01/10/2012 Community Business

Technogym e il trionfo del Wellness Village a Cesena… ma …

di Alessandro Lanzani alanzani@professionefitness.com

Non vogliamo tediarvi con l’ennesimo articolo sull’inaugurazione della fabbrica di Technogym a Cesena: basta andare su Google e cercare le tag di Alessandri Wellness Village Cesena. Vedrete l’imponenza dell’esposizione mediatica dell’evento: la cronaca è ampiamente descritta in decine di articoli e video.
Il senso di queste parole è piuttosto un tentativo di andare oltre la cronaca e valutare insieme il nuovo punto di partenza marcato da Nerio Alessandri con questo evento imponente ed eccellente.
Pertanto abbiamo deciso di organizzare questo articoletto per argomenti.

L’EVENTO
L’inaugurazione della fabbrica, del Wellness Village e del concept della “Wellness Valley“ è stato eccellente, imponente e magistrale, da ogni punto di vista: dimensione, mediaticità, organizzazione, spettacolarità, emozione e, soprattutto, contenuti. Una dimostrazione di forza, intelligenza, capacità organizzativa e propositiva assoluta. Circa 1500 ospiti da oltre 70 paesi danno un’idea dell’internazionalizzazione dell’azienda che fattura circa il 90% all’estero. Tutto impeccabile, una regia perfetta. 

NERIO ALESSANDRI
 Voleva dimostrare di aver generato un’azienda di eccellenza e un marchio di qualità internazionale, un fiore all’occhiello per il made in Italy: ci è riuscito. Presente e adrenalinico (comprensibile) si è un po’ sovraesposto ripetendo al pomeriggio buona parte delle cose dette in mattinata: peccato veniale, considerando comunque l’importanza dei concetti trattati e le energie messe in campo.
In alcuni momenti la parte promozionale ha prevalso, anche se va detto che in un contesto aziendale e imprenditoriale come quello di un’inaugurazione è comprensibile.
Nerio Alessandri si è candidato come leader aziendale di un processo di rilancio, di un processo di rinnovamento di sistema che va oltre i confini di Technogym. Ha messo sotto gli occhi di tutti la capacità, sua personale e del suo team, ha proposto il concept della Wellness Valley con la credibilità di chi ha fatto non solo una fabbrica di eccellenza (ed è bellissima, davvero), ma che si pone il problema di fare rete e sistema.

IL PARTERRE DEGLI OSPITI
La presenza del Presidente della Repubblica Napolitano, i ministri Passera e Balduzzi, tutte le autorità politiche locali fino al discorso di chiusura di Bill Clinton sono il segno della capacità di aggregazione di Technogym intorno a dei nuovi concetti di politica economica. La Wellness Valley è un concept cha va oltre la localizzazione romagnola: può essere un sistema di rilancio del made in Italy che punta alla qualità della vita e al benessere, argomenti come la prevenzione e la salute attraverso l’attività fisica, un’alimentazione sana e, più in generale, sani stili di vita. Alessandri ha dimostrato una capacità da leader di Confindustria offrendo al mondo delle istituzioni e della politica un’opportunità che sarebbe un vero peccato ignorare. Nerio ha anche sottolineato l’importanza di un lavoro di squadra: «nessuno ce la può fare da solo». In altre parole, credo che onestamente a un’azienda non si possa chiedere di più: ora sta al mondo delle istituzioni e della politica raccogliere l’appello.

