28/05/2013 Fitness Metabolico

Il Fitness Metabolico

i concetti chiave del metodo che sta cambiando il fitness

Alessandro Lanzani

Sono passati dieci anni da quando abbiamo proposto per primi  questo nuovo metodo di lavoro il fitness metabolico. L’attività è un vero e proprio metodo per favorire il cambiamento  di stile di vita dei soggetti sedentari e metabolici. Da allora abbiamo completato un metodo, dei corsi di formazione per i Personal Trainer Metabolici e realizzato decine incontri di informazione su questa opportunità per gli operatori del fitness. Il nome fitness metabolico è diventato ormai di uso corrente, è presente in wikipedia ( non inserito da noi e infatti  la voce, pur decorosa, presenta alcune lacune importanti ). Molti hanno partecipato ai nostri corsi e si sono certificati aprendo centri di fitness metabolico con successo ( www.fitnessmetabolico.com ). Altri organizzazioni si sono lanciate in questa formazione, la cosa non è negativa in se, anche se alcuni hanno provato  a organizzare corsi per operatori di fitness metabolico per inseguire una moda emergente più che per una reale conoscenza dell’argomento. Per questo riteniamo di fare cosa utile ribadire i concetti chiave originali , sempre più validi  alla luce delle nuove conoscenze sulla prevenzione e delle nuove imminenti disposizioni sulla tutela sanitaria delle attività sportive.
L’obiettivo di un corso di Fitness metabolico è di informare sull’utilizzo di nuovi strumenti tecnici di lavoro e fornire le conoscenze necessarie per gestire una relazione positiva, convincente e motivante con i soggetti metabolici.

http://www.professionefitness.com/events/master-on-line-per-operatori-di-fitness-metabolico-2/

Per fare questo è necessario attuare un cambiamento radicale di prospettiva: mentre fino a oggi ci siamo occupati di soggetti sportivi o para sportivi, da adesso il fitness metabolico si occupa di persone sedentarie, l’esatto contrario di un soggetto attivo, sia dal punto di vista psicologico che fisiologico. L’obiettivo è aiutare questi soggetti a trasformare il loro stile di vita da sedentario a motorio.

Il fitness metabolico promuove la pratica dell’attività motoria come prevenzione di alcune malattie, come strumento di benessere e di modulazione positiva della qualità della vita e come stile di vita.

Sarebbe riduttivo pensare alla sindrome metabolica come a una malattia individuale: la sindrome metabolica è un fenomeno sociale del mondo occidentale, una situazione globale che riguarda sia l’individuo che la società.

Il fitness metabolico si occupa di contrastare la sindrome metabolica.

Concetto chiave: il cambiamento  

Il cambiamento come stile di apprendimento non riguarda solo il soggetto metabolico: siamo noi per primi che dobbiamo comprendere le radicali differenze di obiettivi nel fitness metabolico.

1. Il fitness metabolico non è uno sport, ma punta al cambiamento di uno stile di vita, che da sedentario si trasforma in motorio. Qui c’è la chiave di volta che ci permette di intervenire anche con i soggetti più sedentari fra i sedentari.

2. Gli strumenti generalmente utilizzati per monitorare l’attività sportiva non sono adatti, perché l’obiettivo non è la vittoria ma la partecipazione. Quindi non più test, pensati per lo sport, ma fix, nuovi strumenti di misura elaborati con un approccio diverso, adatto al soggetto metabolico. Legato a questo cambiamento c’è anche un ribaltamento di prospettiva, perché lo sport è selettivo, punta alla vittoria, a produrre un solo campione, un numero 1. Il fitness metabolico punta alla vittoria di tutte le persone, che valgono 0 come performance, ma che possono essere promosse a 1 nel passaggio da sedentarie a soggetti motori. Saremo in grado di trattarli tutti, in sicurezza, promuovendo ciascuna di queste infinite singolarità, con un approccio non giudicante ma di prudenza e di accoglienza.

3. Non possiamo utilizzare metodi chiusi per soggetti totalmente diversi fra loro, ma dobbiamo lavorare con un metodo aperto, un’equazione potente, semplice, sicura e affidabile che generi cambiamento prima nell’operatore e poi nel soggetto motorio.

il corso della Scuola di Professione Fitness  si rivolge ai dirigenti e titolari dei centri fitness, ai laureati in scienze motorie, ai fisioterapisti, personal trainer e istruttori che abitualmente lavorano nei centri fitness, agli operatori del benessere psicofisico. Il fitness metabolico è un’opportunità che riguarda anche il benessere e la qualità della vita e si rivolge quindi agli operatori che lavorano professionalmente nell’ambito del benessere come le SPA, i centri termali, le navi crociera, i residence per anziani, le palestre, le scuole di ogni ordine e grado, i centri fitness, le società sportive amatoriali, e tutti gli ambienti dove si erogano servizi alla persona relativi all’attività motoria.

