16/09/2010 Allenamento

La strutturazione di un programma di allenamento personalizzato

di Francesco Capobianco

La strutturazione di un programma rappresenta senz’altro la più grossa sfida per un P.T. Non ci vuole molto per capire che un programma standard, adattabile a tutti, non funziona. Ogni individuo ha esigenze proprie, interessi personali e risponde diversamente alle varie attività. Per quanto la teoria sia un requisito preliminare per creare un programma efficace, anche i P.T. armati di sole informazioni teoriche si potranno chiedere quali siano le soluzioni pratiche alle esigenze individuali dei loro clienti.

IL COLLOQUIO PRELIMINARE
L’intervista al cliente è la base di un colloquio preliminare e di un dialogo continuativo; fin da principio vi permette di raccogliere le informazioni riguardanti interessi, esigenze, desideri e conoscenze di fitness dell’individuo in esame. Questo tipo di interazione continuerà in tutti i contatti successivi e permetterà di scoprire quello che il cliente vuole veramente raggiungere. La consapevolezza che lo avete coinvolto nella programmazione del suo allenamento, aiuterà a mantenere alta la sua motivazione; nello stesso tempo, creando un programma equilibrato, sarà più facile coinvolgere il cliente in un insieme di indicazioni che si estendono al suo stato di salute, oltre che alle sue esigenze di forma fisica. I vostri clienti dovranno sempre restare una parte attiva in questo processo: il loro contributo e le loro impressioni saranno le componenti più importanti nell’indirizzare il vostro programma verso determinati obiettivi.

ESAME OBIETTIVO MOTORIO
Con un’appropriata raccolta di informazioni saprete quale è lo stato di salute attuale dei vostri clienti e quali i loro interessi e le loro necessità. Il procedimento di raccolta di informazioni dovrebbe includere un’anamnesi medica sullo stato di salute (effettuata dal medico durante la visita di idoneità), un colloquio con il cliente da parte vostra, nel quale definire gli obiettivi, e infine l’esecuzione dei test di fitness per una attenta valutazione globale. Lo scopo del rilevamento dei dati di un individuo è quello di accertare con anticipo l’eventuale presenza di disturbi e predisporre il programma di lavoro escludendo quegli esercizi dannosi. Una valutazione globale dovrebbe includere un questionario sulla situazione di salute pregressa, un’analisi dei fattori di rischio, un esame obiettivo motorio, esami di laboratorio e un certificato medico che dichiari lo stato di buona salute. Questa scheda per il rilevamento dei dati dovrebbe includere solo informazioni che vi riguardano come tecnico (e non come medico) e che utilizzerete per stabilire quale dovrà essere la linea guida da seguire per il raggiungimento degli obiettivi. È fondamentale che tutte le persone intenzionate ad avvicinarsi a qualsiasi tipo di attività sportiva debbano per prima cosa sottoporsi a visita medica. Tuttavia esistono categorie di persone (maschi adulti con una età al di sopra dei 40 anni e donne al di sopra dei 50 anni) più a rischio rispetto al resto della popolazione che pratica una qualsiasi attività sportiva. Per queste categorie è raccomandabile effettuare un test da sforzo prima di iniziare un programma di training intenso, per fare una valutazione più mirata sullo stato di forma. Questi test dovrebbero essere eseguiti in ambienti idonei e con attrezzature specifiche, sotto il diretto controllo di medici specialisti in Medicina dello Sport, ed eseguiti da tecnici preparati non solo nell’esecuzione dei test stessi ma soprattutto  nella lettura dei valori rilevati durante il test.
Se durante la rilevazione dei dati, nella situazione di salute pregressa, trovate che l’individuo ha qualcosa che non vi convince, è raccomandabile invitarlo a rivolgersi a uno specialista, in quanto il problema esula dalle vostre competenze. Alcuni esempi di "campanelli d’allarme" possono essere: l’età dell’individuo, la condizione cardiaca precedente, problemi ortopedici importanti, alcuni tipi di interventi chirurgici, l’ipertensione (pressione alta), gravidanza, diabete ecc.
Se avete dubbi o esitazioni nel preparare un programma per un soggetto con qualcuno dei problemi sopracitati, consultatevi con il medico del vostro cliente il quale, conoscendolo da anni, può aiutarvi ad avere maggiori informazioni sullo stato di salute e consigliarvi eventualmente sui limiti a cui attenersi. Uno screening effettuato in modo appropriato, tramite un colloquio e un rapporto scritto sulle condizioni del vostro cliente, riduce i vostri rischi di responsabilità ed evita di porre il vostro cliente in situazioni pericolose.

