23/04/2013 La Scuola

Personal trainer oggi. Chi è?

di Alessandro Lanzani

Il ruolo del personal trainer in pochi anni si è profondamente trasformato.

Nasce in U.S.A. come allenatore personale di attori e VIP. Persone che non potevano frequentare palestre per eccesso di notorietà e bisogno di privacy. Ben presto il fenomeno si allarga e diventa uno status symbol per tutti coloro che, appartenendo alle classi medio alte, se lo potevano permettere.

Nel giro di pochi anni il Personal traine (P.T.) entra nelle palestre come optional di qualità. Un extra a pagamento: questo genera due conseguenze. La prima è il depotenziamento e la dequalificazione dell’istruttore di palestra che, di fatto, perde di ruolo professionale.

La seconda è il cambiamento dei rapporti di lavoro tra personale tecnico e proprietà della palestra.

Il personal paga un affitto alla palestra per poter accedere al portafoglio clienti del centro fitness. Per i titolari il personal si trasforma da un centro di costo (stipendio) ad un centro di ricavo (l’affitto).

Dal punto di vista operativo sono cambiamenti che portano a nuove conseguenze. Innanzitutto la palestra tende ad inserire il maggior numero di personal per avere più introiti con gli affitti dei suoi clienti; aumenta il ricambio dei personal che non ce la fanno a pagare gli affitti, che oltretutto sono aumentati in questi anni. Infine ogni personal gestisce i protocolli a modo suo in base alla propria esperienza e formazione e spesso con approcci molto differenti all’interno dello stesso centro fitness.

Il cliente è disorientato perché quando ha davanti una persona in tuta che lo gestisce pensa comunque che sia un personal che risponde ai suoi bisogni e fa fatica a comprendere la differenza tra una tabella di allenamento standard e un servizio personalizzato.

Infine in tempi di crisi si pone il problema della capacità di spesa a sostenere i costi di un personal trainer.

aLa clientela in questi anni è molto cambiata, si sono aggiunte diverse categorie di frequentatori: non solo culturisti e sportivi giovani ma anche soggetti sedentari, persone fragili spesso affetti dalle patologie dei sedentari come il diabete, l’ipertensione e l’obesità.

Queste nuove categorie di persone hanno spesso in comune una caratteristica: sono degli analfabeti motori. Non conoscono le informazioni di base relative all’attività fisica. I sedentari percepiscono come una minaccia le risposte del proprio corpo agli stimoli allenanti come l’aumento della frequenza cardiaca, della respirazione, la sudorazione e dei segnali di fatica. Sono disorientati.

Il ruolo del personal trainer è un‘opportunità straordinaria:l’alfabetizzazione motoria. Aiutare il sedentario a confrontarsi con se stesso, con la riattivazione di un corpo fermo da anni e quindi con dei limiti molto più bassi dei soggetti sportivi.
Il nuovo personal trainer si occupa non solo dell’esecuzione corretta di un esercizio ma soprattutto della riscoperta del corpo in movimento. Studia con nuovi test minimali i limiti del sedentario e propone star up graduali.
Il nuovo personal trainer aiuta il sedentario a comprendere con semplicità i cambiamenti e le reazioni che avvengono nel cliente.
Il nuovo personal trainer cerca di modulare le motivazioni: riduce quelle motivazioni eccessive o irrealizzabili come recuperare “ il peso ideale” in pochi mesi e parimenti cerca di far nascere motivazioni più realistiche, come una riduzione graduale del peso e un miglioramento delle qualità motorie.
1Il nuovo personal trainer fa un lavoro di counceling sull’accettazione del sé del sedentario che spesso ha una bassa stima del proprio corpo e lo incoraggia a miglioramenti graduali.

Insomma il personal trainer insegna l’alfabetizzazione motoria ai sedentari, che sono una platea sterminata di potenziali clienti. Persone che sempre più dovranno mantenersi in buona salute con l’attività fisica, anche per le difficoltà del servizio sanitario a mantenere gli attuali livelli di medicalizzazione.

Il ruolo sociale del personal trainer che insegna il fitness metabolico (quello per i sedentari) è sempre più importante. In pochi anni si è passati dal P.T. per i V.I.P. all’insegnante motorio per tutti i sedentari , analfabeti motori, che hanno bisogno di riappropriarsi della propria salute.

E’ indispensabile prepararsi con una formazione adeguata a questa nuova sfida.

Alessandro Lanzani medico specialista in medicina dello sport

alanzani@professionefitness.com

 

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