12/01/2013 Costume e società

Al via i licei sportivi

di Alessandro Lanzani

Il Consiglio dei ministri ha approvato il regolamento che prevede la riorganizzazione di veri e propri licei ad indirizzo sportivo. E’ quanto si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. 

Il tutto a partire già dal prossimo anno scolastico 
 
Questo il testo del comunicato stampa  governativo in merito dell’11/1/2013
 
ORGANIZZAZIONE DEI PERCORSI DELLA SEZIONE A INDIRIZZO SPORTIVO DEL SISTEMA DEI LICEI
“Il regolamento approvato oggi prevede la riorganizzazione dei percorsi delle sezioni a indirizzo sportivo dei licei. L’obiettivo principale del provvedimento è quello di portare a sistema esperienze didattiche già condotte in molte scuole, avvalendosi dell’autonomia, e di implementare allo stesso tempo il ventaglio dell’offerta formativa, rafforzando il ruolo dello sport nella scuola. Per la prima volta nel nostro ordinamento viene inserito un nuovo indirizzo di studi nell’ambito del liceo scientifico.
Rispetto alle discipline dell’ordinario liceo scientifico sono introdotte due nuove materie: “diritto ed economia dello sport” e “discipline sportive” che vanno a sostituire “disegno e storia dell’arte” e “lingua e cultura latina”. Inoltre è previsto il potenziamento di “scienze motorie e sportive”.
L’iscrizione è aperta a tutti, anche ai disabili, e non sono previste prove selettive d’ingresso. In effetti, la sezione non è finalizzata solo alla formazione scolastica di giovani che praticano sport a livello agonistico e sono magari impegnati in competizioni di rilievo nazionale o internazionale, ma si rivolge anche agli studenti particolarmente interessati ai valori propri della cultura sportiva.
In prima applicazione le Regioni, nell’ambito delle proprie competenze di programmazione dell’offerta formativa, potranno autorizzare un numero di sezioni non superiore a quello delle rispettive province. Le scuole individuate dalle Regioni apriranno le iscrizioni già a partire dal prossimo anno scolastico.
 
Nostro commento. 
Un liceo sportivo per promuovere la cultura sportiva non è una cattiva idea.
Didatticamente parlando ci però sono un paio di considerazioni da fare. 
1) la formazione deve essere propedeutica all’attività fisica e motoria. Questo significa che le materie fondamentali come anatomia fisiologia e biomeccanica devono essere finalizzate alla comprensione della differenza tra attività motoria in cui prevale il benessere la prevenzione e la salute attraverso il movimento da una parte e l’attività sportiva propriamente detta in cui prevale la specializzazione sul singolo gesto atletico dall’altra. 
2) i docenti non possono essere degli specialisti di tecniche sportive, dei tecnocrati riciclati dalle solite lobby universitarie. E questo è un rischio che potrebbe vanificare l’operazione tutta. 
E poi alcune domande generali. Quando uno studente esce da cinque anni di formazione può iniziare subito a lavorare ? deve fare scienze motorie ? Può lavorare in un centro fitness ? come istruttore in un corso di ginnastica per la terza età? 
Credo che la questione meriti in approfondimento perché se è vero che un liceo non è un istituto tecnico professionale è anche vero che un giovane ha diritto di sapere se dopo il liceo può avere uno sbocco del mercato del lavoro o deve ricominciare da capo con scienze motorie o con fisioterapia etc. etc.
Chissà se “Monti e and friends” hanno pensato alle ricadute pratiche per gli studenti ? 
Seguiremo con attenzione la questione.
 
P.S, Anni fa insegnai per tre anni alla “civica scuola per animatori sportivi” del Comune di Milano, fortemente osteggiata da scienze motorie, credo, ma è solo una opinione personale, perché li preparavamo meglio. Fu una delle esperienze più belle della mia vita. 
 
Alessandro Lanzani 
Medico Specialista in medicina dello sport. 

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