09/11/2012 Community Business

Allarme in palestra: epidemia di “ansia da stress manageriale”. I più colpiti sono i titolari di centri fitness.

di Alessandro Lanzani

Un tempo era un uomo o una donna di successo. Ora il titolare di un centro fitness è un imprenditore soggetto a diverse patologie professionali alcune acute e altre croniche, quella più diffusa è “l’ansia da stress manageriale”.

Le causa sono note: la crisi economica, la riduzione della capacità di spesa dei clienti, aumento della burocrazia, incertezza sulle norme fiscali e sulla regolazione dei contratti di lavoro, concorrenza al ribasso.

Il titolare è colpito da incertezza decisionale, insonnia notturna, nevrosi compulsive caratterizzate da taglio dei costi e spesso anche dei servizi. La malattia si diffonde con contagio epidemico di regione in regione. Peggiora alla visione dei bilanci e al controllo dei rendiconti di cassa.

Vettori di contagio della malattia sono spesso i consulenti del fitness, tuttologi che girano singolarmente o aggregati in gruppi d’assalto come le società di consulenza, sviluppo, marketing e gestione commerciale. Soggetti che pur non avendo mai avuto la responsabilità diretta della gestione di una palestra o avendo chiuso la propria si riciclano come diffusori di soluzioni miracolose. Di fatto si trasformano in un ulteriore centro di costo. L’insonnia dell’imprenditore aumenta. Insomma spesso sono un farmaco dagli effetti collaterali e indesiderati peggiori del male che dovrebbero curare.

Sovente arrivano dal settore commerciale ovvero la vendita, ufficialmente vendono soluzioni, quasi sempre vendono se stessi come un sedativo all’ansia dell’imprenditore. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, aumentano i consulenti con la stessa velocità con cui aumenta la crisi. In altre parole sono una concausa di epidemia e non terapia.

Il punto è che per vendere qualcosa bisogna aver “qualcosa da vendere”. Sembra ovvio ma è proprio l’ovvio che si è perso di vista.  Fino a pochi anni fa la palestra vendeva un bisogno diffuso nella popolazione. Questo bisogno era il fitness, ovvero il cliente acquistava in palestra
un po’ di performance un po’ di estetica e un po’ di relax in compagnia. Il bisogno di questo fitness si è ridotto, non dipende dalla palestra, dipende dal contesto sociale esterno.
Si può ottimizzare e razionalizzare ma comunque la torta si è ridotta.

L’unico bisogno che è aumentato nella popolazione è la prevenzione delle malattie e la promozione della salute. Un bisogno nuovo e profondo che non può più essere gestito dalla sanità tradizionale. I recenti tagli alla sanità sono l’ennesima prova di come la prevenzione passa sempre di più attraverso la pratica di nuovi stili di vita.

Per vendere questo bisogno occorre comunque strutturare un servizio che è fatto di competenze dei personal trainer con riescano a gestire i protocolli del fitness metabolico e del fitness preventivo.  I consulenti vendita devono essere formati alla vendita di questo nuovo prodotto e le visite mediche, se fatte internamente, devono superare la logica del certificato.

Stratificare i servizi, differenziare i costi, proporre diversi livelli di assistenza ad un nuovo bisogno. Queste sono le semplici linee guida imprenditoriali. La terapia dell’ansia da stress dell’imprenditore si cura introducendo in palestra il servizio “prevenzione”. Ovvia l’inutilità e il danno di ricorrere a consulenti obsoleti che non sono in grado di impostare questo servizio perché ancorati alle vecchie strategie del fitness indifferenziato.  Semplicemente ignorano il know how per introdurre questa nuova opportunità. Per utilizzare un lessico di moda: sono da rottamare.
Un consiglio agli imprenditori: curatevi e curate il vostro business con la prevenzione.

Alessandro Lanzani
Medico specialista in medicina dello sport
alanzani@professionefitness.com

Be Sociable, Share!
Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *