26/01/2011 Allenamento

La valutazione posturale – Indicazioni per l’operatore fitness

di Antonio Parolisi anto.parolisi@libero.it

L’utenza dei centri fitness sta cambiando notevolmente e sempre più spesso gli operatori del settore hanno a che fare con persone che si recano in palestra per risolvere problemi di salute generale (quando non vere e proprie patologie), persone generalmente preparate e cariche di aspettative. Le conoscenze richieste al tecnico sono aumentate e spesso è necessario un intervento di tipo “olistico”, per poter inquadrare il problema nel migliore dei modi. La metodologia di allenamento richiede che si presti molta attenzione nella pratica e nei “dosaggi” dell’attività fisica che, proprio come un farmaco, se presa in dosi insufficienti non sortisce alcun effetto, mentre se somministrata in dosi eccessive o in modo inappropriato può creare seri danni.

PRINCIPI GENERALI
Un aspetto fondamentale da prendere in considerazione per la programmazione di un buon piano di allenamento è quello posturale, spesso erroneamente trascurato. Senza trasformarsi in un medico o in un terapista, l’istruttore e il personal trainer dovrebbero essere in grado di effettuare la valutazione posturale del soggetto, e tenerne considerazione nella stesura del programma di allenamento. Per fare ciò è necessario essere in possesso degli strumenti adatti a decodificare i linguaggi del corpo, rapportarli nella pratica della ginnastica e, quando necessario, consigliare la visita di uno specialista. Nella posturologia l’interdisciplinarietà ha una valenza assoluta e nessun tecnico può operare sempre e comunque in modo autonomo o indipendente: può capitare che alterazioni del sistema tonico posturale siano causate da un dente “fuori posto”, una male occlusione, un occhio “pigro”, un problema di otite, un piede piatto, un piede cavo, un problema di stomaco, un trauma cranico, una sofferenza vertebrale, una cicatrice chirurgica, una debolezza muscolare, o addirittura un fattore emotivo. Il dentista, l’oculista, l’ortopedico, l’otorinolaringoiatra, il gastroenterologo, lo psicologo, l’osteopata, il chiropratico, il fisioterapista, il chinesiologo, il fitness trainer ecc, possono tutti occuparsi di postura quando, ovviamente, il problema rientra nella propria sfera di competenza.
L’operatore dovrà essere dotato di una chiave di lettura che gli consenta di inquadrare e interpretare i messaggi di un corpo sofferente e disturbato, così da intervenire adeguatamente sulla “primarietà” della perturbazione, ovvero la sua causa principale. L’alterazione posturale implica diversi fattori. In posturologia gli informatori della statica, e quindi anche i suoi perturbatori, sono essenzialmente: occhio, vestibolo, articolazione temporo-mandibolare (ATM), piede, sistema viscerale, sistema cranio-sacrale e, non ultime, le cicatrici; ci sarebbe da citare anche l’aspetto psico-somatico, ma la questione diventa davvero difficile da gestire. Tutti i recettori raccolgono informazioni sia dall’esterno che dall’interno del corpo e si adattano per assumere un atteggiamento del soggetto in modo che sia più confortevole possibile, sviluppando il massimo rendimento (restare in piedi per molte ore) con il minor dispendio di energia. In effetti, in stazione eretta non siamo mai completamente immobili, perché siamo sottoposti a un fenomeno oscillatorio continuo, deputato alla ricerca dell’equilibrio con la proiezione del cento di gravità del corpo (CdG) che si trova davanti alla 3° vertebra lombare (L3), nel poligono di base, ovvero quella porzione di suolo che si viene a creare tra le proiezioni dei due talloni con i rispettivi 5° dito. 

Queste continue oscillazioni mettono in condizioni il corpo di muoversi come un pendolo invertito, avendo i piedi al suolo e la testa libera di oscillare con un parametro di riferimento di circa 4°.

