07/07/2009 Allenamento

Il metodo Esnoul – Nasce dalla necessità di adattare lo stretching ad atleti evoluti "rigidi", introducendo il concetto di catene muscolari

di Rosario D’Onofrio, Renato Nani, Antonio Pintus

Una buona flessibilità, intesa come mobilità ed estensibilità, rappresenta un ottimo transfert per il mantenimento e lo sviluppo delle qualità fisiche (forza, resistenza e velocità) e tecniche (esecuzione armoniosa, elegante e coordinata del movimento) necessarie all’atleta per espletare la sua performance sportiva. L’allenamento alla flessibilità e lo stretching nello specifico, trova riscontri diversificati nella letteratura italiana e internazionale nell’ambito della prevenzione delle patologie muscolo-tendinee e risulta parte integrante nei protocolli riabilitativi stilati per il recupero dell’atleta infortunato. Mentre Anderson (1984), come molte altre tecniche, si è rivolto a una popolazione di atleti già con una buona flessibilità, proponendo una sequenza di esercizi analitici e asimmetrici, il metodo Esnoult nasce dalla necessità di adattare lo stretching ad atleti evoluti "rigidi" introducendo il concetto di catene muscolari che sarà sfruttato con posture simmetriche, globali, effettuate in uno stato di contrazione isotonica eccentrica, determinando uno stato di allungamento senza compensi biomeccanici. Gli stiramenti eseguiti secondo la logica Esnoult lavorano su due tipi di mobilità muscolare: trasversale e longitudinale. Gli esercizi mettono i distretti muscolari in "tensione intramuscolare in uno stato di allungamento" dove per produrre una tensione intramuscolare massimale è necessario conciliare l’allungamento muscolare sottomassimale a una contrazione di frenata o di stabilizzazione: tutto ciò avviene senza stressare o danneggiare l’articolazione, sfruttando al massimo la componente di rotazione delle articolazioni invece dei classici piani di movimento di flessione/estensione,abduzione/adduzione che sollecitano eccessivamente l’apparato capsulo-legamentoso articolare, avvicinandosi a schemi gestuali tipici di sport come il basket.

IL METODO ESNOULT
Il metodo Esnoult è "la conoscenza della biomeccanica del gesto sportivo nelle tre dimensioni dello spazio". L’originalità della tecnica sta nello sfruttare le componenti di rotazione interna ed esterna degli arti superiori e inferiori che avvengono attorno all’asse longitudinale. Ogni esercizio di stretching è eseguito dopo aver impresso un movimento di rotazione interna ed esterna a tutto l’arto inferiore, per sfruttare al massimo la componente articolare di rotazione (è utile ricordare che per rotazione interna si intende "un movimento della superficie anteriore di un segmento verso la linea mediana del corpo") e il bacino dà sempre il via alla rotazione. Uno stiramento in rotazione permette all’inizio di stirare un numero di fibre maggiori, rispetto a uno stiramento in rotazione neutra. Gli stiramenti introdotti dal metodo Esnoult lavorano su due tipi di mobilità: longitudinale nel momento della messa in tensione in posizione di allungamento submassimale; trasversale per mezzo del gioco di rotazione interna ed esterna dei segmenti dell’arto intero. Nella realizzazione pratica degli esercizi Esnoult consiglia di utilizzare prima la rotazione interna per il lato destro e sinistro e poi passare alla successiva rotazione esterna. Propone inizialmente esercizi riguardanti i distretti muscolari "accorciati" coinvolgendo agonisti e rispettivi antagonisti prima di passare al tronco e alle spalle. Le rotazioni degli arti inferiori sono effettuate con il piede in flessione dorsale. L’elevazione del braccio sul piano sagittale, in rotazione interna, pugno piegato e polso fermo, rigido, sarà utilizzata per aumentare la tensione sull’arto inferiore. Per produrre poi una tensione intramuscolare "è necessario conciliare l’allungamento muscolare sottomassimale con una contrazione di frenamento o di stabilizzazione", diciamo noi quasi isometrica. Secondo la scuola francese è meglio abbandonare l’idea di stiramento forsennato e di ricercare, al contrario, una tensione intramuscolare vicina a quella realizzata nelle attività sportive specifiche. L’autore ricorda che gli allungamenti vanno visti anche in funzione della prevenzione di patologie muscolari e tendinee, che non nascono per un allungamento estremo, ma che si verificano per "uno stato di resistenza muscolare attiva in situazione di allungamento". Tra l’altro è utile ricordare che le lesioni intermuscolari, secondo gli studi di Bass, privano i muscoli di una mobilità trasversale per lungo tempo, mentre permettono una mobilità longitudinale soddisfacente. Mai raggiungere posizioni estreme: l’obiettivo è eliminare ogni tensione articolare che è di ostacolo allo stiramento. L’intento degli stiramenti con metodo Esnoult "…è di far sentire una tensione intensa all’interno del muscolo e non delle articolazioni".

