23/06/2014 Prevenzione e Salute

Fitness e iWatch

la rivoluzione digitale del fitness

Alessandro Lanzani

Fitness e iWatch
Il fitness sta per essere rivoluzionato dall’arrivo dell’ iWatch.
la Apple ha iniziato la sua campagna di marketing centellinando notizie che vengono rimbalzate praticamente da tutte le rubriche di nuove tecnologie i giornali riviste e televisioni.
A ottobre comincerà la vendita e questa volta riguarderà  anche il mondo del fitness. Agenzie satelliti di marketing e comunicazione parlano della “digital health revolution” in maniera entusiastica: in effetti l’efetto principale è che ci sarà un po di lavoro anche per le agenzie di marketing stesse. iWatch avrà molti strumenti e funzioni a bordo tra queste molte saranno dedicate al fitness. E’ segnalata la probabile presenza di sensori dedicati alla pressione arteriosa, ai battiti cardiaci, addirittura ala tasso di glucosio nel sangue e un analizzatore di sudore studiato per rilevare la presenza di “tossine”. Prima di entrare nel merito di questi rumors  bisogna considerare che Apple  da anni è stata una grande innovatrice nella tecnologia iMac, iPad, iPod, iPhone hanno  aperto la strada che poi hanno percorso altre multinazionali, quindi  è facile pensare che altre aziende offriranno a breve altri  orologi con funzioni di fitness digitale.

Fitness iWatch e frequenza cardiaca. 

Il monitoraggio della frequenza cardiaca con uno strumento da polso presenta da sempre delle difficoltà di affidabilità nella rilevazione di un segnale debole come appunto il polso della frequenza cardiaca. Vedremo come Apple aggirerà questa difficoltà se  fornirà degli accessori tradizionali come  i sensori al torace come i banali cardiofrequenzimetri o sensori da dito.

Fitness iWatch e pressione arteriosa. 

Questa è giù più complicata da realizzare perché la Pressione arteriosa misurata fino ad oggi non prescinde dalla presenza di un manicotto che gonfiato intorno al braccio e gonfiato  che rileva  a che pressione il sangue passa al di sotto dell’ostruzione generata dal manicotto stesso. Altri tipi di misurazione sarebbero comunque delle estrapolazioni derivate  con il rischio di misurazione errate e di generare degli ipertesi da misurazione o di non misurare ipertesi reali. Aumenta la curiosità nei confronti della Apple su come sarà superata questa difficoltà.

Fitness iWatch e glicemia.

Questa sarebbe davvero rivoluzionaria per tanti motivi. Innanzitutto pensiamo che la glicemia sarebbe misurata in modo indiretto, senza buco e goccia di sangue per intenderci. La misurazione indiretta finora è un sogno per milioni di diabetici perché i continui prelievi sono stressanti e costosi per i milioni di pazienti. Un azienda italiana  aveva realizzato il Glycolaser che permetteva di misurare con un’approssimazione del 95% leggermente inferiore a quella standard ma pur sempre  estremamente interessante vista  la non invasività della misurazione e infinità ripetibilità del test.  Questo ovviamente avrebbe azzerato il business miliardario degli stick e delle punturine saldamente in mano alle solite multinazionali di Big Pharma. L’azienda invece di essere incoraggiata e aiutata a perfezionare il prodotto è praticamente scomparsa almeno da qualsiasi recente ricerca web. Forse Apple è più brava della azienda italiana, forse ha già accordi con Big Pharma o forse Apple è cosi grande che può permettersi di sfidare il mercato delle glucometrie con prelievo di sangue. Vedremo.

Fitness iWatch e idratazione.

A prescindere da come sarà misurata l’idratazione la domanda è un’altra: perché? .
Il sensore più efficace finora conosciuto dei livelli di idratazione si è raffinato in milioni di anni ed è il meccanismo della sete che ci salva in continuazione da qualsiasi rischio o allarme di morire rinsecchiti mentre sopravviviamo tra una seduta davanti al computer o una corsetta al parco o sul tappeto di marca. Fa parte di quelle curiosità che se messe a sistema appesantiscono la nostra vita con un eccesso di informazioni che ci impediscono di cogliere l’essenziale  e di decidere. Decidere di smettere di correre perché banalmente ci sentiamo un po’ stanchi, o di bere un goccio di acqua dalla borraccia ( tecnologica ovviamente che ci dice quanti millilitri contiene ancora , la temperatura all’interno della borraccia, il tempo di riscaldamento dell’acqua , e cosi via informatizzando)

Fitness iWatch e gestione delle informazioni.

Avere delle informazioni non significa ancora essere capaci di gestirle. In altre parole questa massa di dati che si stanno abbattendo sui sedentari/praticanti/sportivi  sono poi da interpretare rispetto alle infinite variabili oggettive e soggettive delle persone. Ognuno ha condizioni di partenza diverse, obiettivi e motivazioni diversi e liiti diversi. Nessun raccoglitore di dati è intelligente per definizione  e questi dati in mano al proprietario dell’orologio rischiano di essere assolutamente ingestibili. Occorre un’alfabetizzazione motoria sul significato di quei dati per quella persona. E qui nasce un opportunità per i personal trainer  ovvero per  i professionisti delle attività motorie. Il loro ruolo sarà sempre di meno quello di impartire “l’esecuzione corretta dell’esercizio” e sempre di più una mediazione culturale tra il praticante smarrito tra questi dati e una metodologia di allenamento  adatta alla persona alle sue motivazione e non ai dati e alle tabelle di normalità.

Insomma la tecnologia va bene  ma la persona rimane al centro e se da sola non ce la fa a filtrare la valanga dei dati tecnologici, allora un personal trainer può essere utile a mediare tra sedentarismo e attività fisica.

fitness  e iWatch

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Alessandro Lanzani
Medico specialista in medicina dello sport.

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