24/09/2009 Alimentazione

Ormoni ed esercizio – L’esercizio fisico induce modificazioni e adattamenti che investono l’organismo nella sua totalità

di Davide Girola

Sono palesi gli effetti dell’esercizio fisico riguardanti l’apparato cardiovascolare, come l’incremento della portata cardiaca tramite l’aumento della frequenza cardiaca e della gettata pulsatoria, la ridistrubuzione della portata cardiaca medesima (il sangue “abbandona” gli organi del distretto splancnico e viene dirottato verso i muscoli sottosforzo e che necessitano di metaboliti), dunque la vasodilatazione e la vasocostrizione e le conseguenti modificazioni concernenti la pressione arteriosa. Altri effetti palesi riguardano il sistema respiratorio come l’aumento della ventilazione oppure i fenomeni legati alla termoregolazione. Altri aggiustamenti del corpo sotto sforzo sono invece meno lampanti e riguardano sistemi dell’organismo, come quello endocrino, relativamente ancora poco studiati o considerati. L’esercizio fisico produce, in effetti, marcati stimoli e provoca risposte da parte del sistema endocrino: tali risposte influenzano l’andamento del training stesso e, in casi particolari, anche la capacità di adattamento all’allenamento (effetti di lunga durata). Altri aggiustamenti e adattamenti meno marcati, ma estremamente importanti, dovuti al training, sono modifiche di tipo umorale quali, ad esempio, l’incremento della quota di colesterolo buono HDL o il tasso plasmatico dei trigliceridi (negli atleti di endurance aumenta la quota di HDL e diminuisce quella dei trigliceridi, con un possibile effetto antagonista ai processi cronici dell’aterosclerosi o comunque protettivo nei confronti dell’endotelio vasale). Gli effetti degli ormoni che sono sollecitati durante l’esercizio fisico riguardano il metabolismo in toto, la pressione arteriosa, la vasomotricità e anche risposte solo in prima istanza legate all’allenamento fisico, quali la secrezioni tiroidea o gonadica e sessuale, con influenze dirette sul metabolismo o sul ciclo mestruale.
Le catecolamine prodotte dalla midollare del surrene hanno effetti metabolici generali e sul sistema cardiocircolatorio che accompagnano l’eccitazione simpatica, a sua volta associata alla reazione di adattamento allo stress. L’adrenalina esercita azioni vaste e opposte, a seconda dei recettori a cui si lega, che vanno dalla contrazione delle pupille, all’incremento della frequenza cardiaca, alla broncodilatazione; in particolare, la noradrenalina provoca vasocostrizione a livello arteriolare e dunque agisce sulle resistenze periferiche (incremento pressorio). L’adrenalina provoca la dilatazione delle coronarie e un effetto stimolante la contrazione cardiaca. L’azione delle catecolamine fa parte delle reazioni allo stress sopraccitate, che si integrano a quelle esercitate da altri ormoni surrenalici come il cortisolo. Quest’ultimo, secreto dalla corticale del surrene, ha effetti antinfiammatori e immunosoppressori con risposte sovrapponibili a quelle di adrenalina e noradrenalina (vasocostrizione, aumento della forza contrattile del cuore e della gittata cardiaca). La secrezione di cortisolo è subordinata a quella dell’increzione dell’ACTH ipofisario: la secrezione di quest’ultimo è contemporanea alla secrezione delle beta endorfine (oppiogeni endogeni) che si verifica soltanto tramite sforzi fisici intensi pari addirittura all’89-85% del V02max (è dunque plausibile affermare che soltanto gli atleti, o comunque individui altamente allenati, possono usufruire degli effetti anti-depressivi ed euforizzanti di queste sostanze). Il metabolismo glucidico è sotto il controllo di un complesso sistema ormonale che produce effetti sia immediati sia a lungo termine. Quando vi è necessità di zuccheri questi vengono mobilizzati grazie all’intervento di ormoni iperglicemizzanti come il glucagone, il cortisolo e le catecolamine; per contro, la secrezione di insulina risulta essere inibita così come la sua funzione anabolica e di sintesi di glicogeno. La secrezione degli ormoni iperglicemizzanti è proporzionale con l’intensità dell’esercizio, ma si incrementa notevolmente con valori superiori il 50% del V02max. Molti ormoni sono secreti, del resto, soltanto se l’esercizio fisico è molto intenso e se l’individuo è allenato. Ad esempio il testosterone subisce incrementi del 30% dopo almeno 6 mesi di allenamento e la sua secrezione provoca interessanti effetti sul trofismo muscolare, sulla performance in generale e anche su componenti emotive dell’individuo. La secrezione di questo ormone da esercizio, nella donna può essere causa di alterazione del ciclo mestruale (oligo-amenorrea).



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