I TEST DI VALUTAZIONE FUNZIONALE
Dopo il colloquio preliminare, i test di valutazione funzionale rappresentano il successivo indicatore dello stato di forma del vostro cliente; sono anche uno strumento motivante che molti trainer usano per stimolare i loro clienti nel tempo, puntando sui miglioramenti ottenuti. Il test non è uno strumento diagnostico  per la valutazione delle malattie o dello stato di benessere di un individuo, e non è nemmeno uno strumento per stabilire il grado di disponibilità del vostro cliente nell’impegnarsi in un programma di attività fisica. La scelta di quale o di quali test utilizzare è naturalmente dettata dal tipo di indagine e di obiettivo che si vuole perseguire, in relazione allo sport praticato e/o alle informazioni occorrenti per la stima dello stato di forma del soggetto testato. Qualsiasi test dovrà comunque essere il più valido, il più attendibile ed il più obiettivo possibile, ovvero dovrà fornire dati chiari e precisi su ciò che si prefigge di analizzare, riducendo al minimo le possibilità di errore, sia da parte di chi esegue il test che da chi lo riceve.
I test di valutazione funzionale possono essere classificati in due grandi categorie: test da sforzo e test non da sforzo; test da laboratorio (ad esempio presso un centro di Medicina Sportiva) e test da campo. Il lavoro del P.T. è spesso svolto in situazioni differenti e variabili: per questo è importante che sia dotato di quella giusta dose di fantasia che gli permetta di gestire questa variabilità, utilizzando, secondo le circostanze, i test più opportuni e attendibili. Ricordate che il massimo confronto tra più test eseguiti da un soggetto può realizzarsi solamente tra prove eseguite con la stessa apparecchiatura, dallo stesso esaminatore e rispettando il medesimo protocollo.

COME EFFETTUARE I TEST
I test devono essere eseguiti con scrupolo, ma non devono occupare molto tempo, che verrebbe tolto al normale programma di allenamento. Per questo è bene preparare preventivamente le attrezzature necessarie, in modo da non perdere troppo tempo tra un test e l’altro. È opportuno scegliere accuratamente i test da eseguire, tenendo presente che la batteria di test deve fornire un quadro completo. Le schede per il rilevamento sono preparate precedentemente e conterranno, oltre ai dati anagrafici del soggetto da testare, anche alcuni parametri riferiti ai dati antropometrici, nonché al peso e all’altezza. Dal punto di vista fisiologico occorre effettuare prima un riscaldamento generale e poi un riscaldamento più specifico al tipo di test che proporremo, in modo da far provare al soggetto il gesto atletico per il quale poi sarà testato. È bene che i test siano somministrati sempre nello stesso momento della giornata (se il primo test è stato eseguito al mattino è importante ripetere il test nelle stesse condizioni precedenti, al fine di ottenere gli stessi risultati). Infine, un’indicazione di buon senso: non si deve mai ricorrere a un test se questo mette i vostri clienti in situazioni imbarazzanti, sconvenienti, pericolose o ad alto rischio, relativamente alle loro condizioni correnti di salute e di forma fisica. Se, ad esempio, lavorate con un cliente obeso, non sarà necessario eseguire una batteria di test atti a stabilire e confermare la patologia del soggetto; effettuate i test solo quando possono offrirvi delle informazioni importanti. Non è molto motivante per un soggetto obeso sentirsi dire che lo strumento (plicometro) utilizzato per la rilevazione delle pliche non si apre abbastanza da permettergli di prendere le misure.

