11/12/2012 Community Business

Conto energia termica

Un’occasione da non perdere per i centri sportivi

di Emiliano Sessa info@gestionenergia.it

Una nuova occasione per segnare un margine di profitto si affaccia sul mercato: si tratta del Conto Energia Termica. Attraverso questo nuovo sistema di incentivazione si vuole promuovere l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili e con prestazioni più elevate, che si traducono in una netta riduzione dei costi di gestione per il riscaldamento e la climatizzazione, nonché la produzione di acqua calda a uso sanitario.
Oggigiorno i costi di gestione di un centro possono rappresentare la differenza tra profitto o perdita e giocheranno sempre più un ruolo fondamentale nella creazione di quel “plus” competitivo verso i diretti concorrenti. Ma vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Il Conto Energia Termica si prefigge l’obiettivo di incentivare tutti gli interventi tesi al miglioramento dei sistemi di produzione di energia termica attraverso l’installazione di pompe di calore, caldaie a biomassa e solare termico.
Questi sono gli interventi incentivabili:
a) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale che utilizzano pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche;
b) sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti, con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa;
c) installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di “solar cooling” (impianto di condizionamento alimentato con il calore prodotto da pannelli solari termici anziché con l’energia elettrica):
d) sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.

ENTITÀ E NATURA DELL’INCENTIVO
Non si tratta di una detrazione fiscale dalle tasse, ma di un incentivo erogato tramite un contratto di diritto privato tra il GSE (Gestore Servizi Energetici) e il soggetto responsabile dell’impianto, cioè colui che ha sostenuto le spese per l’esecuzione degli interventi. Per alcuni interventi l’incentivo sarà erogato in due annualità, per altri in cinque annualità, in base alla potenza dell’impianto installato o alla superficie necessaria.
Il valore economico del contributo è commisurato alla produzione di energia termica ed è determinato sulla base di una tabella che contiene i seguenti parametri di riferimento:
– le zone climatiche raggruppate in tre macro aree (A+B, C+D, E+F);
– la potenza di apparecchi e caldaie suddivisa in classi omogenee.
Quindi, sulla base della zona climatica del Comune in cui ricade l’edificio oggetto dell’intervento e della potenza del generatore di calore, è possibile stimare la quantità di energia termica prodotta e quindi determinare il valore dell’incentivo che comunque dovrebbe attestarsi all’incirca al 40% del costo complessivo sostenuto.

BONUS PER LA RIDUZIONE DELLE EMISSIONI
Il decreto ha previsto un sistema premiante per apparecchi e caldaie che presentano livelli di emissioni ulteriormente ridotti rispetto ai criteri base per l’accesso. Il meccanismo è costituito da due coefficienti di moltiplicazione che aumentano l’incentivo in relazione a classi emissive con valori inferiori espresse in milligrammi per normal metro cubo di particolato primario (mg/Nm3), comprensivo della frazione condensabile. Quindi a minori emissioni di polveri, maggiore potrà essere l’incentivo.

UN ESEMPIO PRATICO
Vediamo di seguito che vantaggi si avrebbero sostituendo una caldaia standard con una Pompa di calore per un piccolo centro sportivo con termario.
Dati
Caldaia a Gas Metano da 35 Kw termici asservita al riscaldamento e alla produzione di acqua calda ad uso sanitario.
Consumo annuo Gas Metano pari a 12.000 euro.
Costo per intervento di sostituzione della caldaia a gas metano con pompa di calore: 12.000 euro
Incentivo annuo: 2.600
Periodo di incentivazione: 2 anni
Riduzione costi annui: 3.600 euro
Di seguito sono riportati i dati economici annuali su un periodo di 15 anni.



Dalla tabella si può notare come in soli 2 anni si possa rientrare dall’investimento fatto e nei successivi anni il risparmio complessivo porta a una differenza di circa 47.000 euro tra l’utilizzo di un sistema innovativo o il mantenimento dell’impianto tradizionale. Questi soldi possono essere pertanto utilizzati per garantire alla clientela un servizio ancora migliore, ampliando la gamma di servizi offerti o riducendo il costo degli abbonamenti.
L’articolo è anche pubblicato sul numero di dicembre di Fitmed (link alla versione short)

Emiliano Sessa
Laureato in Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano, è consulente e certificatore energetico.
www.gestionenergia.it

Per il download del pdf dell’articolo clicca qui


 

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