DESCRIZIONE DI UN CONO IDEALE SECONDO LE OSCILLAZIONI DEL CORPO
La sola osservazione delle oscillazioni può essere uno strumento utilissimo alla valutazione del trainer, in quanto un’alterazione di tali ondeggiamenti, in eccesso o in riduzione, può segnalare una problematica di tipo posturale. Queste oscillazioni risultano alterate se il soggetto chiude gli occhi. Si stima che, in condizioni fisiologiche ottimali, questi movimenti ondulatori raddoppino a occhi chiusi, perché si eliminano le informazioni provenienti dal recettore oculare: il sistema posturale chiama in gioco meno “adattatori” e quindi impiega più energia per mantenere la statica eretta. Se però le oscillazioni a occhi chiusi sono eccessive, siamo di fronte a una problematica che viene “compensata” dagli occhi. Può anche succedere l’inverso: a occhi aperti il soggetto oscilla drammaticamente e a occhi chiusi rientra in condizioni di “normalità”. In questo caso, l’occhio è un elemento perturbatore e spesso le oscillazioni sono normalizzate dall’utilizzo degli occhiali: se il soggetto è già portatore di lenti correttive è bene che svolga l’allenamento con gli occhiali o le lenti a contatto; in caso ne non facesse uso si può consigliare un eventuale visita oculista, possibilmente da un esperto che lavora anche in ambito posturale, per valutare l’idea di una lente che corregga il difetto di alterazione della statica. Il medesimo ragionamento può essere fatto per l’ATM (articolazione tempora-mandibolare) che in condizione di bocca chiusa può dare delle oscillazioni e in posizione di non occlusione altri risultati. La situazione che altera l’andamento dei movimenti ondulatori è da ricondurre a una possibile causa perturbante. Anche in questo caso il nostro dovere sarebbe quello di rinviare il soggetto da un dentista – ortodontista, consapevole da un punto di vista posturale, che opterà per un intervento più consono al caso. Sempre in riferimento alla bocca, un parametro assai importante, come molti studi hanno dimostrato, è la neurofisiologia della lingua (vedi la Terapia Miofunzionale del Dott. Antonio Ferrante). La posizione della lingua è fondamentale per l’equilibrio posturale, e l’assunzione di determinate posizioni può alterare la postura in modo importante: lo si potrebbe verificare facendo assumere svariate posizioni alla lingua stessa e osservarne i cambiamenti. Si può valutare anche il parametro vestibolo: se a occhi chiusi e a bocca aperta le oscillazioni sono incrementate ulteriormente, o addirittura si osserva una perdita dell’equilibrio, è probabile che la causa debba essere ricercata nell’apparato vestibolare; quindi, nel caso, indagare con lo specialista ORL. La perdita dell’equilibrio, tuttavia, oltre a derivare dal vestibolo o da una compressione nel tratto cervicale, può anche essere ricondotta, nei casi più gravi, a una problematica cerebellare, ovvero a livello del cervelletto. In questo caso il trainer non può fare altro che informare il cliente riguardo le possibili cause del suo problema e suggerirgli di sottoporsi a una visita neurologica specialistica, qualora l’apparato vestibolare e il tratto cervicale siano risultati senza problemi. Per valutare bene le oscillazioni di un soggetto c’è bisogno di molta attenzione, ma soprattutto di tanta pratica clinica.

LA VALUTAZIONE SUL PIANO SAGITTALE
Il passo successivo riguarda l’osservazione del cliente anche su un piano sagittale, molto importante al fine di valutare un’accentuazione o riduzione delle curve del rachide; in particolare, da questa angolazione si può apprezzare un’eventuale “postura anteriore”, oppure una “postura posteriore”.
Naturalmente tra le due, esistono tantissimi intermedi tipi di postura:
A (soggetto a postura anteriore)
B (soggetto a postura posteriore)

