08/04/2010 Allenamento

Acquantalgica – di Andrea Altomare

L’Acquantalgica è un metodo di lavoro in piscina che mira alla cura delle algie lombari di origine diversa, attraverso la ginnastica antalgica proposta in acqua. Svolge anche un’azione di prevenzione del mal di “schiena“, perché educa le persone affette da tali sofferenze a muoversi correttamente in acqua e a riconoscere i movimenti o gli esercizi che in acqua sono dannosi per la propria salute. Tutti possono praticare l’Acquantalgica, sia chi non è mai andato in piscina, sia chi nuota bene: gli esercizi proposti possono essere selezionati secondo il livello di acquaticità che la persona possiede. L’acqua, a diverse altezze, viene utilizzata principalmente come elemento in cui si possono assumere posizioni e posture che fuori dall’acqua non si possono mantenere con la stessa facilità e possono essere eseguite delle progressioni ginniche che solamente in acqua possono essere proposte. Le sessioni possono essere individuali o di gruppo, tenendo presente che i gruppi devono essere costituiti da un numero ridotto di persone, di modo che l’operatore possa proporre esercizi comunque personalizzati e avere sempre sotto controllo le risposte ginnico-motorie dei propri utenti. Gli esercizi possono essere suddivisi in:
esercizi in acqua bassa, con il capo fuori dall’acqua o in immersione, con o senza l’utilizzo di piccoli attrezzi;
esercizi in acqua di media altezza, con il capo fuori dall’acqua o in immersione, con o senza l’utilizzo di piccoli attrezzi;
esercizi in acqua di media altezza, con il capo in immersione (a corpo libero, alla parete);
esercizi in acqua di media altezza in spostamento, con l’utilizzo di piccoli attrezzi.

GLI ATTREZZI UTILIZZATI
Sono tutti piccoli attrezzi galleggianti, che possono facilitare l’esecuzione degli esercizi di Acquantalgica e di nuoto antalgico:
– tavoletta, costituita da materiale galleggiante, (plastica o materiale di vario genere), può avere diverse dimensioni;
– salvagenti di vario genere;
– braccioli o cavigliere, secondo della zona corporea in cui li applichiamo;
– tubolari, attrezzi a forma di tubo, molto flessibile e abbastanza lungo, sono costituiti da materiale galleggiante non gonfiabile;
– pinnetta, pinna ridotta nelle sue dimensioni, più o meno rigida.
Tra i piccoli attrezzi includo anche la parete, il pavimento e costituzione e forma del bordo vasca.

L’ALTEZZA DELL’ACQUA
Maggiori sono le parti del corpo che rimangono fuori dall’acqua, più il peso del corpo si avvicina al suo peso fuori dall’acqua. In base a ciò, vanno valutate globalmente alcune delle caratteristiche psico-fisiche dell’utente (altezza, pesantezza, volume, dimensioni, capacità coordinative, mobilità articolare, acquaticità, paura e timori) in base alle quali sviluppare un programma mirato, scegliendo esercizi in acqua bassa o in acqua di media altezza, intendendo per acqua bassa un’altezza minima alle ginocchia, per arrivare all’altezza dell’addome; mentre per acqua di media altezza dall’addome fino ad arrivare sulle spalle.

IL NUOTO ANTALGICO
Spesso le persone sono invitate a frequentare la piscina da parte dei propri medici per prevenire o curare una sofferenza lombalgica, ma una volta recatesi in piscina devono adeguarsi alle proposte natatorie aspecifiche della scuola nuoto, volte a soddisfare le esigenze di un gruppo. Per questo gli si propongono alcuni esercizi natatori non adatti al suo problema, ma molto spesso addirittura controindicati. Il nuoto “antalgico” tende a educare l’utente stesso permettendogli di nuotare attraverso esercizi natatori a lui più indicati, eliminando dal suo repertorio eventuali esercizi non adeguati.

LE ALGIE LOMBARI IN ACQUA
Le cause che determinano l’origine delle algie lombari sono sicuramente molte e devono essere considerate attentamente, perché non tutte possono essere trattate in acqua (secondo la gravità della malattia e secondo eventuali contro indicazioni mediche). La lombaggine è una sofferenza sociale molto comune, l’intensità del dolore può essere lieve o intensa e può essere curata in acqua in modo diverso, secondo le caratteristiche funzionali e strutturali della piscina. È necessario inizialmente indagare la causa che è all’origine del problema e della sofferenza. Nella maggior parte dei casi, l’origine deriva da posizioni e movimenti scorretti eseguiti quotidianamente, da stress psicologici e da una forma fisica scadente, con presenza di soprappeso e debolezza muscolare. Ma molte altre possono essere le cause:
– deformità congenite della colonna vertebrale (per esempio spondilolistesi);
– stato di gravidanza;
– anomalie dello sviluppo della colonna vertebrale, tipo osteocondrosi, scoliosi ecc.;
– infiammazioni acute tipo artrite o ernia del disco;
– infiammazioni degenerative, come artrosi ed osteoporosi;
– traumi di vario genere, come il colpo di frusta o il colpo della strega;
– tumori vertebrali;
– esiti di interventi chirurgici