Gli strumenti tecnici

Strumenti di misura. I fix metabolici, in sostituzione dei test standard di valutazione per l’attività sportiva: le capacità funzionali dei soggetti metabolici sono diverse, diametralmente opposte, a quelle dei tradizionali soggetti misurati (atleti e sportivi agonisti).

Strumenti di conoscenza. L’anamnesi metabolica è la raccolta delle informazioni necessarie per poter gestire in sicurezza il soggetto metabolico. Non ha nulla a che fare con l’anamnesi medica, ma è la raccolta di quelle informazioni che riguardano lo stile di vita e le abitudini del soggetto. Nell’anamnesi metabolica rientrano anche informazioni sanitarie, ma non si devono imboccare strade di pertinenza medica: no a diagnosi, prescrizioni o anche solo interpretazioni di altrui competenza.

Unità motorie. Le proposte di attività fisica sono state riviste, adattate, reinventate in modo che il soggetto metabolico sia effettivamente in grado di praticare l’attività richiesta. Non è un’attività solo ridotta di intensità rispetto a quella proposta alla popolazione sportiva, ma è un’attività specifica proprio per i soggetti che hanno difficoltà a gestire il proprio corpo secondo i parametri standard, pensata con criteri di semplificazione sia nella proposta che nel linguaggio.

Strumenti di monitoraggio, per seguire nel tempo l’andamento di questa esperienza. Il fitness metabolico è una situazione di passaggio fra un prima e un dopo, una specie di frontiera fra stile di vita sedentario e motorio. Per questo noi abbiamo elaborato il “passaporto metabolico”, una specie di diario che aiuti ad acquisire la cosapevolezza dei risultati raggiunti e dei progressi fatti, che sia testimone del cambiamento.

 

Gli strumenti culturali

Cambiare lo stile di vita di una persona è un obiettivo ambizioso. I protagonisti di questo cambiamento sono due persone che interagiscono fra di loro; ma perché l’interazione funzioni è necessario che l’operatore metabolico sia in possesso degli strumenti culturali, di comunicazione e di capacità relazionale. Prima di tutto nei confronti del soggetto metabolico, ma anche verso altri protagonisti: medici, associazioni, media.

Il fitness metabolico non è un’operazione tecnica: è destinato all’insuccesso, se punta solo al conteggio di parametri fisiologici.

Gli strumenti relazionali 

Occorre che l’operatore abbia dei buoni strumenti di comunicazione e che sia in grado di padroneggiare con disinvoltura tre livelli diversi di linguaggio: innanzitutto la capacità di sapersi esprimere con chiarezza, per farsi capire ed entrare in empatia; quindi l’utilizzo del linguaggio professionale, che deve essere compreso nei contenuti; infine la padronanza di un vocabolario medico che deve essere utilizzato non per scimmiottare responsabilità altrui, lo ripetiamo, ma per comprendere informazioni mediche e poter erogare esercizi adeguati al soggetto.

L’operatore di fitness metabolico deve esprimersi con competenza e responsabilità in una relazione in cui è centrale la persona: bisogna essere capaci di entrare nella motivazione, nei desideri del soggetto per fornire sempre il giusto rinforzo positivo, generando la spinta motivazionale necessaria al cambiamento.

 

Concetto chiave: l’operatore di fitness metabolico non è un medico  

Solo il medico può prendere decisioni operative che riguardano:

– diagnosi

– prescrizioni

– interventi o commenti sulla terapia.

Tutte le informazioni di carattere medico relative alla sindrome metabolica hanno un carattere divulgativo: lo scopo è quello di fornire all’operatore di fitness metabolico un bagaglio culturale e non una competenza medica, di cui non potrebbe comunque avere la responsabilità. Le informazioni sanitarie proposte in questo testo servono per conoscere il contesto sanitario in cui vivono i soggetti metabolici, per relazionarsi a essi con competenza, per raccogliere informazioni che possono contribuire a modulare in senso prudenziale le attività proposte. Mai e per nessun motivo devono essere utilizzate da personale non medico per fare diagnosi, modificare terapie o influenzare il comportamento consigliato o prescritto dal medico a dei soggetti metabolici portatori di patologie specifiche. L’attività motoria proposta dall’operatore di fitness metabolico si adeguerà alle eventuali indicazioni mediche individuali. Di fatto esistono già delle indicazioni mediche universali che vedono nell’attività fisica una tra le risposte fondamentali per le patologie legate alla sindrome metabolica occidentale. Queste indicazioni sono state emanate da tutte le istituzioni sanitarie più importanti, a cominciare dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e prescrivono la necessità di contrastare uno stile di vita sedentario con una graduale e progressiva ripresa dell’attività motoria.

