13/07/2010 Community Business

Dove si nasconde il fitness? – Provate a passare in parrocchia…

di Anna Sacchi sacchi.anna@gmail.com

Sul territorio milanese sono presenti tante realtà che, per lo più, propongono un’offerta di servizi abbastanza omologata, rivolgendosi al target 20/50 anni.
Purtroppo, spesso la maggioranza dei centri fitness-sportivi non è in grado di accogliere, con un’offerta di servizi adeguata e sufficientemente specifica, la clientela “Over 50”, che vuole tenersi in forma per affrontare al meglio le problematiche tipiche dell’età. Analizziamo l’anatomia del fitness-consumo degli Over 50 di oggi.
 
IDENTIKIT DEGLI  OVER 50
Tendenzialmente, si tratta di persone che non amano svolgere attività fisica in luoghi caotici, come spesso sono le sale fitness: ambienti in cui non si sentono a proprio agio, in cui non riescono a muoversi autonomamente, sentendosi goffi e impacciati. Sono persone per cui la distanza tra la propria abitazione e la palestra rappresenta un elemento decisionale fondamentale, costituendo spesso un ostacolo per chi ha problematiche motorie. D’altra parte, vi è una nutrita clientela di over 50 (soprattutto donne) che si iscrive al centro fitness sotto casa, ma poi finisce per usufruire solo dei servizi accessori (spa, massaggi, trattamenti), rinunciando all’offerta “attiva” del club. Altri Over 50, invece, preferiscono un personal trainer a domicilio, con cui si instaura un rapporto di fiducia e affetto, oltre che di lavoro. L’identikit dell’anziano che vorrebbe “fare ginnastica” è indistintamente uomo o donna, sta generalmente bene di salute, se si escludono le classiche patologie come osteoporosi o artrite, con cui però l’anziano ha gradualmente imparato a convivere; presenta spesso un leggero soprappeso, dovuto più che altro a un’alimentazione scorretta e all’“appiattimento” del profilo ormonale, che fa precipitare il metabolismo verso il basso.
L’esigenza di un “cliente” del genere è innanzitutto quella di “stare bene”: vuole potersi alzare dal letto senza avvertire dolore, portare la spesa senza fatica, e fare le scale lentamente ma in modo fluido. Ha bisogno di essere seguito nei movimenti, incitato a superare indolenzimenti e scricchiolii, incoraggiato in una blanda attività cardiovascolare. Soprattutto, ha bisogno di un’estrema personalizzazione negli esercizi di mobilità, scioltezza e allungamento. Come per tutti gli altri clienti “più giovani”, ciascuno di loro è diverso e in quanto tale necessita di un approccio unico e ad hoc. In genere, l’Over 50 non ha la cultura del fitness ma della “ginnastica”, non entra in una palestra “di nuova generazione” perché non si sente seguito (nei centri “mordi e fuggi”, che ottimizzano i costi con il risparmio sul personale, ciò capita anche ai più giovani) e non sa come muoversi autonomamente fra le attrezzature. Di certo, questi aspetti non sono sfuggiti ad alcuni “preti-imprenditori” di grandi parrocchie nella periferia milanese, che hanno organizzato nella palestra dell’oratorio dei corsi di “ginnastica della terza età”, riscuotendo da anni un successo degno di nota.

STRUTTURAZIONE DELL’OFFERTA
I corsi di ginnastica per adulti fanno parte delle scelte parrocchiali per promuovere socialità e aggregazione. Seguono il calendario scolastico, si svolgono di mattina o di pomeriggio, con la possibilità di scegliere la frequenza settimanale e l’orario, e sono pubblicizzati con il passaparola, con cartelli affissi negli spazi parrocchiali e a volte anche alla fine della Santa Messa!
I gruppi sono al massimo di dieci persone, che solitamente si conoscono per le medesime frequentazioni in chiesa o perché abitano nel quartiere o nella stessa via. La proposta di ginnastica è completamente gestita dal tecnico che, in base all’età, adatta gli esercizi, studiando e acquisendo ogni lezione dati importantissimi sulla salute dei propri “allievi”. La ginnastica fa uso di piccoli pesi, tappetini, elastici, bastoni, cerchi o palloni, senza dimenticare l’aspetto ludico, che risveglia in loro una certa competizione, nonché una rivalutazione della propria self-efficacy. L’ora inizia con un buon riscaldamento, la mobilità degli arti superiori e inferiori, prosegue con un lavoro a corpo libero, e termina con esercizi di allungamento e respirazione. Ciascun adulto versa una quota associativa a inizio anno, a seconda della frequenza settimanale scelta: tali quote sono decisamente più basse rispetto ai listini prezzi che mediamente si leggono nei centri fitness, e forse proprio nell’alto rapporto qualità/prezzo sta il segreto del successo di queste iniziative. Il tecnico, obbligatoriamente laureato in Scienze Motorie, stringe con la parrocchia un rapporto in regola di collaborazione a progetto, con una buonissima paga oraria che lascia per forza di cose tutti soddisfatti. Senza dubbio l’idea di poter utilizzare lo spazio della parrocchia – solitamente lasciato ai giovani dell’oratorio e agli “scout” – promuovendo la salute dei fedeli è straordinariamente originale: una cura della salute spirituale affiancata a quella fisica e socio-culturale (il parroco propone spesso anche cineforum e teatro) è una strategia assolutamente funzionante, che permette una maggior integrazione a tanti anziani che spesso sono emarginati dagli altri ambiti sociali “più moderni”. I vantaggi per i frequentanti sono numerosi: la vicinanza della location, la quota associativa “a prova di pensione”, ma soprattutto un’occasione per stare insieme, che accende la voglia di fare, creando gruppi di ritrovo anche fuori dall’ambito ginnico. Se tale aspetto sembra scontato, si pensi solo a quanto sia difficile, alle volte, fare conoscenze e amicizie nei centri fitness, dove ciascuno è lasciato a se stesso, e si vive la ginnastica principalmente in solitudine. La socialità nell’anziano è linfa vitale, e l’empatia che si sviluppa tra loro nei corsi è palpabile. Il tecnico deve tener conto di questo aspetto senza ostacolarlo, utilizzandolo a scopo didattico, creando per esempio delle stazioni di lavoro di gruppo o a coppie. I corsisti hanno, inoltre, la sicurezza di svolgere esercizi “personalizzati” in base alla loro condizione, da un tecnico pronto a correggere e a mostrare il gesto, elidendo quindi la superficialità e l’approssimazione metodologica che alle volte caratterizza il servizio offerto da alcuni centri fitness.
Dunque, Over 50 tutti in parrocchia? Probabilmente iniziative di questo genere si moltiplicheranno negli anni a venire, per rispondere alle esigenze di un’utenza sempre più attenta al proprio benessere. I centri fitness potrebbero sicuramente imparare qualcosa, per proporre, finalmente, un servizio congruente alle aspettative di questo appetibile target…sicuramente avrebbero la benedizione di Dio sul proprio operato!

Anna Sacchi

Laureata in Scienze Motorie, lavora da 10 anni nelle più importanti palestre milanesi come fitness trainer. Segue dal 2003 numerosi clienti come personal trainer, occupandosi non solo dell’allenamento ma anche del loro benessere psicofisico, esigenza che l’ha spinta a specializzarsi sempre più nelle tecniche di allungamento e rilassamento. Nell’ultimo anno si è occupata di consulenza, dell’insegnamento dell’Educazione Fisica a scuola e della ginnastica specifica per la terza età.

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