17/10/2012 Costume e società

Medici indagati: ricevevano regali da un’azienda farmaceutica

di Alessandro Lanzani alanzani@professionefitness.com

Da alcune ore è in corso una vasta operazione di perquisizione a carico di 67 medici indagati. Sono accusati di aver ricevuto, attraverso una vasta organizzazione di informatori scientifici di una nota azienda farmaceutica, somme di denaro, viaggi all’estero e oggetti di valore per oltre mezzo milione di euro. L’indagine è stata condotta dal NAS Carabinieri di Bologna e coordinata dalle Procure della Repubblica di Rimini e Busto Arsizio (VA).
Questa in sostanza è la notizia dell’agenzia Ansa e ribattuta su molti giornali.

ALCUNE CONSIDERAZIONI
Fino ad ora non è uscito il nome della casa farmaceutica coinvolta: attendiamo di saperlo quando la stampa prenderà coraggio e lo pubblicherà. Le case farmaceutiche sono tra i più ricchi investitori pubblicitari dei principali quotidiani e, come si sa, spesso dispiace perdere dei clienti, peraltro dotati di ottimi studi legali. Sono in genere le stesse case farmaceutiche che fanno regali ai “giornalisti” per pubblicare i noti articoli divulgativi a base di: “allarme tutto”, “epidemia di questo”, “obbligo di sicurezza”, “necessità di prevenzione” e, a seguire, l’inevitabile proposta di monitoraggi di massa e cure per tutti. Non è necessaria la malattia: è sufficiente il rischio della medesima per attivare tutto il protocollo.
Seguiremo gli sviluppi per conoscere sia il nome della casa farmaceutica sia quello dei farmaci prescritti in regime di corruzione. In pratica: delle malattie vendute ai pazienti per una volta davvero “a loro insaputa”.
Si fa tanto parlare di risparmio della spesa sanitaria nazionale, ma se si permette alle case farmaceutiche di vendere direttamente le malattie attraverso un’informazione allarmistica e medici compiacenti, se non addirittura corrotti, sono solo vane parole. Per questo è inammissibile che in una funzione così delicata e costosa come il Ministero della salute ci sia un tecnico, curiosamente non medico: speriamo almeno che abbia le capacità professionali per comprendere che oramai la sanità è piegata agli interessi del business salute.
L’unica prevenzione che funziona è quella legata agli stili di vita, alle risorse vitali come acqua, cibo e aria possibilmente non inquinate, e alle condizioni di lavoro salubre, sicuro e pagato.
Il benessere, il “wellness”, non è solo un’attitudine a fare la corsetta e mangiare il frutto esotico tre volte al giorno. La prevenzione è fatta anche di attività fisica e di stili di vita non più sedentari, ma queste cose da sole non sono sufficienti: occorrono luoghi, come i centri fitness, in cui si recuperi l’analfabetismo motorio dei sedentari; occorrono professionisti alfabetizzati e modalità di accesso appositamente pensate per il fitness metabolico.
Il risparmio e la prevenzione sono concetti un po’ più grandi, che ci riguardano anche come cittadini e non solo come operatori del fitness: la notizia di oggi ce lo dimostra. Buona corsetta a tutti.

Alessandro Lanzani
Medico sportivo e direttore della Scuola di Professione Fitness.

 

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