01/10/2010 Community Business

Medici corrotti dalle case farmaceutiche

di Mia Dell’Agnello
Del consumo eccessivo e sempre in crescita dei farmaci ne abbiamo già parlato e sentito parlare, testimoniato anche dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed), pubblicato a luglio di quest’anno (http://www.agenziafarmaco.it/it/content/rapporti-osmed-luso-dei-farmaci-italia). Già su Fitmed di settembre (http://www.professionefitness.com/download_pdf.asp?F=FITMED910.pdf), commentando i dati del rapporto, abbiamo citato le parole di Nicola Magrini (medico con specializzazione in Farmacologia Clinica, direttore del CeVEAS) che, nel suo intervento alla presentazione del Rapporto Nazionale OsMed 2009, ha evidenziato come la “pressione commerciale dell’industria” influisca pesantemente sulla prescrizione di alcune classi di farmaci e come spesso non sia corrisposta da indici epidemiologici coerenti. Partendo dal presupposto che le strategie di marketing applicate al settore farmacologico sono le stesse utilizzate per i settori merceologici di largo consumo (dalle merendine ai telefonini), si evince come la prima necessità sia quella di aumentare la richiesta del prodotto, rivolgersi a un mercato sempre più ampio. Quindi, le possibilità sono diverse. Stando nel “lecito”, per aumentare il numero di malati in una società che esplode di benessere, per esempio, si può:
– diminuire la soglia che delimita la patologia (ovvero il livello di “rischio”);
– inventarsi delle malattie nuove, che definiscano come “patologiche” determinate situazioni o stati psicologici fino a ieri considerati normali;
– aumentare l’ansia per indurre a un consumo “preventivo”.
(Per approfondire questi argomenti consigliamo la lettura del libro "Farmaci che ammalano e case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti", di Ray Moynihan e Alan Cassels, edizioni Nuovi Mondi Media). http://www.nuovimondi.info/.
Sempre stando nel “lecito”, considerando che le case farmaceutiche sostengono praticamente tutta la ricerca e la produzione scientifica, dagli studi clinici alle riviste, ai congressi medici, alle campagne di sensibilizzazione sulle malattie e finanziano perfino le associazioni per la tutela dei pazienti, sorge naturale e plausibile il sospetto di un certo, diciamo, “plagio” dell’informazione. Ma che ci fosse un’azione diretta di corruzione di medici da parte di “imprenditori di industrie multinazionali farmaceutiche da cui hanno ripetutamente percepito illeciti compensi stimati nell’ordine di circa 2 milioni di euro… in cambio di prescrizioni e somministrazioni arbitrarie, a centinaia di pazienti in cura per diffuse patologie croniche…”: ma no, dai, non può essere vero! (http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/10/01/news/medici_corrotti_dalle_case_farmaceutiche-7604489/?ref=HREC1-6). La notizia è di stamattina, riportata dai principali quotidiani e agenzie giornalistiche: i carabinieri del Nas hanno eseguito 21 ordinanze di applicazione di misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Firenze. Al momento, sia chiaro, non c’è nessuno colpevole: indagini e perquisizioni sono ancora in svolgimento.

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *