15/05/2012 Community Business

Rimini Wellness 2012 – Anche quest’anno è andata. Come gli altri anni. E questo è il punto e il problema: “come gli altri anni”

I SOGGETTI IN CAMPO

Ente Fiera
L’Ente Fiera organizza eventi per muovere un’economia: quella dell’indotto del turismo fieristico e congressuale di un’area come quella di Rimini. Movimenta persone e lo fa con professionalità aziendale; ma gli obiettivi sono quelli di fare massa critica, a prescindere dai contenuti. Se da una parte non si può chiedere a un ente fiera di occuparsi dello sviluppo e del futuro di un settore, questa assenza di progettualità rappresenta il limite di eventi come questo. E in fiera questo limite si respirava.

Gli espositori
Gli espositori a tutt’oggi continuano a vendere prodotti. Legittimo. Solo che questo non basta più a un settore che ha bisogno di darsi un futuro dopo gli anni di espansione nel mercato del “prodotto” fitness. Il mercato dei prodotti è un mercato ormai saturo di merci, arrivato a maturazione delle soluzioni tecniche e biomeccaniche. Anzi, si percepisce il tentativo di produrre strumenti spesso eccessivamente elaborati nei dettagli e dispersivi nella sostanza. L’eccesso di tecnologia forse sta diventando controproducente in un mercato che non cresce sia per la crisi economica, sia per l’incapacità di intercettare in modo consapevole nuove categorie di clienti, nuove fasce di popolazione. D’altra parte, il mondo dei titolari di centri fitness si è abituato a subire le proposte delle aziende produttrici, piuttosto che a stimolarlo e orientarlo.

Gli operatori di settore
I titolari dei centri fitness non si sono organizzati in una realtà omogenea e rappresentativa.
Le associazioni, nonostante l’impegno e la dedizione dei dirigenti, non hanno sfondato né per numero di aderenti né per elaborazione di nuove linee guida. Incerti tra le rivendicazioni fiscali (società sportiva o commerciale), rischiano di perdere il treno dei nuovi servizi e di essere minacciate dalle nuove palestre low cost.

I tecnici e gli istruttori
Con contratti sempre più deboli e precari, sono chiamati a nuove sfide professionali, spesso in splendida solitudine e raramente appoggiati dalla proprietà, a meno che non siano loro stessi la proprietà di un centro motorio. A prescindere dalle qualità dei singoli, appaiono disorientati sul loro ruolo sociale di operatori dell’attività fisica. Gli strumenti da acquistare, da provare, rispondono più alle logiche di fatturazione delle aziende produttrici che ai bisogni dei clienti finali. Loro, gli istruttori, sono schiacciati nel mezzo e non è facile darsi un’identità personale e collettiva.

Gli appassionati
Il popolo del fitness ormai partecipa alla “Fiera” con la curiosità e l’entusiasmo di chi si concede un paio di giorni di vacanza. La “Sagra del Movimento” è comunque bella e accattivante; si provano le “nuove” proposte, che spesso nuove non sono, ci si incontra e ci si diverte. Direi che per questa categoria la fiera del fitness rappresenta un’ottima soluzione d’incontro e partecipazione.

CONCLUSIONI
Manca una prospettiva generale, una direzione su cui andare uniti e compatti.
Manca un’idea di fitness e di movimento che possa aprire nuovi mercati. A nostro avviso è il mercato della conoscenza motoria.
È il mercato dell’attività fisica per i sedentari.
È il mercato dell’attività fisica per i soggetti fragili, che diventa inevitabilmente prevenzione e stili di vita.
È il mercato della salute come stile di vita motorio, come demedicalizzazione.
Peccato che tutto questo non sia un prodotto o una macchina: è un servizio alla persona, un servizio di alfabetizzazione motoria. Le macchine, gli strumenti e l’indotto si vendono se c’è domanda di alfabetizzazione motoria e quindi un aumento dei frequentatori.
Il mercato si genera se sarà in grado di produrre il “bisogno di un servizio”. Per questo servono unità e chiarezza d’idee di tutti gli attori sociali.
A Rimini non l’ho ancora vista. Continuiamo a crederci e a sperarci. Come diceva quello: “Sarà per un’altra volta”.

Alessandro Lanzani
Medico specialista in medicina dello sport
Direttore della Scuola di Professione Fitness

 

 

 

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