16/03/2010 Community Business

La carta è finita…ma i contenuti restano: online.- Sospendiamo la pubblicazione della rivista Professione Fitness.

Noi ci consideriamo parte di una comunità, cresciuta e consolidata in quest’ultimo ventennio a cavallo dei due secoli attorno al binomio che ha dato il nome alla rivista: professione – fitness. Ci sentiamo parte di questa comunità – gli operatori del settore fitness – e cerchiamo da sempre di giocare il nostro ruolo, proponendo formazione, informazione, aggiornamento professionale. La rivista Professione Fitness ha sempre rappresentato il cuore del nostro lavoro, offrendoci la possibilità di contribuire alla costruzione di questo tessuto sociale insieme agli altri operatori che nell’occasione si facevano lettori, autori e inserzionisti. Ma gli ultimi 4/5 anni sono stati caratterizzati da cambiamenti epocali, che non possiamo e non vogliamo ignorare e che ci hanno spinti a prendere questa decisione.

I MOTIVI DI UNA SCELTA
Gli inserzionisti sono spariti, un po’ perché sono sparite le aziende, un po’ perché quelle rimaste hanno ridotto i loro budget in maniera direttamente proporzionale alla loro fiducia nella pubblicità cartacea.
La nostra comunicazione online si è espansa in maniera inversamente proporzionale alla contrazione della rivista cartacea, spostando risorse ed energie per soddisfare le esigenze di tutta la comunità, impegnata come noi in una naturale, progressiva ed evidentemente inarrestabile migrazione.
Il web è un territorio dalle potenzialità incredibili rispetto alla limitatezza di un foglio di carta: spazio infinito, risorse, strumenti di multimedialità, scambio, partecipazione. Una rivista fornisce notizie, il web crea la conoscenza; è nel contempo strumento di divulgazione e crescita.
È cambiato il modo di fare informazione, di comunicare, di concepire la realtà: siamo nel mondo interattivo in cui computer, wireless e telefonia mobile rappresentano i fondamentali a cui vanno ad aggiungersi, di anno in anno, strumenti sempre più raffinati, potenti e meno costosi, che spingeranno ulteriormente la dematerializzazione dei prodotti editoriali. Qualche esempio? L’ultimo nato della Apple, l’Ipad, specificamente pensato per la fruizione di contenuti multimedia; o la tecnologia E-Ink, o Electronic Paper (inchiostro elettronico), che sostituirà gli schermi a cristalli liquidi (LCD) per evitare l’affaticamento della vista, aprendo un nuovo orizzonte anche per gli e-book.
La rivista di carta non è ecosostenibile: non gode della stessa longevità di un libro, e la sua fruibilità, seppur vasta, non giustifica l’enorme lavoro manifatturiero a monte della catena produttiva (dal taglio dell’albero alla confezione del giornale) e a valle (per il suo smaltimento). Il consumo di energia è enorme e, rispetto alla nuova coscienza ambientale, non è più giustificato.

MURDOCH, GATES E NOI
Tutti i maggiori editori nel mondo affrontano la crisi della carta stampata operando questa trasformazione, bene riassunta nelle parole del più importante di tutti, Rupert Murdoch: “cambiare o morire”.
Bill Gates in un’intervista concessa al giornale francese Le Figaro ha dichiarato: “l’abilità della stampa non consiste nel tagliare alberi per usare la carta, ma nel produrre grandi articoli che contribuiscono a tenerne alta la reputazione. La qualità del proprio sito Internet è diventata cruciale per le aziende editoriali…Possiamo stimare che, nel giro di pochissimi anni, il 40-50% della gente leggerà i giornali sul computer. Se vogliono conservare i lettori, i giornali non hanno alternative e devono sviluppare il loro prodotto elettronico”. Ora, siccome noi non consideriamo Bill Gates il più pirla della terra (pur con tutti i suoi difetti), abbiamo deciso di dargli retta, continuando a produrre contenuti che saranno pubblicati sul nostro sito internet e sulla rivista elettronica FitMed online.

Per dirla come Gianni Riotta dal momento che “un giornale, un sito Internet, un canale televisivo esistono, come ideale e come business, per creare comunità, e poiché questo è un bisogno antico come l’umanità, dalle serate intorno a un fuoco alle feste religiose, alle fiere medievali”, allora il nostro percorso non si fermerà alla carta, e lo continueremo: ovviamente insieme a voi.

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