita dell’Iva. Il principio sottostante a tale disposizione consiste nel rendere esigibile l’Iva al momento dell’incasso. In altre parole, chi emette fatture a fronte di cessioni di beni o prestazioni di servizi rese deve versare l’Iva all’erario solamente quando incassa le relative fatture; per contro, l’acquirente può detrarre l’Iva relativa ai beni o servizi acquistati solo quando paga la fattura. Tale norma ha l’indubbio vantaggio di non appesantire finanziariamente le imprese, che spesso sono debitrici di Iva anche senza aver incassato, in tutto o in parte, i corrispettivi delle cessioni o prestazioni effettuate; dal punto di vista pratico/contabile è necessario monitorare attentamente e tempestivamente gli incassi e i pagamenti delle fatture e conservare evidenza contabile degli incassi e pagamenti effettuati. È importante ricordare che non tutte le imprese possono beneficiare dell’esigibilità differita dell’Iva; la norma infatti prevede che solamente le imprese con volume d’affari non superiore a € 200.000,00 possono usufruire della disposizione circa il differimento del versamento Iva. Inoltre, la norma non si applica nei confronti dei soggetti privati o che applicano regimi Iva speciali; quindi, per esempio, la norma in questione non si applica ai centri fitness che emettono scontrini o ricevute fiscali nei confronti di privati. La disciplina può essere utilizzata anche solo per singole fatture emesse. Se la fattura viene pagata in più tranches, l’Iva rileva in proporzione all’importo pagato; in ogni caso l’Iva diventa esigibile/detraibile trascorso un anno dall’emissione della fattura.

DETASSAZIONE PREMI DI PRODUTTIVITÀ

I lavoratori dipendenti del settore privato che nel 2008 hanno conseguito un reddito di lavoro dipendente non superiore a € 35.000,00 possono usufruire della detassazione dei premi di produttività, consistente nella tassazione agevolata con imposta sostitutiva pari al 10% delle somme erogate a titolo di premi di produzione su un importo massimo complessivo lordo di € 6.000,00.

REVISIONE DEGLI STUDI DI SETTORE

Per tener conto degli effetti della crisi economica, in particolare settori dell’economia è previsto che gli studi di settore possano essere integrati con apposito Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.


 

 

 

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