OBIETTIVI PRIMARI E SECONDARI
Naturalmente l’obiettivo per eccellenza è la diminuzione, se non in alcuni casi l’eliminazione dello stato di sofferenza del nostro utente colpito da lombaggine, che può essere raggiunto passando per una serie di obiettivi intermedi:
prendere coscienza della corretta posizione della colonna vertebrale e imparare a controllarla in acqua nelle sue posizioni e nei suoi movimenti durante le diverse situazioni;
– riuscire a decomprimere i dischi intervertebrali attraverso esercizi eseguiti in acqua, di autoallungamento e di rilassamento;
migliorare la mobilità articolare normale, attraverso esercizi in acqua di mobilizzazione, di trasferimento posturale e di allungamento muscolare;
rafforzamento e irrobustimento in acqua dei muscoli addominali, nonché degli arti inferiori.
Gli obiettivi secondari in termini globali sono un miglioramento dell’acquaticità personale; il rafforzamento delle condizioni generali quali l’equilibrio, la capacità respiratoria, la coordinazione motoria, la capacità cardiocircolatoria, la forza generale, la coordinazione settoriale e segmentaria e infine la coordinazione globale e generale.

ESERCIZI IN ACQUA BASSA CON IL CAPO FUORI DALL’ACQUA: ALCUNI ESEMPI CON LA TAVOLETTA
1. La retroversione seduta. In ginnastica medica e correttiva la retroversione del bacino è la postura di base, indispensabile nei casi di algie; si esegue solitamente in appoggio con la schiena sul pavimento o sulla parete a gambe piegate. In acqua, la retroversione viene eseguita in posizione seduta (l’appoggio è rappresentato dal sostegno dell’acqua stessa): si esegue attraverso il basculamento del bacino, cioè la regione pubica si solleva leggermente, mentre la regione ombelicale si abbassa. È importante controllare che questo movimento avvenga attraverso la contrazione dei muscoli retti dell’addome (sono retroversori) e del muscolo trasverso (svolge azione di torchio addominale). Questo movimento tende a decomprimere i dischi intervertebrali nella regione lombare e tende a rettilineizzare la lordosi lombare fisiologica, svolgendo azione antalgica.
2. La sedia acquatica. Mani in appoggio sulla tavoletta, posta sulla superficie dell’acqua. Colonna vertebrale più diritta possibile ma rilassata. Gambe piegate e leggermente divaricate, quanto basta per avere le spalle sotto l’acqua. Piedi in appoggio plantare sul pavimento, in direzione avanti e paralleli tra di loro. Esecuzione:
a. Respirare regolarmente e tranquillamente.
b. Eseguire la retroversione del bacino e mantenerla.
c. Estendere la colonna vertebrale il più possibile verso l’alto, senza estendere le gambe che rimangono nella posizione di preparazione.
d. Pressare leggermente le mani sulla tavoletta verso il basso.
e. Mantenere i piedi a contatto del pavimento, fermi nella posizione di preparazione.
Tempo di tenuta: 20 sec.
3. Allungamento in semipiegata. Mani in appoggio sulla tavoletta, braccia in allungamento avanti con l’acqua sulle spalle, gamba dx estesa e allungata avanti con il tallone a terra e piede in flessione dorsale, gamba sx piegata con il piede sx in appoggio totale sul pavimento. Schiena più diritta possibile ma rilassata. Esecuzione:
a. Spostare il bacino verso il basso dietro e mantenerlo in costante allungamento posteriore.
b. Allungare il più possibile le braccia in avanti, allontanando la tavoletta dal proprio corpo.
c. Estendere la colonna vertebrale più in avanti possibile.
d. Mantenere le gambe ferme nella posizione di preparazione.
e. Respirare regolarmente.
Tempo di tenuta: 20 sec.
4. Il confessore. Gambe piegate e ginocchia appoggiate a terra, busto leggermente inclinato in avanti, braccia allungate in avanti e mani sulla tavoletta, piedi in flessione plantare, con il dorso del piede sul pavimento. Esecuzione:
a. Spingere leggermente le mani sulla tavoletta, verso il basso.
b. Estendere la colonna vertebrale verso l’alto il più possibile, mantenendo le ginocchia a terra.
c. Estendere le cosce ed eseguire la retroversione del bacino.
d. Respirazione regolare.
Tempo di tenuta: 20 sec.