CLASSIFICAZIONI ALLA VERTICALE DI BARRÈ
Continuando nella valutazione, un altro strumento che si presenta assai utile e indicativo è il rapporto sul piano frontale, rispetto a un filo a piombo, alla Verticale detta “di Barrè”: essa permette di inquadrare, orientativamente, la provenienza del problema. Attraverso l’osservazione del soggetto in questi termini, riusciamo a indirizzarci verso una problematica che viene dall’alto (discendente), dal basso (ascendente), a componente mista (ascendente-discendente) o di tipo traumatico. I riferimenti anatomici sono lo spazio tra i calcagni, il triangolo sacrale e il triangolo occipitale: se sono allineati alla verticale, non sono presenti perturbazioni importanti della figura 4statica e il soggetto è “ben allineato” o, comunque, ben compensato.
In caso contrario, si possono riscontrare quattro differenti situazioni, rappresentate nella quarta figura.
A – È possibile ricondurre il problema a carico del triangolo superiore; il triangolo del sacro è in linea con i piedi, ma la parte occipitale è traslata a sinistra. Qui si può indagare ulteriormente su occhio, mandibola, orecchio, problemi cranio sacrali, vertebrali alti, arti superiori e problemi viscerali alti.
B – È possibile ricondurre il problema a carico del triangolo inferiore; il triangolo del sacro non è in linea con i piedi e la testa. In questo caso, si può indagare sul bacino, quadrante viscerale basso, anca, ginocchio, caviglia e piede.
C – È possibile ricondurre il problema a una componente mista, sia dal basso che dall’alto; in questo caso sarà necessario stabilire quale informazione sia più perturbante.
D – È possibile ricondurre il problema a un evento traumatico, tipico dei colpi di frusta (whiplash), che altera la statica corporea. Spesso questa situazione è collegata a problemi emozionali, traumi o shock emotivi.
Un ultimo esempio è quello delle alterazioni corporee ben compensate  dove, nonostante un’evidente alterazione delle curve del rachide, i triangoli superiore e inferiore sono in linea.
In questo caso siamo di fronte a una condizione di “autonoma strategia di compenso del corpo” che, secondo molti esperti, non andrebbe modificata: unico intervento sarà indirizzato a fornire mobilità alle strutture che lo richiedono. In base al recettore che ha attirato la nostra attenzione, si scenderà in dettaglio con altri test specifici per occhi, mandibola e vestibolo.

PER APPROFONDIMENTI…
Sarà inoltre importante valutare un eventuale asimmetria del bacino ed evidenziare una dismetria degli arti inferiori che può portare a uno scompenso dal basso (ascendente).
Come detto precedentemente, anche le cicatrici hanno una valenza fondamentale nelle alterazioni posturali perché creano delle aderenze nelle strutture sottostanti a esse, che limitano i movimenti intrinseci delle strutture fasciali connettivali, creando dei fulcri attorno cui il corpo si adatta. Esistono dei test specifici per valutare un’interferenza posturale di derivazione da cicatrice, per esempio con il V.A.S. (Segnale Vasco-lare Autonomo): essendo i trainer in grado di apprezzare il battito cardiaco a livello del polso radiale, sarà questo il mezzo di valutazione per le cicatrici, applicando una forma modificata della Tecnica di Nogier.
Una valutazione della mobilità del rachide e degli arti metterà in evidenza una problematica meccanica che può essere un elemento chiave nell’alterazione. Si potranno praticare anche dei test generali per il recettore oculare, come il cover test per valutare un “difetto di convergenza oculare”.
Per i denti, si potrà apprezzare velocemente una corrispondenza dell’arcata superiore con quella inferiore e valutarne un eventuale “cross byte”. Riveste particolare importanza anche il discorso sulle classi occlusali (1°, 2° e 3° classe occlusale) e le corrispettive posture di adattamento.
Una panoramica sulla mobilità del rachide e degli arti potrà mettere in evidenza un’eventuale problematica di limitazione di movimento che altera la postura.

Bibliografia

Principi di medicina manuale, Edizioni Futura
TOP, Terapia Osteopatico Posturale, Marrapese editore
Trattato di Osteopatia strutturale, Marrapese editore
Le catene muscolari vol 1, 2, 3, Marrapese editore
Manuale di trattamento manipolativo osteopatico, Verducci editore
Ortopedia e traumatologia, UTET
Fisiologia articolare vol 1, 2, 3, Maloine Monduzzi editore
Trattato teorico pratico di posturologia osteopatica, Marrapese editore
Chiroterapia – Tecniche nuove
Fondamenti di medicina osteopatica, Casa editrice Ambrosiana

Antonio Parolisi
Laureato in Scienze Motorie, specializzato in attività fisica preventiva e adattata; diplomato in Fisiokinesiologia e Personal Fitness Trainer Issa. È professore a contratto presso la Facoltà di Scienze Motorie di Napoli “Parthenope”; preparatore atletico e personal trainer nelle Basi Militari Americane in Campania (NSA). Diplomando in Osteopatia, si occupa di Functional Training
e Riequilibrio Posturale.

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