02/07/2009 Allenamento

La musica di Mozart – Tra fitness tradizionale e corner posturali

di Fabio Grossi e Michela Verardo

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791) è uno dei musicisti classici più amati e conosciuti, che ha sfondato le mura della fortezza dei musicofili e si è diffuso tra la gente comune. La sua geniale musica può essere proposta dai Personal Trainers e per i corner posturali.
La musica, è risaputo, influisce sulla psiche e sul fisico e in alcuni casi sembra che il sottofondo musicale sia di grande effetto per accrescere ed esaltare i risultati e i benefici dell’attività fisica. In tutti i centri fitness si trovano già proposte di ginnastica che si avvalgono dell’accompagnamento musicale, soprattutto per sostenere il ritmo dell’esercizio fisico, basandosi su battute musicali e master beats. Utilizzando, invece, la musica classica (opportunamente valutata e abbinata agli esercizi) si conseguono anche degli effetti di stimolazione o di regolarizzazione fisiologica. Platone, per esempio, si pronuncia sulla musica già nella sua opera “La Repubblica”: secondo il filosofo, cultura e attività fisica sono gli strumenti più idonei per ammaestrare il corpo e l’anima dell’uomo, e in particolare l’educazione musicale sviluppa e irrobustisce la parte razionale dell’anima, mentre l’educazione all’attività fisica forma e rafforza la parte irascibile dell’anima; insieme producono accordo e perfetta armonia nell’uomo. Pitagora, da parte sua, sostiene che la musica sia semplicemente divina, in quanto costituita da intervalli che potrebbero essere definiti con precise proporzioni matematiche ed esprime la convinzione che le strutture fisiche o mentali abbiano un’origine matematica proprio nelle cosiddette vibrazioni.
La musica è costruita sul ritmo, così come l’organismo umano è senza ombra di dubbio una macchina ritmica: il ritmo caratterizza ogni nostro impulso biologico, dalle onde cerebrali ai battiti del cuore, dagli atti respiratori ai semplici passi. Quelli relativi al cuore e alla respirazione sono i più evidenti e senza dubbio i più rilevanti e il legame ritmico tra respiro, battito cardiaco e numero di liberazioni d’ossigeno dalla mioglobina alle fibrille muscolari risulta piuttosto evidente in fisiologia.

MOZART E LA SUA APPLICAZIONE PRATICA NEL FITNESS. 

Quale sarà il genere musicale capace di apportare maggiori benefici all’organismo? Alcuni ricercatori, tra cui il prof. Alfred A. Tomatis dell’Accademia Francese della Medicina e della Scienza, hanno rivelato che un’alta frequenza dei suoni può rivitalizzare l’intero corpo agendo direttamente sulle cellule cerebrali, anche se i suoni più intensi di 70 decibel, si rivelano decisamente negativi e inopportuni. Maggiormente la musica entra in stretta relazione coi ritmi fisiologici della persona, più risulta vantaggiosa per il movimento e la coordinazione: Alfred Tomatis, tra l’altro, è stato ideatore e creatore del conosciuto metodo Tomatis, modalità risultata negli ultimi anni molto efficace nel trattamento delle difficoltà di apprendimento e dei problemi comportamentali. Ciascun episodio sonoro è composto da un suono fondamentale in aggiunta ad altri suoni più acuti, definiti armonici. Il timbro, caratterizzato dai suoni armonici, è quello dal quale dipendono le alterazioni a carico dell’emotività. Il prof. Tomatis (Pourquoi Mozart, 1996) ha dimostrato che la musica di Wolfgang Amadeus Mozart è straordinariamente ricca di suoni armonici e gli strumenti che accompagnano la sua musica esprimono il perfetto equilibrio nelle frequenze, nell’intensità, nel timbro e nel ritmo. In tal senso, le frequenze espresse soprattutto dagli archi (violini, viole, violoncelli) stimolano il tono dei muscoli erettori del rachide, che intervengono nel mantenimento della postura, a differenza dei moderni strumenti elettrici che tendono, al contrario, a inibirlo. La musica di Mozart comprende circa 50-70 battute al minuto, come i battiti medi di un cuore bradicardico: è questo il principale motivo per cui, ascoltando la sua musica, il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa tendono a regolarizzarsi. I timbri di W. A. Mozart, proprio per questa nutrita ricchezza di suoni armonici, evidenziano effetti rasserenanti per lo status emotivo dell’ascoltatore e i suoi brani sono sfruttati moltissimo, insieme a quelli di Johann Sebastian Bach, in musicoterapia pre e neonatale.
Sappiamo bene che la salute dipende dall’equilibrio dei tre livelli che formano l’individuo: mentale, emotivo e fisico. Nella musica mozartiana la frequenza dei suoni ha la capacità di agire sul piano mentale, il timbro condiziona favorevolmente il livello emotivo, mentre intensità e ritmo agiscono principalmente sul piano fisico.


NELLA PRATICA
In generale, le musiche di Mozart sono abbinabili all’esercizio fisico con diverse modalità.
1. Le composizioni con ritmi lenti, suoni a bassa intensità e bassa frequenza con timbri soffusi (per esempio, un adagio), sono consigliate per gli esercizi di sintonizzazione e di defaticamento. Gli esercizi di sintonizzazione hanno come obiettivo il miglioramento della consapevolezza corporea e sono spesso basati sul controllo e la gestione della respirazione; aiutano il soggetto ad acquisire maggiori capacità di concentrazione e stabilità nell’attenzione, nonché a diminuire ansia e tendenze nevrotiche e depressive. In questo contesto possiamo citare pure gli esercizi respiratori, capaci di aumentare il controllo e la potenza del principale muscolo respiratorio, il diaframma, importantissimo sia sul piano fisiologico che su quello posturale. Sappiamo bene che la respirazione ha una funzione “egemonica” (Souchard, 1994) e necessita quindi di un netto rinforzo muscolare. L’inspirazione predomina sull’espirazione e il tempo motorio che si serve dell’ambiente esterno ha la meglio sul rilassamento che restituisce; di fatto, una buona parte dei frequentatori di un centro fitness non sa respirare: le sonate per piano o clarinetto, in questo contesto, si dimostrano davvero stimolanti.
2. Un ritmo costante e controllato è interessante per gli esercizi di “intonizzazione”, movimenti in grado di risvegliare e riattivare tutti i propriocettori: ne sono un esempio gli esercizi finalizzati alla mobilità articolare, capaci di migliorare il gesto motorio e il range di movimento non solo nelle “grandi articolazioni” (spalla, bacino, ginocchio, gomito), ma anche in quelle, spesso dimenticate, delle dita di mani e piedi.  Nelle mani, in particolare, flessori del polso e delle dita risultano predominanti: Souchard ne “Il campo Chiuso” sottolinea l’importanza dei flessori, degli adduttori e dell’opponente di pollice e mignolo; ed è proprio qui, sempre secondo Souchard, che appare più evidente il ruolo di complementarietà svolto dagli antagonisti, perché ogni movimento in cui “stringiamo” e chiudiamo la mano coinvolge contemporaneamente gli estensori e i flessori delle dita. Pensiamo soltanto all’importanza che riveste questa muscolatura, per esempio, nella motricità che accompagna la scrittura e la risultante calligrafica.
3. I brani rappresentati da suoni con frequenze, intensità, timbri e ritmi medi sono indicati per gli esercizi del busto, in particolare gli addominali, i paravertebrali e i muscoli fissatori delle scapole (dentato anteriore, romboidei ecc.). Molto consigliato, in questo caso, un Allegro o un Allegro Maestoso, meglio se tratto da una “Sonata per clavicembalo e violino”.
4. Le musiche abbinate agli esercizi per il condizionamento aerobico, per gli arti inferiori e superiori devono essere espresse mediante suoni con intensità e ritmi elevati, per sostenere l’importante sforzo fisico (vedi le classiche lezioni di aerobica in palestra).
5. Le composizioni caratterizzate da suoni ad alta frequenza e ritmo deciso sono particolarmente indicate per gli esercizi posturali, ovvero tutti quegli esercizi finalizzati a compensare e a prevenire i vizi posturali tipici dell’uomo civilizzato, perché “non è possibile una buona organizzazione morfologica, senza equilibrio delle tensioni” (Souchard, 1994). Le mansioni lavorative, di fatto, sono ormai in genere statiche, continuamente in “flessione”, e il mantenimento prolungato della posizione seduta muta la lordosi lombare in cifosi, con una conseguente perdita della capacità di estensione e di mobilità da parte della colonna vertebrale lombare. Assolutamente da provare, in questo ambito, un Minuetto, sempre di Mozart, tratto dalla Sinfonia n° 6 o un “Biancheggia in mar lo scoglio” tratto da “Il sogno di Scipione”, per esempio con un posizionamento in squadra con gli arti inferiori al muro e il dorso a terra, con tanto di delordosi cervicale, ovviamente.

