29/06/2013 Prevenzione e Salute

Defibrillatori e nuovi certificati sportivi

Il decreto del ministro Balduzzi

Alessandro Lanzani

Il 26 aprile l’ex ministro Balduzzi ha firmato un decreto che regola l’adozione di defibrillatori semiautomatici da parte di società sportive e nuove norme in merito ai certificati sportivi. In realtà sono in fibrillazione le società sportive e soprattutto  i presidenti di società sportive  proprio perché responsabili dal punto civile e penale delle attività svolte  dalle società.

Defibrillatori

L’adozione dei defibrillatori è un provvedimento salvavita nei casi di morte improvvisa. La morte improvvisa è un avvenimento raro ma non rarissimo e per tanto la diffusione di questi strumenti assume un’efficacia importante per la tutela delle persone in un contesto sportivo. A questo proposito ancora più importante dell’installazione dei defibrillatori è una cultura diffusa sulle manovre salvavita da praticare in occasione di eventi avversi come l’arresto cardiaco. I corsi di formazione di Body Life Support  permettono di acquisire  la pratica corretta sul massaggio cardiaco la respirazione artificiale e le procedure accessorie.  Questa conoscenza diffusa ha un importanza non inferiore a quella della diffusione dei defibrillatori.

 Morte cardiaca improvvisa

La morte cardiaca improvvisa MCI è internazionalmente riconosciuta come il decesso che avviene per cause cardiache, con improvvisa perdita di coscienza entro 1 h dall’insorgenza dei sintomi. Le sue caratteristiche principali sono legate all’assenza di traumi e a aritmie cardiache maggiori, che generano l’arresto cardiaco e cardiocircolatorio.[1]

[1] La morte cardiaca improvvisa in Italia. Dimensioni, percezioni, politiche ed impatto economico-finanziario.Mario Del Vecchio1, Luigi Padeletti2

In Italia si stima che avvengano circa 50.000 casi per anno. L’incidenza è quindi di circa 1 caso ogni mille abitanti per anno. Ci sono delle differenze importanti per quanto riguarda le classi di età. I giovani al di sotto dei 35 anni rappresentano il 2-5% dei casi mentre il fenomeno aumenta in percentuale con l’età.
Infine mentre tra gli anziani la concausa è prevalentemente legata alla cardiopatia ischemica indotta dalla sindrome metabolica ( ipertensione, obesità, ipercolesterolemia, diabete, fumo) nella popolazione giovanile la causa prevalente consiste in disturbi del ritmo e della conduzione. L’impegno cardiaco alto o strenuo che si osserva nell’attività sportiva può scatenare il fenomeno indipendentemente dal fatto che sia arbitrariamente considerata agonistica o non agonistica (dal punto di vista fisiologico la frequenza cardiaca non è ne agonistica ne non agonistica).

I nuovi certificati sportivi

Alla luce delle considerazioni precedenti le nuove norme introdotte dal decreto del ministro Balduzzi del 26 aprile 2013 (in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale), introducono l’obbligatorietà dell’elettrocardiogramma di base e nei casi maggior rischio anche sotto sforzo per i soggetti che praticano sport anche a livello “non agonistico”.
Il provvedimento con l’adozione di tre diversi certificati sportivi abbatte nei fatti la distinzione tra impegno agonistico e non agonistico e questo è un bene. Il punto è che allo stato attuale delle cose scarica sul cittadino i costi di questa prevenzione e questo è poco equo perché impone dei costi aggiuntivi a carico del cittadino in un contesto di obbligatorietà. Ricordiamo che Balduzzi apparteneva ad un governo “tecnico” e come si sa per definizione il tecnico non è tenuto ad una visione “politica”. E’ successo proprio questo da una parte il decreto Balduzzi introduce dei criteri di reale prevenzione superando il mero aspetto burocratico del precedente certificato non agonistico.
Dall’altra aumentano i costi degli accertamenti a carico del cittadino. C’è da considerare che comunque anche prima il certificato rilasciato dal medico curante non era gratuito. Il tariffario dell’ordine dei medici della provincia di Milano  segnala un  costo per la prestazione del medico curante di 50 euro. Pertanto va aggiunta alla spesa attuale il sovra costo dell’elettrocardiogramma.  C’è poi una questione organizzativa: i medici curanti in pochi casi sono organizzati per eseguire e refertare l’elettrocardiogramma e quindi lo sportivo dovrà fare ulteriori passaggi per prenotare , eseguire l’ecg e riportarlo al medico curante. A meno che non si rivolga direttamente ad un medico sportivo che è l’unico specialista abilitato ( oltre al medico curante e al pediatra)a visitare refertare e certificare.

La questione è aperta la pubblicazione del decreto sulla gazzetta ufficiale accelererà i tempi di un adeguamento opportuno dal punto di vista preventivo ma non senza qualche criticità dal punto di vista organizzativo ed esecutivo.

 

Alessandro Lanzani

Medico specialista in medicina dello sport

alanzani@professionefitness.com

 

 



[1] La morte cardiaca improvvisa in Italia. Dimensioni, percezioni, politiche ed impatto economico-finanziario.Mario Del Vecchio1, Luigi Padeletti2

 

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