NAPOLITANO
«Non pensavo di parlare, ma se me lo chiedono i lavoratori non posso dire di no». Esordisce così, con un colpo da maestro, il Presidente, sollecitato dalle ovazioni delle maestranze Technogym. Conoscendo le antiche tradizioni politiche di Napoletano, la frase tocca il cuore di molti e anche di chi scrive. Elogia con un giusto tributo Alessandri: «un uomo che si è fatto davvero da solo». In un mondo di figli d’arte e di papà va riconosciuto che quello che ha costruito Nerio Alessandri, insieme al fratello Pierluigi, non è stato certo ereditato. Napolitano sostiene e valorizza le proposte di Alessandri e poi, all’improvviso, un colpo d’ala squisitamente politico: riprende le parole di Alessandri sulla necessità dell’«innovazione costante» e del «cambiamento costante» come ricetta di successo imprenditoriale e le associa ai «diritti» che devono «cambiare» in un contesto di così dura competizione internazionale. Il riferimento alle recenti modifiche dei diritti sul lavoro non è poi così velato, considerato che sta parlando a tutti, ma sollecitato dalle ovazioni degli operai Technogym. Opinioni di Presidente. Conclude con qualche battuta elegante sui suoi stili di vita. Applausi e ovazioni.

PASSERA E BALDUZZI
Ministri tecnici. E si vede. Procedono da oratori navigati, approvando e sostenendo Technogym e Alessandri. Elencano i guasti del sedentarismo e della malnutrizione da eccesso con una raffica di dati già noti da anni, accolgono pienamente il concept della “Wellness Valley” come sistema di rilancio per il made in Italy nel mondo. Balduzzi ribadisce la necessità di migliorare il concetto di certificato non agonistico con controlli sanitari preventivi più mirati.
Attendiamo gli eventi, anche se le recenti uscite del decreto di fine agosto poi ritirate (visite di idoneità solo ai medici specialisti di medicina dello sport e tassa sulle bevande gassate) fanno supporre che le competenze tecniche del ministro non siano focalizzate esattamente sul settore sanitario. Conferma quanto espresso nel decreto, ovvero l’obbligatorietà dei defibrillatori nei contesti sportivi.
Insomma, è la politica che segue l’impresa, evidenziando così i meriti di Alessandri e un certo vuoto propositivo da parte della politica stessa.
Si potrebbe dire anche così: l’azienda fa la sua parte, ma la politica? Oppure: può un’azienda da sola fare “cultura” e dettare le linee guida per la soluzione di problemi sociali complessi come la salute e il benessere e gli stili di vita?
L’opportunità che offre Technogym corre il rischio di essere deformata e depotenziata se lasciata solo a logiche aziendali che, seppur illuminate, non è detto che si sovrappongano con le necessità del welfare. Ma questo non è un limite o un difetto di Technogym.

GIANNI RIOTTA
L’intervista pomeridiana fatta a Nerio Alessandri dal noto giornalista durante il tempo congressuale è stata l’occasione per il passaggio dalla zona emotiva e celebrativa alla presentazione dei nuovi prodotti: evidentemente a Riotta è andato bene concordare la scaletta e chiedere ad Alessandri di svelare i segreti delle prossime novità di prodotto.
Riotta, però, è “giornalista dentro” e ha sentito il bisogno di fare anche una domanda di ampio respiro, citando il momento difficile e chiedendo con tono accorato cosa possiamo fare «per i nostri giovani, i nostri ragazzi». Nerio ha risposto legittimamente a modo suo, ispirato dal suo percorso di successo personale: sogno, intraprendenza, volontà, entusiasmo e start up. Gianni si è fermato lì e non ha osato richiedere ad Alessandri se pensa davvero che i problemi del 30% di disoccupazione giovanile, del precariato in nero e a partite Iva, dell’abbandono scolastico, possano essere risolti con l’entusiasmo e l’imprenditorialità del singolo o abbiano bisogno, piuttosto e soprattutto, di forti riforme politiche che riguardino la scuola, la semplificazione burocratica, le agevolazioni fiscali, la tutela del lavoro e la facilitazione delle imprese.
Avrebbe fatto meglio a non farla, quella domanda, e accontentarsi del ruolo di supporter.

I NUOVI PRODOTTI
Nuove macchine con consolle technologiche. Forte utilizzo del web, con la messa in rete dei dati a partire dalle macchine e da qualsiasi altro dispositivo personale. Condivisione delle informazioni emozionale, emulativa, semplice e professionale al tempo stesso. Trasversalità dall’entertainment alla prevenzione: un’azienda globale e internazionale come Technogym doveva proporre questo e lo sta facendo.