CONCUSIONI

La proposta mozartiana appare, a un primo approccio, molto pertinente a una determinata tipologia di fitness, in particolare quello praticato all’interno dei cosiddetti corner posturali, o dei centri di ginnastica vertebrale: i timbri, le frequenze e gli equilibri di Mozart ben si accompagnano con l’impostazione poco caotica, individualizzata e professionale di queste attuali ed interessanti proposte di ginnastica e fitness. La musica classica non deve e non può essere considerata una soluzione per pochi, ma piuttosto un modo utile ed efficace per affrontare alcuni momenti della giornata, dai brevi attimi di relax quotidiano alla ginnastica e il fitness in genere, oppure per vivere consapevolmente importanti fasi della vita, come la gravidanza e il puerperio.

Gli autori ringraziano Marco Brazzo, fisioterapista e osteopata, per la disponibilità e la celerità nell’inviarci “Mozart Fitness”, interessante testo, da lui curato con la casa editrice Demetra.

BIBLIOGRAFIA
Brazzo M., “Mozart Fitness”, Ed. Demetra, 2ª edizione, aprile 2000, Verona 
Brazzo M., “L’allenamento del musicista”, Ed. Osiride, Rovereto (TN), 2002
Coluzzi R., “Musicoterapia e Gravidanza”, Il Minotauro, Roma, 2004
Platone, “Repubblica (o Sulla giustizia)”, Libro VII, Feltrinelli Universale Economica, 2008
Souchard P. E., “Basi del metodo di rieducazione posturale globale – Il Campo Chiuso”, 2ª edizione italiana dalla 2ª francese, ed. Marrapese, Roma, 1994.
Tomatis A., “Perché Mozart” (Pourquoi Mozart), Edizioni Ibis, 1996

DISCOGRAFIA
Mozart W. A., “Opera Omnia”, Etichetta Brilliant, data uscita: 28/09/2005
Mozart W. A., “The Complete Collection”, 250 years limited edition, Etichetta Brilliant, 2006
Handel G., Prokofiev S., Mozart W. A., Hummel J., “Classical Fitness” (Music for a healthful lifestyle), Delos, 27/01/1998

EMEROGRAFIA
Pallagrosi G., “Emotional Training”, dal sito web psychologies.it, novembre 2008
Pinto M., “L’effetto Mozart”, dal sito web scienzaonline.com, n. 26, anno 3, 17 marzo 2006

BOX
Fabio Grossi
Direttore tecnico dello studio genovese di Personal Training “Salute In Movimento”, progetto ideato con la moglie Michela Verardo, ha sviluppato negli anni competenze in acquamotricità del percorso nascita, coordinamento scuole nuoto, fitness olistico e posturale. Titolare di tre agenzie matrimoniali, si è formato presso la “Pyramid” del dottor Norberto Tranquillo per gestirne e ottimizzarne le campagne pubblicitarie on-line. Collaboratore di alcune pubblicazioni locali e nazionali, si è perfezionato nel 2005 come istruttore sportivo presso l’Università di Genova e sta attualmente frequentando la rinomata scuola per consulenti grafo-diagnostici “Crotti Magni” di Milano.

 

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