13/07/2009 Costume e società

Prevenzione farmacologica sì! Prevenzione motoria? Forse!

Da anni si parla di sani e corretti stili di vita. Ma quando poi si vanno a verificare i dati della spesa farmacologia ci si accorge che si parla, si parla e si parla, ma si spende ancora solo in farmaci. La spesa sanitaria sta lievitando e questo vale anche per la spesa degli esami diagnostici. Gli interessi sono enormi. Le istituzioni, che a parole lanciano messaggi in favore, dei sani “stili di vita” poi non intervengono per favorirne la diffusione. Vediamo come e perché. Prima di tutto qualche numero, tanto per capire di che cosa stiamo parlando e degli interessi in campo. L’osservatorio nazionale sull’impiego dei farmaci ha pubblicato il 9 di luglio un rapporto sulla spesa farmacologia in Italia. Interessantissimo sia per quello che dice e per quello che non dice ma fa intendere, se lo si vuole analizzare con attenzione. La fonte è www.agenziafarmaco.it/allegati/rapporto_osmed_gen-set2008.pdf (testi riportati in nero); in blu, i commenti dell’autore.

Anche nel 2008 i farmaci del sistema cardiovascolare sono la categoria farmaceutica più prescritta, rappresentando circa il 36% della spesa ed il 49% delle dosi. Aumenti nella prescrizione si osservano per i farmaci gastrointestinali (+11,1%), del sistema nervoso centrale (+6,2%) e degli antimicrobici (+5,6%).
Commento. Detto così non sembra gran che, ma proviamo a immaginare la cifra assoluta: l’ordine di grandezza è di quattro, cinque miliardi di euro solo per i farmaci cardiovascolari. La cosa curiosa è che non tutti gli istituti preposti analizzano i numeri con gli stessi criteri e le cifre a volte non coincidono.

L’atorvastatina è il principio attivo con la spesa più elevata.
Commento. Le statine sono farmaci di prevenzione cardiovascolare, la stessa prevenzione che l’organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di fare con sani stili di vita: movimento e dieta ipocalorica.

Il ramipril, con circa 43,9 DDD/1000 abitanti die, è invece la sostanza a maggior prescrizione.
Commento. È un farmaco usato contro l’ipertensione, la stessa ipertensione che l’Organizzazione sociale della sanità raccomanda di trattare con sani stili di vita motori.

Nei primi nove mesi del 2008 la prescrizione territoriale effettuata dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta e rimborsata alle farmacie aperte al pubblico dal SSN registra, a fronte di un’ulteriore diminuzione dei prezzi (-7,2%), un aumento della prescrizione (+6,4%) con spostamento verso farmaci più costosi (effetto mix +1,3%).
Commento. Il costo di un trattamento diagnostico e terapeutico di un diabete di secondo tipo associato all’obesità, oppure di una “prevenzione” dell’ipercolesterolemia, è difficilmente valutabile con precisione. Sicuramente, se si dovessero prendere alla lettera alcune indicazioni, si può stimare una cifra tra i 500 e i 1000 euro di soli farmaci. Se poi si cerca di aggiungere i costi indotti, come il frequente monitoraggio con esami di laboratorio per valutare sia l’efficacia che gli effetti collaterali, si possono imputare costi tra i 1000 e 2000 euro, senza contare l’effetto “intasamento“ delle strutture sanitarie preposte ai controlli. D’altra parte, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e i ministeri competenti dei paesi occidentali segnalano con sempre maggior vigore nelle linee guida e l’importanza della prevenzione motoria. Ma poi, non seguono i fatti. Le case farmaceutiche fanno il loro mestiere e comunque una ridistribuzione delle risorse sanitarie a favore del “”farmaco motorio“ non necessariamente si trasformerebbe in un danno di fatturato per le aziende. Al contrario, le risorse potrebbero essere meglio distribuite anche su quei soggetti con la sindrome metabolica che ancora non fanno nulla per la loro prevenzione. Si stima, ad esempio, che i portatori di diabete di secondo tipo in Italia che non hanno una diagnosi e quindi non hanno avviato alcun tipo di terapia o prevenzione sono tra 1 e 2 milioni. C’è spazio quindi per gestire degli interventi di prevenzione su larga scala ridistribuendo le risorse e promuovendo una prevenzione sostenibile anche dal punto di vista economico. Una prevenzione che si completi della parte attualmente mancante: non solo la prevenzione diagnostica, non solo la prevenzione farmacologia, ma anche la prevenzione motoria, considerata da molte istituzioni sanitarie tra le più efficaci, sicure e a minor costo.

Alessandro Lanzani

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