11/02/2010 Community Business

Zero Impact – Soluzioni ecologiche ed economiche per centri fitness e fisioterapici  


di Emiliano Sessa esessa.evolution@gmail.com

Il progetto Zero Impact, ovvero la creazione di centri sportivi e fisioterapici a basso costo di gestione e a basso impatto ambientale, nasce da un sogno, che affonda le sue radici nella volonta’ di guardare oltre a cio’ che e’ presente e pensare a un futuro migliore. Il principio fondamentale e’ la necessita’ di usare un quantitativo di risorse ed energia inferiori rispetto agli standard attuali di consumo e, possibilmente, creare tale energia con fonti meno inquinanti e a un costo inferiore. Attualmente, i centri fitness, wellness e fisioterapici di una certa importanza, hanno costi di gestione particolarmente elevati, dovuti principalmente all’esigenza di mantenere valori di comfort ambientali alti, con tecnologie ormai sorpassate: il riscaldamento invernale, quanto la climatizzazione estiva, si rivelano spesso voci di costo importanti, a cui vanno poi addizionati i costi derivanti dall’illuminazione degli ambienti, dal funzionamento di sauna, bagno turco, macchinari in genere, e non trascurabile, il consumo complessivo di acqua.

VECCHIE RISORSE PER NUOVE ENERGIE E GRANDI RISPARMI

Se chiedete a un qualunque proprietario di una qualsiasi struttura commerciale quale sia la voce di costo piu’ rilevante, vi troverete a ricevere sempre la medesima risposta: l’energia.
L’energia, intesa sia come corrente elettrica che come gas metano o gasolio per il riscaldamento, riveste infatti una quota molto importante del bilancio e diventa poi predominante se si tratta di un bilancio di un centro dotato di ambienti acqua (piscine, idromassaggi) dove la necessita’ di mantenere un quantitativo rilevante di acqua ad alta temperatura porta a elevati consumi energetici. Nell’ottica di un centro "Zero Impact" risulta predominante la costante attenzione tesa a limitare l’utilizzo di energia e a diminuire drasticamente la dispersione di quella utilizzata; tuttavia, una volta ridotto al massimo il fabbisogno energetico, si puo’ ancora intervenire consistentemente su un punto focale: il combustibile utilizzato come fonte energetica. Da questo aspetto prende il via l’analisi sulla possibilita’ di impiego e sui benefici, sia a livello economico che di inquinamento, garantiti dall’utilizzo di una caldaia a biomasse, e in particolar modo vedremo i dati relativi all’utilizzo del mais. Tale fonte energetica porta due vantaggi sostanziali:
– basso costo della materia prima;
– un valore calorifico di poco inferiore al gas metano.

In relazione a quanto sopra vediamo nella tabella sotto riportata il rapporto costo-potere calorifico

Come si puo’ facilmente osservare, a parita’ di potere calorifico abbiamo un risparmio tra gas metano e mais pari al circa il 60%, che, date le dovute approssimazioni necessarie a compensare il differente grado tecnologico tra una caldaia a mais e una a metano, possiamo stimare in un piu’ realistico 45-50%. Traduciamo questo dato, per comodita’, in valore economico applicabile a una centro Wellness dotato di Spa. Ipotizziamo un centro medio/piccolo (fino a 700 mq) e poniamo una spesa media di 1000 euro al mese di gas metano, il cui costo maggiore e’, come premesso, da imputare all’utilizzo di acqua calda per il termarium; calcolando 11 mesi di funzionamento, abbiamo un costo complessivo annuo pari a 11.000 euro. Poniamo ora di sostituire la caldaia a gas con una a mais: data la differenza di costo tra mais e gas avremo un costo medio mensile stimabile in circa 450-500 euro che, moltiplicato per 11 mesi di funzionamento, ci porta a 4.950-5.500 euro di spesa complessiva, con un risparmio calcolabile in 6.050-5.500 euro annui, che potremo destinare ad altre voci di costo a nostra scelta. Analizzando il costo dell’investimento, vediamo come la voce principale riguarda fondamentalmente la caldaia e le opere relative alla sostituzione della stessa e si aggira mediamente tra gli 8.000 e i 15.000 euro. Tenendo conto che per tale importo, per opere eseguite entro il 31-12-2010, ci si puo’ avvalere dello sgravio fiscale del 55% previsto nella finanziaria 2008, la cifra che dovremo effettivamente ammortare risulta compresa tra i 4.000 e i 7.500 euro che, dato il risparmio annuo medio, andra’ a riassorbirsi in circa 2-4 anni.
I dati sopra riportati sono comunque dati medi, pertanto sara’ necessario valutare ogni intervento singolarmente di volta in volta, per evidenziare l’effettivo risparmio ottenibile e il relativo tempo di ammortamento. Ricordiamo, inoltre, che le biomasse in vita assorbono una quantita’ di CO2 sostanzialmente pari a quella emessa in fase di combustione, ottenendo cosi’ un bilancio sostanzialmente in pareggio e non producendo emissioni inquinanti da zolfo che invece si ritrovano nei combustibili fossili.
In linea di massima possiamo pertanto ritenere l’utilizzo di caldaie a mais (piu’ correttamente a biomasse ovvero mais-pellet-noccioli-gusci) un valido aiuto al raggiungimento di un centro a basso impatto ambientale, un’ottima occasione per dirigersi sempre di piu’ verso strutture ecosostenibili e ancor di piu’ a basso costo di gestione.


EMILIANO SESSA

Laureato in Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano, entra a far parte del mondo dell’industria lavorando per diverse aziende, tra le quali AgustaWestland, in qualita’ di buyer. Attualmente lavora in proprio come consulente per la realizzazione, gestione e promozione di centri Fitness & Wellness.

 

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