14/01/2010 Community Business

ANNO 2010 x FITNESS 2.0 = I NUOVI CENTRI MOTORI

di Alessandro Lanzani alanzani@professionefitness.com
Il 2010 è l’anno della svolta. La crisi c’è e continuerà a logorare il fitness 1.0; ma sta nascendo, ed è già una realtà, il fitness 2.0.

COS’È IL FITNESS 1.0?
È il mondo che conosciamo, che in questi anni ha dato soddisfazione imprenditoriale ai circa 8.000 centri fitness presenti in Italia. È il fitness che ha dato opportunità occupazionali a decine di migliaia di persone. Ora non è più così, per difficoltà esterne e interne al settore. Il fitness 1.0. si è consolidato intorno a centri di ampie metrature: si è saliti fino a 1.500, 2.000, 3.000 metri quadri e oltre. I tre parametri fondamentali per classificare un centro fitness sono: Strutture, Strumenti e Servizi. Nel fitness 1.0 si è puntato alla struttura: spazi sempre più grandi e ben arredati, belli. Gli strumenti, le macchine cardio e isotoniche, sono diventate degli oggetti ipertecnologici di design e belli a guardarsi: ma tutto questo ha un costo! Il Servizio, invece, si è andato progressivamente impoverendo: istruttori precari e di basso profilo tecnico relazionale. I centri fitness per troppi anni hanno basato la loro appetibilità sulla bellezza di Strutture e Strumenti e hanno compresso la qualità del servizio. Spesso l’introduzione delle SPA, del benessere, ha rappresentato solo un aumento ulteriore di costi di ristrutturazione e adeguamento. In pochi casi ha funzionato davvero. I centri fitness si sono specializzati nel “noleggio” di macchine e ambienti, e la competizione è stata gestita solo sul prezzo: i risultati sono sotto gli occhi di tutti, con quote abbonamento che non riescono ad ammortizzare nemmeno i costi di strutture e strumenti. Nel fitness 1.0 si è tentato di reagire solo spingendo sugli aspetti commerciali: consulenti, messaggini telefonici, abbonamenti che assomigliano sempre di più a polizze finanziarie sulla vita. Un gioco al ribasso da cui il fitness1.0 non riesce a uscire. In tempi di crisi, finanziaria e di futuro, non si può sostenere la motivazione dei clienti pensando che vengano per 100 volte l’anno in un museo di arte moderna dello sport.

I NUOVI CENTRI FITNESS 2.0
La parola chiave è il Servizio, ovvero i personal, gli operatori di fitness metabolico: solo una risposta personalizzata che evolve nel tempo può sostenere la motivazione di soggetti che entrano in un club con approcci vaghi e instabili. Inoltre, sempre più spesso sono soggetti a bassa alfabetizzazione motoria, con poca conoscenza del proprio corpo, del movimento, degli strumenti: questa è l’opportunità del fitness 2.0. Come sono questi nuovi centri che cominciano ad aprire con maggior frequenza e, tra l’altro, vanno (quasi) tutti molto bene? Sono strutture piccole, minicentri di qualche centinaio di metri quadri: da 200 a 5/600 metri quadri. Sono sobri, puliti, essenziali, affidabili e razionali. Ogni imprenditore, poi, aggiunge il suo tocco personale, ma hanno tutti la stessa logistica, lo stesso layout: ingresso, ambulatori di valutazione funzionale e servizi alla persona, una stanza più ampia per i servizi che chiameremo “uno a pochi” e infine una stanza aperta per servizi “uno a molti”. Il servizio è professionale, con le migliori competenze: personal trainer, personal metabolico, trattamenti posturali, abilitazione funzionale, massaggi, in alcuni casi trattamenti paramedicali o anche estetici, laureati in scienze motorie riposizionati con un profilo più aggiornato di quello offerto nei percorsi ufficiali. Il servizio alla persona deve essere la priorità: se è la priorità curiosamente funziona e ha successo. Gli imprenditori sono generalmente un paio di soci che, stufi di veder disperdere le loro potenzialità di fidelizzazione e professionalità, decidono di mettersi in proprio e di misurarsi con tutte le tipologie di clienti fino ai sedentari, fino al servizio di prevenzione motoria. Gli strumenti e i macchinari sono pochi e selezionati con cura, in modo da essere coerenti al servizio alla persona. Gli strumenti di monitoraggio sono coerenti con test davvero efficaci a restituire ai clienti i miglioramenti realizzati. Chiari, semplici e comprensibili anche al più analfabeta dei nuovi clienti.

COGLIERE UN’OPPORTUNITÀ
Molti si stanno chiedendo cosa serve per intraprendere questa nuova attività. Per questo, sulla base delle nuove competenze e necessità, Professione Fitness ha raccolto un gruppo di persone che da anni stanno lavorando intorno a questo progetto che chiameremo d’ora in avanti il fitness 2.0. Ci siamo preoccupati di fornire l’elenco degli strumenti necessari e delle competenze per la fase di start up e di successiva gestione di un centro 2.0. Abbiamo semplificato e concretizzato i passaggi che portano alla realizzazione dell’impresa: dai permessi all’inquadramento fiscale, dal layout alla scelta degli strumenti, per arrivare alla gestione vera e propria con un approccio di management e marketing totalmente ripensato appositamente per queste realtà.
Il primo appuntamento è per il 13 febbraio, con un workshop interamente dedicato alle soluzioni concrete per la gestione di questa nuova attività.
Stay tuned

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