18/05/2011 Community Business

Rimini Wellness – E la palestra diventa funzionale

di Mia Dell’Agnello mia@professionefitness.com

Rimini Wellness, alla sua sesta edizione, non riesce a camuffare la drastica contrazione del mercato del fitness professionale.
Forse si poteva fare di più e di meglio, ma se pensiamo a quante aziende sono sparite negli ultimi 10 anni, i conti sono presto fatti e i padiglioni sgombri trovano una loro piena giustificazione. Come abbiamo notato altre volte, l’appellativo “Wellness”, nella sua eterea aspecificità, si lascia interpretare in base a necessità, aprendo (e chiudendo) ogni anno nuove opportunità. In contemporanea a questa edizione, per cercare di aumentare il giro d’affari che ruota intorno alla manifestazione, è stata realizzato, in collaborazione con Federterme, lo storico Salone del turismo termale Thermalia, Una manifestazione di nicchia, che in oltre 20 anni di vita, non è riuscita a trovare una propria collocazione. E ci prova così, all’interno del generoso e ospitale Wellness, con una presenza anche importante, frutto della sua maturità ma, a mio avviso, priva dei link necessari per una concreta integrazione con il resto dell’esposizione. Del resto, questo è sempre stato un po’ il problema di Rimini Wellness: la difficoltà di realizzare una manifestazione multi settoriale coerente e integrata. E di tentativi ne sono stati fatti tanti e non solo con il comparto turistico (già realizzato in passato), ma con l’estetica, l’alimentazione, la danza, lo sport… tutti mercati compatibili sulla carta, ma che nei fatti non hanno resistito più di 2/3 anni, sfaldandosi e perdendo nel tempo la loro consistenza.
Anche il settore dedicato alla riabilitazione e rieducazione funzionale, che al Fibo di Essen abbiamo visto emergere con il passare degli anni, qui stenta a mantenere un suo Status: RIABILItec, giunta alla sua terza edizione, si smarrisce nel padiglione ospitante, e perde quest’anno anche gran parte della corsistica e convegnistica dedicata. Peccato, perché nella scorsa edizione il ricco programma offerto all’interno della manifestazione (a cura di Edi Ermes) aveva sicuramente dato un contributo fondamentale allo sviluppo di questo settore merceologico. Anche il mercato dello sport, presente negli anni con modalità diversificate, ci riprova quest’anno con il contributo di Assosport, che ha portato a Rimini la nuova area PlayOutdoor, a cui prendono parte numerose aziende associate del settore abbigliamento e attrezzature sportive outdoor. Un settore merceologico potenzialmente molto interessante, anche perché rimasto orfano di una fiera a rappresentanza nazionale: vedremo se l’organizzazione saprà sfruttare questa opportunità.

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Il fitness professionale fatto di attrezzature cardio e isotoniche, come già evidenziato, ha perso negli anni molti dei suoi attori e, seppur mantenendo un ruolo importante, sembra arrivato al suo fìne corsa: l’innovazione tecnologica, spinta ai massimi livelli, non può che esprimersi ora nei piccoli dettagli. Le novità sfuggono anche agli occhi più attenti e bramosi e non è raro vedersi presentare come nuove macchine che sono solo delle rivisitazioni.
Fra le nuove attrezzature citiamo MyBack, presentato allo stand Sellfit. Si tratta di un attrezzo professionale da palestra brevettato per raggiungere una postura autonoma di rilassamento passivo della schiena, che rende agevole l’esecuzione di stretching della colonna ed esercizi di scarico.
Quello che veramente emerge, negli spazi dedicati al fitness pro, è molto più di un nuovo strumento: è un nuovo concetto di palestra, totalmente contrapposto ai fitness club di ultima generazione. Lì dove ci sono grandi distese di macchine, troviamo superfici vuote; lì dove il movimento è vincolato, troviamo il movimento libero, direi di più, aereo; lì dove la palestra “domotica” sostituisce l’istruttore e asseconda la video-alienazione dei frequentatori, troviamo persone che insegnano e persone che imparano. Nate un paio d’anni or sono come attività da inserire all’interno dei centri fitness, quest’anno si presentano strutturate per vivere anche in autonomia, nuove proposte di piccoli o grandi centri dedicati al movimento. E se le interpretazioni sono diverse, il modello non cambia. Qualche esempio?


CrossGym. Sono ex bodybuilder e atleti di arti marziali i fautori di queste palestre dedicate all’allenamento funzionale. L’idea è stata importata dagli USA, dove hanno sperimentato e appreso il metodo tramite percorsi formativi e certificazioni. Quindi, nel 2008, l’apertura della prima palestra in Italia (a Milano) e, visto il successo dell’iniziativa, l’idea di farne un format con tanto di corsi di formazione e sviluppo della produzione di attrezzatura. In questo spazio-palestra il cliente è al centro dell’attenzione e l’attrezzo principale è il suo corpo. Salire la fune, saltare la corda, fare piegamenti sulle braccia: l’allenamento è funzionale, quindi adatto a tutti, ed è proposto sia one to one che a piccoli gruppi. Le palestre CrossGym sono di piccole, medie o grandi dimensioni, attrezzate con kettlebells, ropes, med balls, rowers, cross station, bumpers, water pipe ecc. L’investimento richiesto? 40.000 euro per 150 mq, inclusa attrezzatura, pavimenti e layout.
 

   

 Queenax. È nato dalla volontà di ottimizzare gli spazi poco sfruttati delle palestre (soffitto, pavimenti e pareti) questo sistema modulare capace di rispondere a qualsiasi esigenza di allenamento, per arredare locali interattivi e polifunzionali. Composto da 4 elementi (the wall, the bridge, sky tower e the floor) e da tantissime applicazioni e tools, consente di predisporre sale per l’allenamento di resistenza, forza, elasticità, equilibrio, oltre che per la rieducazione funzionale e gli sport da combattimento. Il modulo base, di tre metri per uno e cinquanta, richiedo un investimento di 6.000 euro. L’azienda italiana ha ricevuto al Fibo di Essen il prestigioso Innovation Award 2011.

Body Flying nasce dall’idea di poter mettere insieme diverse tipologie di allenamento come il Pilates, lo Yoga, la ginnastica artistica e lo stretching. L’obiettivo è poter muovere il corpo a 360°, usando un attrezzo che possa sostenere il movimento, ma senza imporre i limiti di un allenamento classico a corpo libero.

Movimento naturale, allenamento funzionale, il ritorno agli antichi attrezzi ginnici, relegati negli ultimi anni solo nelle palestre di ginnastica medica, ha contagiato anche molte aziende fitness tradizionali che, fra un treadmill e un’isotonica, hanno esposto palle mediche, balance pad e spalliere di legno. Di questa riscoperta del corpo e del movimento funzionale dobbiamo ringraziare anche il Pilates e il suo ingresso nei centri fitness, anche se questa attività è stata spesso snaturata dei suoi principi fondamentali, ridotta a una pura mercificazione del nome. L’interesse destato e sempre vivo per il Pilates è stato confermato dall’ampia superficie espositiva dedicata a questa disciplina, ricca di stand, presentazioni e master class.


Rimini Wellness è una fiera giovane, che non ha ancora trovato una sua precisa connotazione, ma è la manifestazione di riferimento in Italia della “fitness industry”. Per questo ne auspichiamo un ulteriore e coerente sviluppo, che possa contribuire alla crescita di tutto il settore fitness professionale.

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