11/01/2011 Allenamento

Visite mediche in palestra  – O si va verso l’eccellenza o è meglio non farle!

In questi anni i frequentatori dei centri fitness sono cambiati: sono aumentati gli adulti e gli anziani. Con l’aumentare dell’età media dei clienti, è diminuita la capacità di erogare prestazioni di alto livello; con l’aumentare dell’età, è aumentata la fragilità complessiva del frequentatore medio. Infine, hanno cominciato a fare il loro ingresso nei centri fitness i soggetti metabolici, ovvero i sedentari in soprappeso con un diabete, ipertensione, ipercolesterolemia.

La visita medica, invece, è rimasta la stessa. In palestra, laddove viene eseguita, è spesso rimasta ancorata al bisogno legale e contrattuale del certificato medico e non sempre viene eseguito l’esame più importante: l’elettrocardiogramma. Il “prodotto” visita è gestito in maniera “cottimistica”, senza dare soddisfazione al cliente, senza fornire informazioni sulle priorità da considerare nella pianificazione dell’allenamento ai personal trainer e senza garantire sicurezza al centro. La visita, di fatto, è regredita al “certificato” e questo, se prima era inadeguato, ora, con le nuove categorie di frequentatori, non funziona più.
La visita medica deve rinnovarsi nei contenuti e nella professionalità. Suggerisco qui alcune linee guida di riferimento, che sono state applicate nella mia esperienza ventennale di coordinatore sanitario di centri fitness.

Criteri per una visita di qualità
La triade cardiaca: indagini obbligatorie.
1) Elettrocardiogramma, esecuzione e lettura dell’elettrocardiogramma di base per tutti. La motivazione è molto semplice: i rischi non conosciuti più gravi, e talvolta fatali, si annidano in eventuali patologie cardiache. Un elettrocardiogramma fornisce anche importanti informazioni sul livello di performance, che possono essere utili nel tracciare un programma di allenamento. La lettura di un ecg di base può essere fatta da un medico non specialista in cardiologia; eventuali dubbi o patologie seguiranno il loro normale iter di approfondimento tramite il medico curante.
2) Misurazione della pressione, un gesto estremamente professionale che richiede la presenza di alcuni parametri fondamentali, come l’ascolto, il clima favorevole, la tranquillità e il contesto. Se si rispettano questi punti, si troveranno curiosamente valori pressori molto più bassi delle attese.
3) Auscultazione del cuore, con tutte le valutazioni del caso.

La valutazione della motivazione del cliente
1) Esperienza di ascolto, per valutare la motivazione dell’iscritto. Spesso la motivazione è labile e contraddittoria: dimagrir,e ma senza frequentare; fare muscoli, ma senza sollevare pesi, e tante altre varianti. Questi argomenti “motivazionali” estremamente delicati, e anche strategici per la fidelizzazione del cliente, in questi anni sono stati affrontati da figure professionali che non sempre erano in possesso di titoli o esperienza: coacher, marketing manager, venditori di attrezzature, tutti.
L’ascolto, la comprensione e la gestione della motivazione avvengono all’interno della visita medica.: è lì che si dipana quella matassa di informazioni che l’iscritto racconta quando entra in palestra.
2) Il medico rappresenta un filtro motivazionale per districare ciò che è possibile da ciò che è impossibile, quello che è opportuno da quello che è sconsigliato o pericoloso, quello che è assolutamente prioritario da ciò che è inutile.

La misurazione dei parametri prioritari
Sulla base dell’ananmesi e della motivazione, si scelgono dei parametri misurabili: peso, altezza BMI, Body Fat Index, asimmetrie scheletriche o muscolari; semplici gesti di facile comprensione per tutti, che possano essere monitorati nel tempo anche, e soprattutto, da personale non medico.

Il trasferimento delle informazioni
I punti sono essenzialmente tre.
1) I programmi di archiviazione dei dati, su cui non mi dilungo vista ormai la standardizzazione (anche se in genere la qualità è piuttosto bassa), spesso sono inseriti con una certa approssimazione in pacchetti gestionali completi per centri fitness: le software house specializzate in prodotti manageriali introducono la cartella medica solo per fornire “un prodotto completo”.
2) Alla fine di ogni visita dovrebbero arrivare delle informazioni al personal trainer. Le informazioni scritte per lo più sono abbastanza aride e alla lunga vengono trascurate da tutti. Noi consigliamo, nei casi ove ci sia qualcosa di particolare, un rapido colloquio tra il medico e il personal alla presenza dell’iscritto: è estremamente fidelizzante per il nuovo iscritto, che si sente considerato nella giusta misura. In alternativa, una prescrizione scritta a mano su ricettario è un buon compromesso.
3) Prescrizione di fitness metabolico: in tutti i casi di soggetti metabolici, è importante la prescrizione delle dosi di intensità, soprattutto per la frequenza cardiaca e, alle volte, per la forza relativa da esprimere negli allenamenti.

L’esperienza di questi ultimi anni in centri fitness dell’area milanese dove abbiamo applichiamo con successo questi criteri con un affiatato gruppo di lavoro, ci ha insegnato che la visita medica può trasformarsi da mero “certificato” in un punto fondamentale di qualità che può dare:
1) sicurezza al club, riducendo statisticamente ai minimi livelli l’evenienza di infortuni maggiori e minori;
2) rinforzo professionale ai personal, con l’arrivo di informazioni mirate e congrue; in definitiva la premessa per il miglioramento delle prestazioni erogate dai personal;
3) la fidelizzazione di un cliente, che è sempre più diversificato nelle aspettative e nelle capacità motorie, spesso affetto anche da patologie e, che, al di là del certificato, deve essere inquadrato correttamente per affrontare con buona soddisfazione l’esperienza della palestra.

Infine, nei centri fitness di medie e grandi dimensioni, con piscina, reparto di rieducazione funzionale e centro estetico, varrebbe la pena pensare all’inserimento di qualche turno di un medico ortopedico o, quanto meno, di un medico specialista in medicina dello sport, per fare fronte a esigenze più specifiche che nascono dalla differenziazione della clientela e dalla differenziazione dei servizi.
In conclusione, occorre che la visita medica in palestra sia di eccellenza, abbandonando logiche e strategie assolutamente superate e inadeguate al nuovo contesto del settore fitness. I danni generati dalle logiche cottimistiche, che abbiamo visto in questi anni, sono sotto gli occhi di tutti: è sufficiente parlare con i clienti.

Dr. Alessandro Lanzani
Specialista in medicina dello sport.

alanzani@professionefitness.com 
 

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