TEST NON DA SFORZO
 Si differenziano dai test da sforzo perché NON viene richiesto al soggetto la prestazione di alcun gesto atletico. Riguardano in particolare la valutazione della flessibilità, l’equilibrio, la coordinazione motoria, i rilevamenti antropoplicometrici (peso, altezza, circonferenze e pliche) e la valutazione della postura. Le misurazioni antropoplicometriche consistono nel rilevamento di peso, altezza, circonferenze, diametri e pliche cutanee. Una precisa indagine antropoplicometrica è uno strumento di grande utilità per il P.T., il quale grazie a queste misurazioni, sarà in grado di valutare sia il trofismo muscolare sia eventuali situazioni asimmetriche causa di posture errate. Il sistema plicometrico consiste nella misurazione delle pliche cutanee in aggiunta al rilevamento di varie circonferenze. La plica cutanea viene rilevata sollevando con indice e pollice una porzione di cute e quindi misurata con un calibro speciale chiamato plicometro. Una alternativa al test plicometrico è l’esecuzione del test impedenziometrico o altri sistemi per la valutazione della composizione corporea tra i quali la pesatura idostatica. L’utilizzo delle pliche cutanee senza l’utilizzo di formule appropriate non serve a gran che; quelle più comunemente utilizzate sono la Formula di Jackson e Pollock per maschi, e di Jackson,  Pollock e Ward per le femmine. Una volta ottenuta la densità corporea, con la Formula di Bronzek si calcolerà la percentuale di grasso corporeo. Le misurazioni dello strato adiposo sono un efficace elemento di motivazione per dimostrare al cliente una perdita di peso sicura e l’efficacia del programma di allenamento utilizzato. Per coloro che sono magri e in forma questo può funzionare come fattore motivante, tuttavia per gli individui in sovrappeso questo confronto può avere forti conseguenze negative. In questa fase di valutazione ci si propone di evidenziare atteggiamenti posturali e asimmetrie causa di tensioni muscolari e di squilibri sia muscolari che scheletrici. Qualora la situazione lo richieda, il P.T. può invitare il soggetto a rivolgersi al proprio medico o a uno specialista il quale provvederà a valutare il caso. I miglioramenti della postura possono coinvolgere molte parti del corpo; un programma efficace deve includere esercizi di stretching e di potenziamento di quei distretti muscolari più carenti o indeboliti da un vizio posturale.
La valutazione ortostatica è svolta con il soggetto in piedi, vestito solamente di biancheria intima, con i piedi leggermente distanziati fra di loro e con le braccia lungo i fianchi; il P.T. dovrà osservare e annotare una serie di situazioni determinate sia dal modo in cui l’intero organismo si colloca nello spazio, sia dalla posizione che ogni distretto anatomico ha in relazione ai restanti distretti, sia dalla presenza di evidenti asimmetrie di carattere muscolo-scheletrico.

TEST DA SFORZO
NeI test da sforzo si richiede al soggetto da esaminare di compiere una prova atletica: test per la potenza, la velocità, la forza, l’efficienza cardio-vascolare ecc. Prima di iniziare qualsiasi test è importante rilevare sempre la data, l’ora e le condizioni del soggetto da testare. Elenchiamo qualche esempio:
– I.R.I. Test (Indice di Recupero Immediato, o step test), per valutare l’adattamento cardivascolare allo sforzo, e quindi dell’abilità di recupero dopo un lavoro sub-massimale;
– Astrand Test al cicloergometro (VO2 max);
– Test Conconi ciclosimulatore;
– Push Up Test, per valutare l’endurance muscolare dei muscoli pettorali, spalle e tricipiti;
– Sit Up test, per valutare la resistenza muscolare della zona addominale;
– Test del lancio della palla medica (valutazione della potenza esprimibile dagli arti superiori);
– Seargent Test o Salto Verticale (valutazione della massima potenza esprimibile dagli arti inferiori).

PROGRAMMAZIONE DELL’ALLENAMENTO
L’obiettivo principale del programma di allenamento è ottenere il maggior benessere psico-fisico, migliorando le qualità delle prestazioni, che si basano sulla conoscenza dei principi generali che regolano l’allenamento.Altri obiettivi possono essere il controllo del peso corporeo, la diminuzione della percentuale del tessuto adiposo, il miglioramento di una determinata prestazione. Tuttavia, il benessere non è legato solamente ad aspetti fisici, ma anche, e soprattutto, a quelli psichici. Ne deriva che la persona a cui è rivolto il programma di allenamento deve esserne soddisfatta, e la sua soddisfazione dipenderà in buona misura dalla capacità del P.T. di rispondere alle sue esigenze. È di fondamentale importanza capire quanto tempo il soggetto potrà realisticamente dedicare all’allenamento: il programma dovrà essere costruito sulla base della disponibilità del soggetto e non sulla base di criteri astratti e irrealizzabili. Una volta identificato lo scopo dell’allenamento si dovranno prendere in considerazione lo stato di salute ed eventuali patologie in atto, per trovare le forme e le modalità di esercizio più opportune, che possono anche comportare la revisione degli obiettivi. Nella tabella sottoriportata viene schematizzata l’impostazione di un programma d’allenamento.

 

Tratto da Personal trainer
26.00EUR

Autore: Francesco Capobianco
Alea Edizioni: 2004
Pag: 216

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Primo capitolo: clicca qui per scaricare il pdf

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