IL CONGRESSO
Sicuramente la parte più debole della giornata. Gli ospiti scientifici non hanno presentato dati, analisi e proposte scientifiche concrete. Hanno riproposto il concetto dei danni da sedentarismo con le solite informazioni vagamente epidemiologiche e auspicato con toni diversi la necessità di ricominciare a muoversi in nome di salute, prevenzione e benessere. Grazie.
Credo che questo sia stato l’unico punto al di sotto della giornata. Forse una contraddizione insuperabile anche per gli ottimi strateghi di Technogym, Il fatto che fosse la XX edizione del “Congresso“ ha imposto che il nome rimanesse. Technogym negli anni è cresciuta diventando leader internazionale e l’evento di sabato era tante cose: era un’inaugurazione, una convention, un incontro di Confindustria, un riconoscimento istituzionale, una candidatura a leader di Confindustria. Ma non era un congresso scientifico. Gli esperti provenienti da tutto il mondo, cinque uomini e una donna, unica e aggiunta solo nel programma definitivo, sono stati intervistati dalla bravissima conduttrice in un contesto simile al salotto di Bruno Vespa (tra l’altro presente).
La parte congressuale è rimasta nel programma, perché serviva un appoggio di tipo scientifico, ma nella realtà è stata ridotta a una chiacchierata. Non ha aiutato l’inevitabile clima di attesa per l’intervento di Bill Clinton che avrebbe chiuso la giornata di lì a poco.

BILL CLINTON
Immenso. Carismatico, di grande fascino, personale e intellettuale. Dal vivo è decisamente meglio di quanto si percepisca in televisione. Il discorso di Bill Clinton è stato veramente un grande discorso di un grande presidente democratico americano. Al di là delle campagne di sensibilizzazione sull’obesità infantile e sulla malnutrizione nel mondo, ha avuto dei passaggi davvero illuminanti e ispirati. Uno tra tutti: un uomo può pensare al proprio benessere personale se ha accesso a cose semplici come l’acqua, il cibo, il sonno, la casa e, soprattutto, se può sperare che domani potrà essere meglio di ieri, per sé e per i propri figli. Ecco, il compito della politica è proprio questo: dare una speranza concreta che ogni singola persona possa sentire che vale la pena combattere per il futuro, se domani può essere migliore di oggi e di ieri.
Bill, con toni ispirati, ha introdotto con semplicità la fascinazione del “sogno americano”: «che domani sia meglio di ieri». In poche parole ha dato il senso a quella cosa tremendamente complessa che si chiama politica.

CONCLUSIONI
Nerio Alessandri e il suo team hanno tracciato la strada per una nuova era. Eccellenti entrambi: sia il leader che il team.
La sfida ha bisogno di più attori sociali, politica, aziende, mondo scientifico, associazioni e imprenditori di centri fitness. Questi partner sono in forte ritardo e Alessandri sa bene i limiti di un progetto che dovesse rimanere soltanto a leadership aziendale.
La Wellness Valley c’è come progetto e c’è in quello che poteva fare Technogym. Non c’è ancora nella realtà, perché manca un tavolo di partner dove Alessandri si possa sedere non come “primus inter pares”, ma come “il migliore tra gli uomini d’azienda”. Sapranno i leader delle altre componenti sedersi a questo tavolo con autonomia, competenza, visione, strategia, logiche propositive e non da commensali? Saprà Alessandri superare se stesso con un approccio non solo da leader aziendale illuminato?
La sfida è immensa e le ricadute positive sono di interesse nazionale e sociale. Occorre fare un passo indietro con personalismi e interessi individuali e due passi avanti con proposte collegiali, impegno ed entusiasmo. Auguri a tutti.

Alessandro Lanzani
Medico specialista in medicina dello sport, direttore della Scuola di Professione Fitness
alanzani@professionefitness.com

 

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