27/08/2012 Community Business

 Novità per i certificati medici per palestre e piscine.

 

Tra le tante novità proposte nel nuovo decreto dal ministro per la salute Balduzzi ne spicca una che riguarda anche il mondo del fitness delle piscine.

Si tratta del certificato medico di buona salute. D’ora in poi se passa il decreto il prossimo 31 agosto senza modifiche c’è una novità importante.

La visita e il certificato non saranno più fatti dal medico di base o da un qualsiasi medico generico ma sarà necessario  un medico specialista in medicina dello sport .

Le motivazioni di queste decisioni sono esplicitate nello stesso decreto. Eccole:

“Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività non agonistica o amatoriale il ministro della Salute, con proprio decreto emanato di concerto con il ministro per il turismo, lo sport e gli affari regionali dispone idonee garanzie sanitarie mediante l’obbligo di certificazione specialistica medico-sportiva”.

Per quanto riguarda la tutela delle attività sportive non agonistiche si tratta di una vera e propria rivoluzione.
Ci sono come in tutte le cose aspetti positivi e negativi, ne segnaliamo alcuni come spunto di riflessione.

Aspetti positivi.

– Lo sport e l’attività motoria è ovviamente “anche rischiosa” nei soggetti fragili e sedentari se non si conoscono i limiti  di una “macchina” spesso usurata proprio dal sedentarismo che si vuole combattere. Lo specialista in medicina dello sport è il professionista giusto per verificare insieme alla persona i livelli di partenza e i limiti di intensità. Non solo, lo specialista può orientare verso attività più consone ai singoli casi.

       Senza sovraccaricare  di troppi esami il medico specialista in medicina dello sport potrebbe  eseguire e leggere almeno un elettrocardiogramma di base  per valutare eventuali rischi acuti di ambito cardiovascolare. In fin dei conti l’accidente cardiovascolare è l’evento più grave che si può verificare e ridurne l’incidenza attraverso una vera visita con ecg è un elemento positivo.

       Si eliminerebbero in un colpo quei certificati di tipo burocratico non sempre accompagnati da una anamnesi e visita adeguata e focalizzata non solo sui rischi ma sulle necessità di miglioramento recupero funzionale; se il cittadino deve pagare almeno che abbia indicazioni utili e non solo un certifcato e su quest o uno specialista in medicina dello sport è sicuramente più adatto

       Si ridurrebbero anche quei fenomeni di cottimismo selvaggio  tipici di questi anni con società di intermediazione molto più orientate all’erogazione di un “ prodotto in serie” piuttosto che di un “servizio personalizzato”. Spesso questo ha generato una percezione negativa da parte del cliente con una diminuzione dell’indice di fidelizzazione.

 

 

Aspetti negativi.

 

       Sono essenzialmente legati al basso numero de gli specialisti in medicina dello sport rispetto alla richiesta degli utenti. Su questo comunque si potrebbe ovviare facilmente modulando la durata del certificato in basse a delle classi di rischio. In pratica  in base a criteri di rischio si potrebbe allungare la durata del certificato:  fino a due o tre anni nei casi di soggetti giovani e sani lasciando al medico la decisione  della durata del certificato. In alcuni casi sarebbe  comunque opportuno ridurla a sei mesi laddove episodi acuti suggeriscano una verifica a breve per verificare eventuali miglioramenti.

Insomma come tutte le novità non sempre la realtà è pronta ad accepire un provvedimento di questo genere. Certo è che un cambiamento di questo genere crea le condizioni per un migliore servizio preventivo e orientativo e riduce alcuni aspetti  negativi e cui abbiamo assistito in questi anni. Il provvedimento sarà discusso in consiglio dei ministri il 31 di agosto e sicuramente seguiremo con attenzione le evoluzioni  e le ripercussioni per il mondo del fitness.

Alessandro Lanzani

Specialista in medicina dello sport

alanzani@professionefitness.com

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