5. L’accosciata. Mani in appoggio palmare sulla tavoletta, colonna vertebrale leggermente inclinata in avanti, gamba sx piegata a circa 90°con appoggio totale del piede a terra, gamba dx piegata con appoggio del ginocchio a terra e piede in flessione plantare con il dorso appoggiato a terra. Esecuzione:
a. Spingere leggermente le mani verso il basso, sulla tavoletta.
b. Allungare la colonna vertebrale ed estenderla verso l’alto
c. Eseguire la retroversione del bacino (maggiormente l’emibacino dx) con l’estensione della coscia sx
d. Respirare regolarmente.
Tempo di tenuta: 15 sec.
6. L’estensione monolaterale in accosciata. Braccia estese in avanti con le mani sulla tavoletta, colonna vertebrale leggermente inclinata in avanti con l’acqua sopra le spalle, gamba sx piegata a circa 90° con appoggio totale del piede a terra, gamba dx piegata con appoggio del ginocchio a terra e flessione plantare del piede con il dorso sul pavimento. Esecuzione:
a. Estendere il braccio dx verso l’alto, coinvolgendo anche la colonna vertebrale nell’estensione
b. Spingere leggermente la mano sx verso il basso sulla tavoletta
c. Estendere la colonna vertebrale verso l’alto (maggiormente a dx) ed eseguire la retroversione del bacino (maggiormente con l’emibacino dx)
d. Estendere la coscia dx.
e. Respirare regolarmente.
Tempo di tenuta: 10 sec.
7. La torsione monolaterale. Mani in appoggio sulla tavoletta, braccia in estensione avanti con l’acqua sulle spalle, gamba dx piegata a circa 90° con l’appoggio totale del piede a terra, gamba sx piegata con l’appoggio del ginocchio sx a terra e piede sx in flessione plantare con il dorso appoggiato a terra. Esecuzione:
a. Spingere le mani leggermente verso il basso sulla tavoletta.
b. Allungare la colonna vertebrale verso l’alto.
c. Eseguire la retroversione del bacino (maggiormente con l’emibacino sx) ed estendere la coscia sx.
d. Eseguire la torsione del tronco verso il lato sx, con le braccia estese in avanti e con le mani sulla tavoletta ed eseguire la tenuta.
e. Dopo aver eseguito la tenuta tornare nella posizione di preparazione.
f. Respirare regolarmente.
Tempo di tenuta: 10 sec.
8. La torsione bilaterale seduta. Acqua sopra le spalle, con la gambe piegate a circa 90°, divaricate tra di loro; busto leggermente inclinato in avanti con le mani poste sulla tavoletta e le braccia in estensione; piedi in appoggio plantare sul pavimento, abdotti. Esecuzione:
a. Allungare in max estensione le braccia avanti, con le mani sopra la tavoletta che spingono verso il basso.
b. Mantenere la posizione seduta ed eseguire la retroversione del bacino,allungare la colonna vertebrale verso l’alto ed estenderla il più possibile, mantenendola più diritta possibile.
c. Mantenendo il busto più diritto possibile, eseguire una torsione del busto prima verso dx, poi verso sx. con le braccia che si spostano anche loro verso dx e poi verso sx, continuando in questo modo con le mani che spingono in basso sulla tavoletta.
d. Respirare normalmente.

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Acquantalgica
21.00EUR
Autore: Andrea Altomare
Alea Edizioni: 2000
Pag: 128

Indice degli argomenti: clicca qui per scaricare il pdf
Primo capitolo

Quanto può essere utile l’acqua nella ripresa funzionale e motoria? Molto secondo l’autore, che propone in questo volume di facile consultazione più di sessanta esercizi e tecniche di nuoto antalgico, realizzabili in qualsiasi tipo di piscina, per la prevenzione e la cura delle algie lombari.

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Andrea Altomare
Insegnante di educazione fisica, istruttore di nuoto e assistente bagnanti, istruttore di nuoto per i disabili H.S.A. Italia, operatore per disabili F.I.S.D., ha partecipato a seminari e convegni riguardanti la motricità per disabili e per anziani anche non autosufficienti. Attualmente è il responsabile del servizio di idrochinesiterapia presso la Cooperativa Servizi Riabilitazione. Grazie alla sua esperienza è ideatore e promotore dell’Acquantalgica, il metodo di ginnastica in acqua per la prevenzione e la cura delle algie lombari.

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