 

Concetto chiave: gradualità, progressione e prudenza  

La quantità di informazioni che si possono raccogliere è per definizione incompleta e imprecisa; ciò nonostante il vantaggio del movimento è tanto e tale che vale comunque la pena di provarci, così come sostenuto dall’OMS. L’unico modo per non generare rischi e per praticare il fitness metabolico anche in assenza di  personale medico è quello di muoversi con un criterio di assoluta gradualità rispetto alle condizioni di base di quel singolo soggetto. Ma attenzione non esiste la possibilità di ricondurre ad una formula banale valida per tutti la quantificazione dei livelli di attività proposti.

Per esempio: è del tutto inappropriato misurare l’attività cardiaca in termini di frequenza, considerando una percentuale della frequenza cardiaca massima teorica, perché questa è un’astrazione molto imprecisa se applicata al soggetto metabolico che potrebbe avere una frequenza di base, e massima, del tutto diversa da quella teorizzata nelle tabelle, completamente modificata dalle infinite variabili della sindrome metabolica. Ogni soggetto fa da riferimento per sé, è il punto di partenza per se stesso. Una volta individuato, tramite i fix metabolici, il punto di partenza, è necessario procedere con gradualità: la progressione lenta e costante dell’impegno è la chiave di volta per permettere ai soggetti metabolici di intraprendere un’attività motoria.

Infine: la prudenza. Il nostro obiettivo non è performante rispetto a qualcosa che assomiglia a uno sport ma non lo è. Tanti parlano di attività adattata, ma questa non è un’attività adattata: è un’attività concettualmente nuova, è lo svezzamento dal sedentarismo.

Ognuno è sedentario a suo modo con i suoi limiti: è da lì che bisogna partire, piuttosto che misurarlo per capire quanto manca dalla perfezione, descritta da tabelle di riferimento che, anche se tarate su anziani o diabetici, hanno il grave difetto di non rappresentare tutte le variabili che rappresentano quel singolo soggetto metabolico.

Personalizzazione del percorso: solo questo approccio permette di poter fare attività motoria come prevenzione sociale, con un basso livello di medicalizzazione relativa all’attività stessa. Altrimenti, saremo costretti a medicalizzare l’attività motoria, facendo entrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta (la spesa sanitaria). Con una metodologia sicura, prudente ed efficace l’operatore metabolico, anche in assenza di una indicazione medica individuale specifica, potrà aderire con responsabilità e competenza all’indicazione universale di recupero dell’attività motoria come strumento di prevenzione, salute e terapia. Per questo sono stati elaborati degli strumenti originali come i fix di valutazione funzionale, l’anamnesi metabolica e le unità motorie.

 

L’analfabeta motorio

L’operatore metabolico è un fornitore di esperienza a un soggetto che è quasi sempre del tutto inesperto rispetto alla pratica motoria: detto con rispetto, una sorta di “analfabeta motorio”. Questo “tutoraggio” è il nucleo centrale del fitness metabolico.

Il fitness metabolico ha come obiettivo di trasformare i soggetti sedentari in soggetti “motori” attraverso la graduale modificazione di stili di vita sedentari in stili di vita non sedentari. Quando il soggetto metabolico (cioè portatore della sindrome metabolica nel contesto di uno stile di vita non attivo) si trasformerà in un soggetto motorio allora potrà cominciare, se lo vorrà, a praticare uno sport così come lo si intende tradizionalmente e cioè includendo anche i concetti di prestazione e di competizione. Fino a quel momento l’operatore di fitness metabolico si preoccuperà di aiutare il soggetto metabolico a trasformarsi da un soggetto sedentario in un soggetto motorio, una delle sfide più difficili e nello stesso tempo affascinanti per un “istruttore”: cambiare lo stile di vita di una persona.

Per maggiori informazioni sui corsi  e master per operatori di fitness metabolico:

http://www.professionefitness.com/scuola-e-corsi/corsi/

Alessandro Lanzani
medico specialista in medicina dello sport e ortopedia

alanzani@professionefitness.com

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