LO STIRAMENTO
Lo stiramento attivo è guidato dal fisioterapista o dal preparatore e sarà relativamente lento, fino alla percezione di tensione nel muscolo, che a seconda degli obiettivi sarà massimale o submassimale, come la durata: da 20 a 30 minuti per esempio, per una seduta di apprendimento degli stiramenti utili al riscaldamento. In questa fase il tempo dello stiramento è solitamente di 6 secondi al massimo, poiché tale è il tempo, secondo Troisier, per ottenere una contrazione muscolare isometrica massimale e una deformazione massimale del tessuto connettivo. Non è necessario ripetere lo stiramento, poiché il primo già vigoroso ha portato al massimo la deformazione dei tendini. In compenso è meglio variare la posizione di partenza in rotazione o in diagonale al fine di tendere al massimo le fibre muscolari e di "far lavorare" i piani profondi di slittamento. Il metodo Esnoult, se utilizzato nelle fase di rieducazione e recupero funzionale per aumentare il range articolare, dovrà essere tenuto più a lungo e far seguito a una contrazione isometrica preliminare. Per gli stiramenti che hanno come obiettivo il guadagno d’ampiezza, l’indirizzo realizzativo pratico è quello di respirare lentamente provando a guadagnare il range nella fase espiratoria. Si dovrà iniziare a lavorare sui gruppi muscolari più rigidi, quelli della statica, che hanno l’effetto fisiopatologico di andare incontro a ipertonia e retrazione (vedi ischiocrurali, adduttori, quadricipite, ileopsoas tensore della fascia lata, tricipite surale; prima a destra e poi a sinistra) per passare poi al tronco e agli arti superiori.

LA PARTECIPAZIONE DEL BRACCIO NELLO STIRAMENTO DELL’ARTO INFERIORE
Il coinvolgimento dell’arto superiore ha come effetto di "aggiungere una contrazione supplementare ai muscoli stirati", il tutto senza tuttavia modificare il range delle articolazioni coinvolte nello stiramento. Il braccio è ugualmente posto in rotazione interna, pugno aperto o chiuso, al fine di ottenere una tensione massimale dell’arto superiore che si irradierà sul gran dorsale. L’elevazione del braccio non porta nessuna modificazione di lunghezza dei muscoli stirati, ma un cambiamento dello stato di tensione: l’apparato muscolare deve controbilanciare l’effetto gravitazionale aggiunto dal peso del braccio perpendicolare alla gamba. La tensione intramuscolare è massimale con il coinvolgimento del braccio e riguarda soprattutto ischiocrurali, adduttori e glutei. Quindi non è la partecipazione del braccio che fa scattare lo stiramento ma dà un’ulteriore tensione massimale all’interno del muscolo stirato. Ogni volta che il braccio viene utilizzato il sistema di equilibrio viene modificato e converrà allora modificare la propria postura, sul momento, come in una situazione di gioco.

CONCLUSIONI
Molte sono le tecniche di stretching che andrebbero applicate in relazione agli obiettivi, alle necessità e alle caratteristiche dell’atleta e in relazione allo sport praticato. Abbiamo proposto il metodo Esnoult perché i suoi schemi realizzativi introducono il concetto di catena muscolare e si avvicinano a una gestualità tipica, specifica di alcuni sport di squadra come il basket.
Ricordiamo che la tecnica pratica degli esercizi di stretching Esnoult non è di facile realizzazione ed è richiesto un periodo di apprendistato: si consiglia di cominciare ad allungare i muscoli più accorciati come flessori del ginocchio, adduttori, ileopsoas coinvolgendo gli agonisti e i rispettivi antagonisti. È consigliabile variare poi la posizione del distretto in rotazione interna ed esterna o in diagonale. Secondo Esnoult alla fine è utile eseguire una contrazione isometrica del distretto muscolare precedentemente stirato, con il muscolo in posizione accorciata.

L’AUTORE
Rosario D’Onofrio
Dottore fisioterapista, diplomato ISEF, Master in Posturologia presso l’Università La Sapienza di Roma, è stato fisioterapista della Nazionale Italiana di Pallamano Senior A maschile e della Nazionale Italiana di Basket Femminile senior A. Preparatore atletico e allenatore, ha pubblicato a oggi oltre 102 lavori scientifici, su riviste nazionali di interesse specifico nel campo della rieducazione e riabilitazione dello sport e della preparazione atletica. Su questi stessi temi ha relazionato a oltre 34 Congressi Nazionali e a 13 Congressi Regionali, come “Invited Lecture”.

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